LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 2901 Codice Civile — Anno 2025

Pagina 11 di 20

397 provvedimenti

Altri anni per Art. 2901 Codice Civile

Simulazione vendita tra coniugi: quando è inefficace
La Corte di Cassazione ha confermato la decisione di merito che dichiarava la simulazione di una vendita immobiliare tra coniugi. Un imprenditore, debitore di una società, aveva venduto alla moglie le sue quote immobiliari. La società creditrice ha agito in giudizio, sostenendo che l'atto fosse simulato per sottrarre i beni alla garanzia del credito. La Corte ha ritenuto provata la simulazione vendita immobiliare sulla base di una serie di indizi gravi, precisi e concordanti, come il termine di pagamento anomalo (dieci anni) e la palese incapacità economica della moglie di far fronte all'acquisto. La sentenza chiarisce che l'azione di simulazione promossa dal terzo creditore non è soggetta a mediazione obbligatoria e non deve essere sospesa in attesa della definizione del giudizio sul credito.
Continua »
Ricorso inammissibile: onere di specificità
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile per violazione del principio di autosufficienza. Il ricorrente non ha adeguatamente riprodotto né localizzato i documenti essenziali citati a sostegno delle proprie tesi, impedendo alla Corte di valutare la fondatezza dei motivi. La pronuncia ribadisce che il giudizio di legittimità non consente un riesame del merito della causa.
Continua »
Azione revocatoria: la prova della consapevolezza
Una società immobiliare ha impugnato in Cassazione la decisione che rendeva inefficace l'acquisto di un immobile, tramite azione revocatoria promossa da una creditrice del venditore. La Corte ha confermato la decisione dei giudici di merito, ribadendo che la consapevolezza del terzo acquirente del pregiudizio arrecato ai creditori può essere provata anche tramite presunzioni, come un prezzo di vendita irrisorio e la mancanza di prova del pagamento. L'azione revocatoria è stata quindi confermata.
Continua »
Società estera cancellata: l’onere della prova
Alcuni creditori hanno intentato un'azione revocatoria contro un debitore e una società estera per annullare il trasferimento di beni. Hanno scoperto che la società era già stata cancellata ('società estera cancellata') prima dell'inizio della causa. La Corte di Cassazione ha confermato la nullità del procedimento per un vizio procedurale, chiarendo che in casi di 'società estera cancellata', l'onere di provare l'applicabilità della legge italiana, invece di quella straniera, spetta a chi la invoca. Entrambi i ricorsi, dei creditori e del debitore, sono stati respinti.
Continua »
Giudicato esterno: l’onere della prova in revocatoria
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso in un'azione revocatoria perché la parte che invocava un giudicato esterno non ha fornito la prova della sua definitività. Il caso sottolinea che, per far valere una sentenza emessa in un altro procedimento, non basta produrre la decisione, ma è necessaria una certificazione specifica che attesti il suo passaggio in giudicato, a prescindere dalla mancata contestazione della controparte. L'ordinanza ribadisce l'onere probatorio a carico di chi eccepisce il giudicato esterno.
Continua »
Improcedibilità del ricorso: l’onere del deposito
La Corte di Cassazione dichiara l'improcedibilità del ricorso presentato da un debitore contro una sentenza d'appello sfavorevole. La decisione si fonda su un vizio procedurale: il ricorrente, pur avendo dichiarato nel suo atto che la sentenza impugnata gli era stata notificata (facendo così scattare il termine breve per l'impugnazione), ha omesso di depositare la relativa prova di notifica. In assenza di tale documento, essenziale per verificare la tempestività dell'appello, la Corte ha rilevato d'ufficio l'improcedibilità, condannando il ricorrente al pagamento delle spese legali e a una sanzione per lite temeraria.
Continua »
Azione revocatoria: ricorso inammissibile in Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un acquirente di un immobile commerciale, la cui compravendita era stata resa inefficace tramite un'azione revocatoria intentata dai creditori del venditore. La Corte ha rigettato i motivi di ricorso basati sull'omesso esame di un fatto decisivo (in presenza di una "doppia conforme"), sulla richiesta di risarcimento per occupazione illegittima e sulla garanzia per evizione, evidenziando gravi carenze procedurali nell'impugnazione.
Continua »
Ricorso inammissibile: Cassazione e requisiti di forma
Un garante aveva costituito un'ipoteca, che una banca creditrice ha impugnato con un'azione revocatoria. Dopo aver vinto in appello, il garante ha presentato ricorso in Cassazione. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile perché i motivi erano generici, si limitavano a ripetere le argomentazioni del grado precedente senza contestare specificamente il ragionamento della corte d'appello e non rispettavano i rigorosi requisiti formali del ricorso.
Continua »
Azione Revocatoria Donazione: la Cassazione conferma
Un curatore fallimentare ha promosso un'azione revocatoria per una donazione immobiliare tra ex coniugi, avvenuta poco prima della dichiarazione di fallimento del marito. La moglie si è opposta sostenendo vizi procedurali e la natura onerosa dell'atto, quale parte degli accordi di divorzio. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando la decisione dei giudici di merito. La Suprema Corte ha ritenuto che la donazione fosse un atto gratuito volto a sottrarre il bene ai creditori, validando così l'azione revocatoria donazione e la sua efficacia a tutela del ceto creditorio.
Continua »
Sospensione discrezionale: l’obbligo di motivazione
