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Art. 28 Codice di Procedura Penale

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961 provvedimenti

Inammissibilità istanza di revisione: il ne bis in idem
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità di un'istanza di revisione presentata per la seconda volta sulla base degli stessi motivi e prove. La decisione ribadisce la validità del principio "ne bis in idem" anche nel giudizio di revisione. È stata inoltre confermata l'inammissibilità per un secondo motivo, basato su un presunto falso in sentenza, a causa della mancata allegazione della sentenza irrevocabile di condanna per tale reato, evidenziando il rigore formale che governa l'istituto e l'inammissibilità dell'istanza di revisione.
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Esigenze cautelari: il tempo non basta a escluderle
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'indagata contro l'applicazione degli arresti domiciliari per associazione a delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti. La Corte ha stabilito che per reati di tale gravità, le esigenze cautelari si presumono persistenti e il semplice decorso del tempo non è sufficiente a dimostrare la cessazione della pericolosità sociale, in assenza di prove concrete di dissociazione dal contesto criminale.
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Associazione per delinquere: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha esaminato il ricorso di un gruppo di individui accusati di formare un'associazione per delinquere dedita a borseggi e rapine sui mezzi pubblici. La Corte ha dichiarato i ricorsi inammissibili, confermando che la sussistenza di un'associazione criminale può essere provata attraverso le modalità coordinate e sistematiche con cui vengono commessi i singoli reati, distinguendola nettamente dal semplice concorso di persone.
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Sequestro preventivo: i requisiti secondo la Cassazione
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 20146/2024, ha dichiarato inammissibili i ricorsi contro un'ordinanza che applicava misure cautelari personali e un sequestro preventivo per reati di bancarotta e fiscali. La Corte ha ribadito la necessità di una motivazione concreta sul 'periculum in mora' per il sequestro preventivo, anche in caso di confisca obbligatoria, e ha sottolineato come il perdurante coinvolgimento in schemi fraudolenti giustifichi sia le misure personali che quelle reali.
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Violenza domestica: no al ricorso se c’è pericolo
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un uomo indagato per violenza domestica contro la moglie e la figlia minorenne. La Corte ha confermato la misura del divieto di avvicinamento, stabilendo che la separazione e il diritto di visita possono aggravare il rischio, rendendo prioritaria la tutela del minore rispetto agli interessi del genitore violento.
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Autoriciclaggio: quando si configura il reato?
La Corte di Cassazione ha confermato la misura di custodia cautelare in carcere per un soggetto indagato per autoriciclaggio, stabilendo che le operazioni finanziarie, come la compravendita di valute o di azioni finalizzata al profitto, integrano pienamente il reato. Secondo la Corte, tali attività non costituiscono mero godimento personale dei proventi illeciti, ma rappresentano un reimpiego nel circuito economico volto a ostacolare la tracciabilità dei fondi. La decisione sottolinea che anche se dirette da una persona già detenuta, queste operazioni dimostrano una capacità criminale tale da giustificare la massima misura cautelare per il pericolo di recidiva.
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Competenza per territorio: il reato più grave decide
Un conflitto di competenza per territorio tra due tribunali è risolto dalla Corte di Cassazione. In un caso di reati connessi (furto, resistenza, lesioni) commessi in città diverse, la Corte stabilisce che la competenza spetta al tribunale del luogo dove è stato commesso il reato più grave, ovvero il furto aggravato, annullando la decisione del secondo tribunale che aveva erroneamente applicato criteri suppletivi.
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Provvedimento abnorme: quando l’appello è inammissibile
Un imprenditore, accusato di illecito smaltimento di rifiuti, ricorre in Cassazione contro l'ordinanza del Tribunale che, ravvisando un 'fatto diverso', aveva restituito gli atti alla Procura. La Corte, pur riconoscendo l'errore del giudice di merito, dichiara il ricorso inammissibile. La sentenza chiarisce che per impugnare un provvedimento abnorme non basta la sua anomalia, ma occorre un interesse concreto e attuale, che in questo caso l'imputato non possedeva.
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Misure Cautelari: La Valutazione del Giudice
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro gli arresti domiciliari per furto aggravato. La sentenza conferma che per le misure cautelari, il giudice può valutare nuovi elementi, come la personalità dell'indagato e il rischio di recidiva, se è garantito il contraddittorio, ritenendo giustificata la misura applicata.
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Custodia cautelare: i criteri della Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un indagato contro l'ordinanza che ripristinava la custodia cautelare in carcere. La decisione è stata confermata sulla base del corposo curriculum criminale del soggetto e della sua conclamata pericolosità sociale, elementi che rendevano la misura detentiva l'unica idonea a fronteggiare il concreto e attuale pericolo di reiterazione del reato, escludendo alternative meno afflittive come gli arresti domiciliari.
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Custodia cautelare: sì anche se già detenuto
La Corte di Cassazione ha confermato l'applicazione della custodia cautelare in carcere per un indagato per rapina, nonostante fosse già detenuto per altra causa. La decisione si fonda sull'elevata pericolosità sociale del soggetto e sul concreto rischio di reiterazione del reato, elementi che rendono la misura necessaria. La Corte ha ritenuto irrilevante lo stato di detenzione preesistente e ha validato l'identificazione dell'autore basata sulla testimonianza della vittima, corroborata da segni distintivi come tatuaggi.
