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Art. 28 Codice di Procedura Penale — Sezione Quarta Penale

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68 provvedimenti

Altri anni per Art. 28 Codice di Procedura Penale

Esigenze cautelari: la valutazione sulla pericolosità
Un indagato ha presentato ricorso contro un'ordinanza di custodia cautelare per narcotraffico, sostenendo la mancanza di attualità del pericolo di reiterazione del reato, dato che il gruppo criminale era stato smantellato. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando la decisione del Tribunale. La sentenza sottolinea che la valutazione delle esigenze cautelari deve basarsi sulla personalità dell'indagato e sulla capacità operativa dell'organizzazione criminale, che può sopravvivere all'arresto dei suoi vertici.
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Pericolo di recidiva: la Cassazione e le misure cautelari
La Corte di Cassazione conferma un'ordinanza di custodia cautelare in carcere per traffico di stupefacenti, rigettando il ricorso di un indagato. La sentenza stabilisce che la valutazione del pericolo di recidiva non può basarsi su mere presunzioni, ma richiede un'analisi concreta e attuale della personalità dell'individato, valorizzando anche precedenti penali recenti, nonostante il tempo trascorso dai fatti contestati.
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Appello del pubblico ministero: i requisiti di validità
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso relativo all'appello del pubblico ministero contro un'ordinanza che aveva respinto una richiesta di custodia cautelare. La difesa sosteneva l'inammissibilità dell'appello per mancanza di specificità. La Corte ha rigettato il ricorso, affermando che l'appello è ammissibile anche se ripropone le argomentazioni della richiesta originaria, qualora il primo giudice non le abbia esaminate a fondo. La sentenza chiarisce i requisiti di specificità del gravame e conferma la sussistenza delle esigenze cautelari basate sulla presunzione legale.
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Gravi indizi di colpevolezza e misure cautelari
La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di due indagati contro l'ordinanza di custodia cautelare. I giudici hanno confermato la sussistenza di gravi indizi di colpevolezza basati su intercettazioni, ritenendo adeguata la valutazione del Tribunale del Riesame circa il pericolo di recidiva e i limiti del sindacato di legittimità sulla valutazione delle prove.
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Esigenze cautelari: la Cassazione sul rischio attuale
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un indagato per traffico di stupefacenti contro l'ordinanza di custodia cautelare in carcere. La difesa sosteneva la mancanza di attualità delle esigenze cautelari, dato il tempo trascorso dai fatti. La Corte ha ribadito che l'attualità del pericolo di recidiva non è esclusa dal solo decorso del tempo, ma richiede una valutazione prognostica sulla pericolosità del soggetto, confermando la misura restrittiva sulla base della sua stabile integrazione nel narcotraffico e di recenti scoperte di droga.
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Parere pubblico ministero: nullo il cambio di misura
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro il ripristino degli arresti domiciliari. La decisione conferma la nullità di un precedente provvedimento che aveva alleviato la misura cautelare senza acquisire il parere pubblico ministero, come richiesto dalla legge. La Corte ha stabilito che l'omissione di tale parere costituisce una violazione del contraddittorio e una nullità procedurale che giustifica l'annullamento dell'atto.
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Custodia Cautelare: la pena intera conta sempre
Due individui, condannati per narcotraffico internazionale, hanno impugnato la decisione di ripristinare la loro custodia cautelare in carcere dopo un annullamento parziale della condanna da parte della Cassazione. Sostenevano che il tempo già scontato superasse la pena per i reati residui. La Suprema Corte ha rigettato i ricorsi, affermando un principio fondamentale sulla custodia cautelare: quando la misura è applicata per più reati connessi, per calcolarne la durata massima si deve considerare la pena complessiva irrogata per tutti i reati, e non solo quella relativa ai reati per cui la misura resta in vigore. La Corte ha inoltre ritenuto ancora attuali e concreti sia il pericolo di reiterazione del reato che il pericolo di fuga.
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Custodia cautelare: quando è legittima in carcere
Con la sentenza n. 52141/2019, la Cassazione Penale, Sez. 4, ha stabilito che la custodia cautelare in carcere è legittima anche per un giovane incensurato se il rischio di reiterazione del reato è concreto e attuale, come dimostrato da ripetute evasioni e furti. La Corte ha chiarito che il limite di pena per l'applicazione della misura si calcola sul cumulo dei reati contestati e ha distinto nettamente la finalità della custodia cautelare da quella della sospensione dell'esecuzione della pena, rigettando la questione di legittimità costituzionale.
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