LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 2901 Codice Civile — Anno 2025

Pagina 20 di 20

397 provvedimenti

Altri anni per Art. 2901 Codice Civile

Inammissibilità ricorso Cassazione: requisiti di forma
Una madre impugna in Cassazione la decisione che ha revocato la vendita di un immobile acquistato dal figlio debitore. La Suprema Corte dichiara l'inammissibilità del ricorso per cassazione a causa di gravi vizi di forma, come la mancanza di specificità e chiarezza dei motivi. La decisione sottolinea il rigore con cui devono essere redatti gli atti di impugnazione, confermando l'inefficacia della compravendita.
Continua »
Azione revocatoria: quando il credito è inesistente?
Un istituto di credito avvia un'azione revocatoria contro la vendita di un immobile tra padre e figlio, sostenendo che l'atto ledeva le sue ragioni di credito. La Corte di Cassazione ha annullato le decisioni dei giudici di merito, accogliendo il ricorso del padre e del figlio. È stato decisivo un nuovo giudicato che ha accertato come, al momento della vendita, fosse il padre ad avere un credito verso la banca e non viceversa. Questo fatto nuovo ha eliminato il presupposto fondamentale dell'azione revocatoria, ovvero il pregiudizio per il creditore (eventus damni), rendendo l'azione improcedibile per carenza di interesse ad agire.
Continua »
Azione revocatoria: onere della prova e fideiussione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di due garanti che si opponevano a un'azione revocatoria avviata da un istituto di credito. I garanti avevano costituito un fondo patrimoniale e sostenevano la nullità della fideiussione sottostante per violazione di norme antitrust. La Corte ha stabilito che l'onere di provare tale nullità e la sua incidenza sul contratto spettava ai debitori, i quali non avevano fornito prove adeguate. Inoltre, ha ribadito che per l'esercizio dell'azione revocatoria è sufficiente una semplice 'ragione di credito', non essendo necessario un suo accertamento definitivo. Il ricorso è stato giudicato come un tentativo di riesame del merito, non consentito in sede di legittimità.
Continua »
Azione revocatoria e liquidazione: la Cassazione decide
Un debitore vende la nuda proprietà di un immobile alla sorella, mantenendo l'usufrutto. Un creditore avvia un'azione revocatoria, sostenendo che l'atto pregiudica le sue ragioni. Durante la causa, interviene il liquidatore della procedura di liquidazione giudiziale del debitore. Le corti di merito accolgono la revocatoria, ritenendo sussistente sia il danno per i creditori (eventus damni), per la trasformazione di un bene immobile in denaro, sia la consapevolezza del pregiudizio (scientia damni) in capo ai fratelli. La Cassazione, tuttavia, dichiara estinto il giudizio a seguito della rinuncia al ricorso da parte dei familiari, senza entrare nel merito della questione sull'azione revocatoria liquidazione.
Continua »
Cessione in blocco: prova della titolarità del credito
Una società di cartolarizzazione agiva in revocatoria contro la vendita di un immobile effettuata da un garante. L'acquirente, nipote del garante, ha presentato ricorso in Cassazione contestando la titolarità del credito in capo alla società (derivante da una cessione in blocco) e la propria consapevolezza del danno ai creditori. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che la prova della titolarità del credito è una questione di merito e che la pubblicazione della cessione in Gazzetta Ufficiale è sufficiente. Inoltre, ha confermato che la Cassazione non può riesaminare le valutazioni di fatto, come la scientia damni, compiute dai giudici di merito.
Continua »
Revocatoria ordinaria: la vendita a prezzo vile
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso di revocatoria ordinaria avviata dal fallimento di una società contro la vendita di quote di un'altra società a un prezzo ritenuto vile (150.000 euro contro un valore stimato di 650.000 euro). La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso degli acquirenti, confermando la decisione d'appello. La sentenza ribadisce che le valutazioni del consulente tecnico d'ufficio (CTU), se logicamente motivate dal giudice di merito, non sono sindacabili in sede di legittimità e che la consapevolezza di arrecare danno ai creditori è un elemento distinto dall'intento fraudolento in ambito penale.
Continua »
Notifica e prescrizione: quando si interrompe?
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha ribadito un principio fondamentale in tema di notifica e prescrizione. Il caso riguardava un'azione revocatoria promossa da un'agenzia di riscossione. La Corte ha chiarito che, per interrompere la prescrizione, è sufficiente che il creditore consegni l'atto all'ufficiale giudiziario entro il termine, a prescindere da quando la notifica si perfezioni per il destinatario. Questa regola, nota come 'scissione degli effetti della notifica', protegge il diritto del creditore da ritardi procedurali a lui non imputabili.
Continua »
Litisconsorte necessario: la sua assenza è un danno
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'esclusione di un litisconsorte necessario da un giudizio, come il coniuge non debitore nell'azione revocatoria di un fondo patrimoniale, costituisce un pregiudizio di per sé. Tale violazione del diritto al contraddittorio rende la sentenza nulla, senza che la parte esclusa debba dimostrare un ulteriore danno concreto. Il caso riguardava una banca che aveva agito contro il solo marito per revocare un fondo patrimoniale costituito da entrambi i coniugi. La Corte ha accolto l'opposizione della moglie, annullando le sentenze precedenti e rinviando la causa al primo grado per un nuovo processo con la partecipazione di tutte le parti necessarie.