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Conflitto di competenza: quando i fatti sono diversi?
La Cassazione chiarisce i presupposti del conflitto di competenza. Due procedimenti per truffa e frode assicurativa, pur derivanti dalla stessa polizza, non integrano un conflitto se le condotte e le vittime sono diverse. Non c'è 'stesso fatto' ma mera connessione.
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Responsabilità RUP: la Cassazione sul dolo eventuale
La Corte di Cassazione ha confermato una misura interdittiva a carico di un dirigente pubblico con funzioni di R.U.P. per reati di frode in pubbliche forniture e truffa aggravata. La sentenza sottolinea la responsabilità del R.U.P. che, pur informato di gravi irregolarità nell'uso dei materiali per la costruzione di un porto, ha omesso di intervenire. Tale condotta, secondo la Corte, integra i gravi indizi di colpevolezza e la configurabilità del dolo eventuale, rendendo legittima la misura cautelare.
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Associazione per delinquere: prova e concorso nel reato
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un indagato contro un'ordinanza di arresti domiciliari per associazione per delinquere. La sentenza chiarisce che la prova della partecipazione a un'associazione criminale non richiede necessariamente la prova del concorso dell'associato in tutti i reati-fine. Viene ribadita l'autonomia del reato associativo rispetto ai singoli delitti commessi dal gruppo, sottolineando come la stabilità del patto criminale (pactum sceleris) sia l'elemento centrale per configurare la partecipazione.
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Braccialetto elettronico: quando è inammissibile il ricorso
Un individuo sotto indagine per furto pluriaggravato ha presentato ricorso contro l'imposizione degli arresti domiciliari con braccialetto elettronico. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, stabilendo che il Tribunale del riesame aveva correttamente valutato il concreto pericolo di fuga e di recidiva. La Corte ha ribadito che il ricorso per cassazione non può essere utilizzato per una nuova valutazione dei fatti, ma solo per contestare vizi di legittimità.
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Esigenze cautelari: il tempo non basta a escluderle
Un soggetto ricorre in Cassazione contro la misura dell'obbligo di dimora, sostenendo che il lungo tempo trascorso dai fatti abbia fatto venir meno le esigenze cautelari. La Corte Suprema dichiara il ricorso inammissibile, affermando che il decorso del tempo non è sufficiente da solo ad annullare il pericolo di recidiva, il quale deve essere valutato in base alla gravità delle condotte, alle loro modalità e alla loro persistenza nel tempo. La valutazione delle esigenze cautelari rimane quindi centrale.
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Retrodatazione: quando non si applica la misura
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un indagato, stabilendo che la retrodatazione della custodia cautelare non si applica se tra i reati contestati in momenti diversi (nel caso di specie, spaccio e omicidio preterintenzionale) non sussiste una connessione qualificata. Inoltre, la Corte ha precisato che la semplice conoscibilità storica dei fatti non è sufficiente, ma è necessaria una 'anteriore desumibilità' degli elementi indiziari, ovvero che questi fossero già concreti e sufficienti per una richiesta cautelare al momento della prima ordinanza.
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Competenza esecutiva: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione interviene per risolvere un conflitto di competenza esecutiva tra il Tribunale di Milano e quello di Perugia. Il caso verte sulla determinazione del giudice competente a decidere sull'estinzione di una pena. La Corte chiarisce che una sentenza di assoluzione per particolare tenuità del fatto non è idonea a stabilire la competenza esecutiva, poiché priva di effetti esecutivi concreti. Tuttavia, individua la competenza nel Tribunale di Milano sulla base di un'altra sentenza, divenuta irrevocabile per ultima, che era sfuggita all'analisi dei giudici di merito.
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Motivazione rafforzata: la Cassazione e le misure
La Corte di Cassazione ha confermato la decisione di un Tribunale del riesame che aveva ripristinato la custodia in carcere per un imputato di associazione a delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti, precedentemente posto agli arresti domiciliari. La sentenza sottolinea che, in appello, per inasprire una misura cautelare è necessaria una motivazione rafforzata che confuti specificamente le argomentazioni del primo giudice. In questo caso, il Tribunale ha correttamente ritenuto che il mero decorso del tempo e un ruolo non apicale nell'associazione non fossero sufficienti a superare la presunzione di adeguatezza del carcere, data la gravità dei reati e i precedenti comportamenti negativi dell'imputato, come la latitanza e violazioni di misure precedenti.
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Custodia cautelare: ricorso inammissibile, le ragioni
Due soggetti ricorrono in Cassazione contro l'ordinanza che disponeva la loro custodia cautelare in carcere per una serie di furti. La Corte ha dichiarato i ricorsi inammissibili, confermando la valutazione sui gravi indizi di colpevolezza e l'inidoneità delle misure alternative. Per uno, la roulotte non è stata ritenuta domicilio idoneo per gli arresti domiciliari; per l'altro, una precedente condanna per evasione ha precluso la misura meno afflittiva. La sentenza ribadisce i rigorosi criteri per l'applicazione della custodia cautelare.
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