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di sospensione discrezionale di un'azione revocatoria. Il giudice di merito aveva sospeso il giudizio in attesa della definizione della causa sul credito sottostante, ma senza motivare sulla plausibile fondatezza dell'appello contro la sentenza pregiudicante, violando l'art. 337 c.p.c. La decisione ribadisce che la sospensione discrezionale richiede una valutazione esplicita.
Continua »
Azione revocatoria: inammissibile il ricorso in Cassazione
La Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un debitore contro un'azione revocatoria. La Corte conferma la decisione di merito che ha ritenuto l'atto di vendita di immobili a una società collegata pregiudizievole per il creditore, sottolineando che la valutazione sull'esistenza del danno (eventus damni) e sulla necessità di una perizia tecnica (CTU) è un potere discrezionale del giudice di merito, non sindacabile in sede di legittimità se la motivazione è logica e coerente.
Continua »
Revocatoria fondo patrimoniale: quando è inefficace?
Una società creditrice ottiene la revocatoria di un fondo patrimoniale costituito da un garante e sua moglie. La Cassazione dichiara inammissibile il ricorso dei coniugi, confermando che per la revocatoria fondo patrimoniale è sufficiente che l'atto renda più incerta la riscossione del credito (eventus damni) e che la consapevolezza del danno (scientia damni) può essere presunta da elementi oggettivi, come la tempistica dell'atto dispositivo.
Continua »
Rinuncia al ricorso: estinzione del giudizio
Un caso di revocatoria ordinaria giunge in Cassazione, ma le parti trovano un accordo transattivo e presentano una rinuncia al ricorso congiunta. La Suprema Corte, prendendo atto della volontà delle parti, dichiara estinto il giudizio di legittimità senza pronunciarsi sulle spese, applicando la specifica normativa processuale.
Continua »
Cessione crediti in blocco: la prova necessaria
Un debitore contesta la legittimazione di una società che afferma di aver acquistato il suo credito tramite una cessione crediti in blocco. La Corte di Cassazione accoglie il ricorso, stabilendo che la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale con criteri troppo generici non è una prova sufficiente. La società cessionaria deve dimostrare specificamente che quel singolo credito rientrava nell'operazione di cessione.
Continua »
Azione Revocatoria: Inammissibile il ricorso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un debitore contro una sentenza che aveva reso inefficace la vendita di suoi immobili tramite un'azione revocatoria. L'appello è stato respinto perché mirava a un riesame dei fatti, vietato in sede di legittimità, specialmente in presenza di una 'doppia conforme' dei giudizi di merito. Il ricorrente è stato anche condannato per lite temeraria.
Continua »
Azione revocatoria: la prova della consapevolezza
Un'ordinanza della Cassazione si pronuncia sull'azione revocatoria di un immobile venduto tra coniugi. La Corte conferma che la consapevolezza del danno al creditore (`scientia damni`) da parte dell'acquirente può essere provata tramite presunzioni, come il rapporto di parentela, la coabitazione e la conoscenza delle difficoltà economiche del venditore, rigettando il ricorso dell'acquirente.
Continua »
Azione revocatoria fondo patrimoniale: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato la revoca di un fondo patrimoniale costituito da due coniugi fideiussori poco dopo la notifica di risoluzione di un contratto di mutuo. L'ordinanza chiarisce due punti cruciali: primo, il fideiussore che riveste cariche societarie non può essere qualificato come 'consumatore' ai fini della competenza territoriale. Secondo, la consapevolezza di arrecare un danno ai creditori (scientia damni), presupposto dell'azione revocatoria fondo patrimoniale, può essere provata anche tramite presunzioni, come la stretta vicinanza temporale tra la richiesta di pagamento del debito e la costituzione del fondo stesso.
Continua »
Revocatoria locazione ultranovennale e fallimento: la scelta
La Cassazione chiarisce che il curatore fallimentare può agire con azione revocatoria ordinaria contro un contratto di locazione ultranovennale stipulato dal fallito, anche a vita, se pregiudizievole per i creditori. Questa azione non è preclusa dalla facoltà di recesso prevista dalla legge fallimentare. La Corte ha inoltre ribadito che, ai fini della prescrizione, gli effetti della notifica si scindono, interrompendo il termine per l'attore al momento della consegna dell'atto all'ufficiale giudiziario.
Continua »
Ricorso inammissibile: requisiti di specificità
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile perché non rispettava i requisiti di specificità richiesti dalla legge. Il caso riguardava l'opposizione a un'ingiunzione di pagamento emessa da un Ministero a seguito di un'azione revocatoria. La Corte ha sottolineato che l'atto di impugnazione deve esporre in modo chiaro e completo i fatti di causa e i motivi di censura, senza costringere i giudici a ricercare elementi in altri documenti processuali. È stato inoltre ribadito che il giudicato formatosi sulla revocatoria copre anche l'esistenza del credito, rendendo vane le successive contestazioni.
Continua »
Scientia damni: prova e onere in revocatoria
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi di un debitore e di una banca contro la revoca di un'ipoteca. La Corte ha confermato che la prova della scientia damni, ovvero la consapevolezza di arrecare danno ai creditori, può essere fornita anche tramite presunzioni basate su indizi gravi, precisi e concordanti, come il ruolo del debitore in una società fallita e la conoscenza della sua situazione patrimoniale da parte della banca.
Continua »