Continua »
Litisconsorzio necessario: appello nullo senza tutti
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza d'appello in un caso di azione revocatoria perché l'impugnazione non era stata notificata a una delle parti. La Corte ha ribadito che, in tali azioni, sussiste un litisconsorzio necessario tra creditore, debitore e terzo acquirente. La mancata integrazione del contraddittorio ha reso nullo il giudizio, che dovrà essere riesaminato dalla Corte d'Appello in corretta composizione.
Continua »
Notifica atto riassunzione: nullità e inammissibilità
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso che lamentava la nullità della notifica dell'atto di riassunzione del processo. L'ordinanza sottolinea la necessità di motivi di ricorso specifici e ribadisce i principi sulla sanabilità delle notifiche nulle, distinguendole da quelle inesistenti. Viene inoltre confermata la valutazione di merito sull'azione revocatoria per mancanza di argomentazioni idonee a contrastare l'orientamento giurisprudenziale consolidato.
Continua »
Dolosa preordinazione: quando un atto è revocabile?
Una società contesta l'azione revocatoria di una banca su un acquisto immobiliare legato a un'operazione di leveraged buyout. La banca sosteneva la sussistenza di una dolosa preordinazione a danno del suo futuro credito. La Corte di Cassazione ha annullato la decisione di merito, chiarendo che per revocare un atto anteriore al credito non basta una generica consapevolezza del pregiudizio, ma va provato uno specifico intento fraudolento. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame.
Continua »
Azione revocatoria: il deposito del ricorso basta
La Corte di Cassazione stabilisce che, nell'ambito di un'azione revocatoria avviata con rito sommario, la prescrizione quinquennale si interrompe con il semplice deposito del ricorso in cancelleria, senza dover attendere la notifica alla controparte. Questa decisione protegge il creditore dai ritardi dell'ufficio giudiziario. Il caso riguardava un creditore che aveva agito contro la costituzione di fondi patrimoniali da parte dei suoi debitori, depositando il ricorso prima della scadenza dei cinque anni, ma notificandolo dopo.
Continua »
Azione revocatoria: si può eccepire la nullità del credito?
Una banca agisce in revocatoria contro la costituzione di un fondo patrimoniale da parte dei suoi fideiussori. Questi ultimi si difendono eccependo la nullità delle fideiussioni per violazione della normativa antitrust. La Corte di Cassazione, ribaltando le decisioni di merito, stabilisce un principio fondamentale: nell'ambito di un'azione revocatoria, il giudice ha il dovere di esaminare l'eccezione di nullità del titolo da cui deriva il credito. Anche se per agire è sufficiente un credito controverso, la validità del suo titolo giuridico è un elemento costitutivo che può e deve essere verificato se contestato.
Continua »
Onere della prova: chi paga il debito sociale?
La Corte di Cassazione si pronuncia sull'onere della prova in un caso di azione revocatoria. Gli eredi di un socio-liquidatore, che aveva saldato un debito della società, agivano contro l'altro socio per recuperare la somma e revocare una donazione di beni fatta da quest'ultimo al figlio. La questione centrale era stabilire se il pagamento fosse avvenuto con fondi personali del liquidatore o con fondi sociali. La Cassazione ha rigettato il ricorso degli eredi, confermando la decisione della Corte d'Appello. È stato stabilito che l'onere della prova sulla provenienza personale dei fondi gravava su chi lo affermava, ovvero sugli eredi, i quali non sono riusciti a fornirla. I motivi del ricorso sono stati inoltre giudicati in parte inammissibili per aver sollevato questioni nuove in sede di legittimità.
Continua »
Azione revocatoria e cessione del credito: la prova
Un debitore vende un bene al fratello. La società creditrice, che nel frattempo ha ceduto il credito, agisce con azione revocatoria. La Cassazione respinge il ricorso dell'acquirente, chiarendo che la titolarità ad agire può essere provata in ogni momento del processo e che il rapporto di parentela stretta è un valido indizio per provare la conoscenza del danno ai creditori.
Continua »
Azione revocatoria: inefficace l’atto di destinazione
La Corte di Cassazione ha confermato la decisione di merito che dichiarava l'inefficacia, tramite azione revocatoria, di un atto di destinazione patrimoniale. Un garante aveva vincolato i propri beni per una ristrutturazione del debito, ma la Corte ha ritenuto che tale atto, creando una separazione patrimoniale, pregiudicasse la garanzia generica di un istituto di credito. La Suprema Corte ha rigettato i motivi di ricorso del garante, chiarendo che le eccezioni procedurali si intendono respinte quando il giudice decide nel merito e che la trascrizione della domanda giudiziale ha un effetto "prenotativo" che rende inopponibili gli atti successivi.
Continua »
Azione Revocatoria: la parentela è prova sufficiente?
Un debitore, gravato da un ingente debito fiscale, vende le sue quote immobiliari ai parenti, già comproprietari. L'Agenzia delle Entrate agisce con un'azione revocatoria. La Corte di Cassazione conferma l'inefficacia della vendita, stabilendo che il vincolo di parentela, unito ad altri indizi come la preesistente comproprietà e il ruolo di garanti per un mutuo, costituiscono prove presuntive sufficienti a dimostrare la consapevolezza degli acquirenti (scientia damni) di arrecare pregiudizio ai creditori.
Continua »