LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 2901 Codice Civile — Anno 2025

Pagina 15 di 20

397 provvedimenti

Altri anni per Art. 2901 Codice Civile

Errore di fatto: quando è inammissibile in Cassazione
Un imprenditore tenta la revocazione di una sentenza della Cassazione per un presunto errore di fatto, sostenendo che la Corte non ha visto un documento. La Cassazione dichiara il ricorso inammissibile, chiarendo che la critica a una valutazione giuridica non costituisce un errore di fatto revocatorio.
Continua »
Azione revocatoria scissione: competenza e fallimento
Le Sezioni Unite chiariscono la competenza per l'azione revocatoria di una scissione societaria. Sebbene l'azione rientri nella materia del Tribunale delle Imprese, quando promossa dal curatore fallimentare prevale la competenza inderogabile del Tribunale fallimentare. La decisione analizza la natura dell'azione e il conflitto tra competenze specializzate.
Continua »
Azione revocatoria: vendita al figlio e presunzioni
Una sorella agisce in revocatoria contro il fratello che vende i propri immobili a una società del figlio, pregiudicando il suo credito. La Cassazione, con ordinanza 5193/2025, dichiara inammissibile il ricorso del fratello. Si afferma che il legame familiare costituisce una forte presunzione sulla conoscenza del danno da parte del terzo acquirente e che la trasformazione del patrimonio da immobiliare a liquido aumenta il rischio per il creditore, legittimando l'azione revocatoria.
Continua »
Simulazione assoluta: prova con presunzioni
Un creditore contesta la vendita di un immobile tra madre e figlio, sostenendo si tratti di una simulazione assoluta per sottrarre il bene alla garanzia del debito. La Corte di Cassazione conferma la decisione dei giudici di merito, ribadendo che la simulazione può essere provata tramite presunzioni gravi, precise e concordanti, come lo stretto legame di parentela, la mancata prova del pagamento del prezzo e l'assenza di un effettivo trasferimento del possesso del bene.
Continua »
Azione revocatoria: quando la vendita è inefficace
La Corte di Cassazione conferma che una vendita immobiliare, anche a prezzo congruo, può essere soggetta ad azione revocatoria. La trasformazione di un bene immobile in denaro, più facilmente occultabile, costituisce un pregiudizio per il creditore. La Corte ribadisce che per dimostrare la consapevolezza dell'acquirente (scientia damni) sono sufficienti presunzioni basate su dati pubblici, come bilanci e ipoteche, senza necessità di provare un'intenzione fraudolenta. Il ricorso dell'acquirente è stato dichiarato inammissibile.
Continua »
Natura agricola: quando prevale l’attività finanziaria?
La Corte di Cassazione ha confermato la sentenza di fallimento di una società semplice agricola, stabilendo che la sua natura agricola era venuta meno. La decisione si basa sulla prevalenza di complesse operazioni finanziarie e immobiliari rispetto all'attività di coltivazione. L'ordinanza chiarisce che la qualifica di imprenditore agricolo non può essere usata come scudo per iniziative di carattere speculativo, confermando che il cessionario di un credito è legittimato a proseguire l'azione per la dichiarazione di fallimento.
Continua »
Bancarotta impropria: quando lo sviamento è reato
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di misura cautelare per reati fallimentari, chiarendo la distinzione tra bancarotta per distrazione e bancarotta impropria. Il caso riguardava un dirigente accusato di aver partecipato a un sistematico sviamento di commesse da una società sottoposta a sequestro verso altre imprese, causandone il dissesto. La Corte ha stabilito che sottrarre future opportunità commerciali non costituisce 'distrazione' di beni esistenti, ma può integrare il diverso reato di bancarotta impropria da operazioni dolose se tale condotta provoca il fallimento della società. Il giudizio è stato rinviato per una nuova valutazione basata su questo principio.
Continua »
Azione revocatoria fondo patrimoniale: la guida
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 9355/2025, ha rigettato il ricorso di una coppia che aveva costituito un fondo patrimoniale per sottrarre i propri beni alla garanzia dei creditori. La Corte ha chiarito che l'azione revocatoria fondo patrimoniale è esperibile anche per atti anteriori al sorgere del credito, a condizione che sia provata la 'dolosa preordinazione' del debitore. Inoltre, ha stabilito che la mancata annotazione del fondo a margine dell'atto di matrimonio non impedisce al creditore di agire, in quanto tale pubblicità serve a rendere l'atto opponibile ai terzi, ma non è un presupposto dell'azione revocatoria.
Continua »
Carenza di interesse: ricorso inammissibile in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una curatela fallimentare avverso un'ordinanza del Tribunale di merito. La ragione risiede nella carenza di interesse del ricorrente, che ha contestato aspetti subordinati della decisione senza prima impugnare la ratio decidendi principale, ovvero le motivazioni centrali su cui si fondava il provvedimento del giudice di primo grado.
Continua »
Azione revocatoria: la prova della scientia damni
Un imprenditore, dopo la revoca di affidamenti bancari, compie atti di disposizione immobiliare e costituisce un fondo patrimoniale. La società creditrice agisce con successo tramite azione revocatoria. La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso del debitore, confermando che nei trasferimenti a familiari o soci la consapevolezza di arrecare un danno al creditore (scientia damni) può essere presunta, consolidando la tutela dei creditori.
Continua »
Azione revocatoria: inammissibile ricorso non motivato
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro una sentenza che confermava l'azione revocatoria di una donazione immobiliare. Il motivo principale è stata la mancata specificità dei motivi di ricorso, che non hanno criticato la ratio decidendi della Corte d'Appello, ma si sono concentrati su aspetti irrilevanti. La Corte ha ribadito che, nel giudizio di revocatoria, l'accertamento del credito avviene solo in via incidentale.
Continua »
Improcedibilità del ricorso: la relata di notifica
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'improcedibilità del ricorso presentato da un cittadino a causa del mancato deposito tempestivo della relata di notifica della sentenza impugnata. L'ordinanza sottolinea che tale adempimento è un onere perentorio previsto dal codice di procedura civile e la sua omissione non è sanabile, neanche se la controparte non solleva obiezioni. Questa decisione ribadisce il rigore formale del giudizio di legittimità e le gravi conseguenze derivanti da vizi procedurali.
Continua »
Azione revocatoria competenza: la Cassazione decide
Una società creditrice ha avviato un'azione revocatoria contro atti di disposizione patrimoniale dei suoi debitori. Quest'ultimi hanno eccepito la nullità della fideiussione alla base del credito per violazione della normativa antitrust. La Corte di Cassazione, risolvendo un conflitto di competenza, ha stabilito che l'azione revocatoria competenza spetta al tribunale ordinario, mentre la questione sulla nullità della fideiussione resta al Tribunale delle Imprese. La Corte ha chiarito che non sussiste una connessione qualificata tale da giustificare lo spostamento di competenza, poiché l'azione revocatoria può basarsi anche su un credito contestato.
Continua »
Azione revocatoria scissione: tutela dei creditori
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 4193/2025, ha rigettato il ricorso di due società, confermando l'inefficacia di una scissione societaria nei confronti dei creditori. La decisione stabilisce che l'azione revocatoria è uno strumento valido per tutelare le ragioni creditorie anche in caso di scissione e che i singoli condomini sono legittimati ad agire per un credito vantato dall'intero condominio. Questa sentenza rafforza la protezione dei creditori di fronte a operazioni societarie che potrebbero pregiudicare la loro garanzia patrimoniale.
Continua »
Nullità parziale fideiussione: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza d'appello per violazione del principio di corrispondenza tra chiesto e pronunciato. Il caso riguarda una richiesta di nullità parziale fideiussione relativa a una clausola derogatoria dell'art. 1957 c.c., erroneamente interpretata dai giudici di merito come una richiesta di nullità totale. La Suprema Corte ha chiarito che il giudice non può decidere su una questione diversa da quella sollevata, riaffermando l'importanza di distinguere tra nullità di una singola clausola e nullità dell'intero contratto.
Continua »
Azione revocatoria: bene ipotecato e pregiudizio
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 17479/2025, ha rigettato il ricorso di un debitore che aveva conferito i propri beni immobili in una società per sottrarli ai creditori. La Corte ha chiarito che l'azione revocatoria è ammissibile anche se i beni sono gravati da ipoteca, poiché il pregiudizio per il creditore (eventus damni) consiste anche solo nel rendere più incerta o difficile la soddisfazione del credito. La valutazione del pregiudizio va fatta con una prognosi futura, considerando che le ipoteche possono essere modificate o estinte. È stata inoltre confermata la consapevolezza del debitore di arrecare danno ai creditori, respingendo l'argomentazione che l'atto fosse finalizzato a pagare un debito scaduto.
Continua »
Effetti fusione societaria: la tutela del creditore
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 16689/2025, ha stabilito che l'iscrizione dell'atto di fusione nel Registro delle Imprese produce un effetto sanante assoluto, che preclude la dichiarazione di invalidità dell'operazione anche se eseguita in pendenza dell'opposizione di un creditore. Gli effetti della fusione societaria sono quindi irretrattabili. Al creditore pregiudicato non resta che la tutela risarcitoria, in linea con il principio di stabilità degli atti societari e di certezza dei rapporti giuridici.
Continua »
Azione revocatoria e conferimento beni: la Cassazione
La Corte di Cassazione rigetta il ricorso di una società, confermando l'inefficacia di un conferimento d'azienda. Un debitore aveva trasferito i propri beni immobili in una società da lui amministrata, pregiudicando la garanzia patrimoniale di una banca creditrice. La Suprema Corte chiarisce i presupposti dell'azione revocatoria in ambito societario, i limiti di competenza del Tribunale delle Imprese e i soggetti legittimati passivi.
Continua »
Azione revocatoria: prescrizione e prova del credito
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 17477/2025, si è pronunciata su un caso di azione revocatoria promossa da un'agenzia di riscossione. La Corte ha confermato principi chiave: la prescrizione quinquennale decorre dalla trascrizione dell'atto e non dalla sua stipula. Ha inoltre ribadito che l'interruzione della prescrizione si perfeziona con la consegna dell'atto di citazione all'ufficiale giudiziario. Infine, ha specificato che il credito tributario si considera sorto al momento del verificarsi del presupposto d'imposta, non con l'accertamento successivo, respingendo le difese dei debitori.
Continua »
Compenso custodia giudiziaria: usi locali prevalgono
Una società incaricata della custodia giudiziaria di parti automobilistiche si è opposta al compenso inizialmente liquidato, ritenuto esiguo. Il Tribunale ha accolto l'opposizione, aumentando l'importo sulla base delle tariffe locali. L'amministrazione statale ha fatto ricorso in Cassazione, sostenendo una prescrizione parziale e la necessità di applicare riduzioni tariffarie per analogia. La Suprema Corte ha respinto il ricorso, stabilendo che per il calcolo del compenso custodia giudiziaria per beni non specificamente tariffati, il criterio corretto è quello degli 'usi locali', che il custode aveva debitamente provato, escludendo l'applicazione analogica di altre norme.
Continua »