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Art. 2751-bis Codice Civile

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452 provvedimenti

Interessi moratori: guida alla sentenza di Cassazione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società in amministrazione straordinaria contro l'ammissione al passivo di un credito vantato da una cooperativa. Il contenzioso riguardava il riconoscimento di somme per la revisione dei prezzi di materiali elettrici e l'applicazione degli interessi moratori ex D.Lgs. 231/2002. La Corte ha stabilito che la clausola di prezzo fisso non impedisce il recupero di somme erogate dalla stazione appaltante per l'aumento dei costi delle materie prime. Inoltre, è stata confermata la spettanza degli interessi moratori maturati prima dell'apertura della procedura concorsuale, respingendo l'idea di una loro inapplicabilità retroattiva.
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Compensi professionali: guida al recupero crediti
Un avvocato ha richiesto l'ammissione al passivo di una società in amministrazione straordinaria per ottenere il pagamento di compensi professionali legati ad attività giudiziali. La società sosteneva che tali prestazioni fossero già incluse in un compenso forfettario annuo stabilito in una convenzione. Il Tribunale ha invece accertato che l'accordo riguardava solo l'assistenza stragiudiziale e il coordinamento, ammettendo il credito per le difese in tribunale. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, stabilendo che l'interpretazione del contratto è un accertamento di fatto riservato al giudice di merito e che la prova delle attività svolte era stata correttamente fornita tramite la produzione di atti e sentenze.
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Responsabilità professionale e lettera di incarico
Un professionista ha richiesto l'ammissione al passivo fallimentare per un credito di 160.000 euro relativo a perizie di stima effettuate per un gruppo societario. Il curatore fallimentare ha sollevato un'eccezione di inadempimento, sostenendo che la stima fosse inidonea poiché priva di valutazioni sull'avviamento negativo e sulla continuità aziendale. Sebbene il Tribunale avesse inizialmente accolto la domanda del professionista, la Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, ravvisando una possibile responsabilità professionale. La Suprema Corte ha stabilito che il giudice di merito non può definire l'oggetto dell'incarico basandosi solo sulla prestazione effettivamente resa, ma deve obbligatoriamente esaminare la lettera di incarico per verificare se il professionista abbia rispettato gli accordi contrattuali originari.
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Privilegio crediti professionisti: limiti e biennio
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un avvocato che richiedeva il privilegio crediti professionisti per attività stragiudiziale conclusa oltre il biennio precedente la fine del rapporto. La Corte ha inoltre negato la prededuzione per attività giudiziali svolte durante un concordato preventivo senza la necessaria autorizzazione del Giudice Delegato.
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Business plan inattendibile e compenso professionale
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità della richiesta di compenso di un professionista per la redazione di un business plan inattendibile. Il piano, basato su dati contabili aziendali del tutto inattendibili, è stato considerato privo di utilità per la procedura di concordato. La Corte ha statuito che la diligenza professionale include il dovere di verificare la veridicità dei dati di partenza.
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Compenso avvocato fallimento: detrazione anticipi
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità del ricorso riguardante il compenso avvocato fallimento, stabilendo che è corretta la detrazione delle somme già ammesse allo stato passivo per le fasi iniziali di un giudizio proseguito dopo l'apertura della procedura concorsuale.
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Prededuzione crediti professionisti nel fallimento
La Corte di Cassazione ha stabilito che la prededuzione crediti professionisti nel fallimento consecutivo a un concordato preventivo non spetta se la procedura minore non viene ufficialmente aperta. Il nesso di funzionalità richiede che l'attività del professionista sia stata effettivamente utile alla massa dei creditori, presupposto che viene meno se la domanda di concordato è dichiarata improcedibile. Inoltre, il giudice deve motivare analiticamente la prova delle prestazioni svolte, evitando riduzioni forfettarie del compenso prive di riscontro documentale.
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Esdebitazione del fallito: confermato il beneficio
La Corte d'Appello di Torino ha confermato il beneficio dell'esdebitazione del fallito per un socio di una società dichiarata fallita nel 2016. Nonostante il reclamo di un creditore che contestava l'esiguità del soddisfacimento dei debiti (circa l'8%) e il mancato pagamento dei crediti tributari, i giudici hanno ribadito che non esiste una soglia minima matematica per l'accesso al beneficio, purché il pagamento non sia meramente simbolico e il debitore risulti meritevole.
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Credito privilegiato per garanzie PMI: la Cassazione
Una società in concordato preventivo ha contestato la natura privilegiata di un debito derivante dall'escussione di una garanzia pubblica su finanziamenti anteriori alla legge istitutiva del privilegio. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 33369/2023, ha stabilito che il credito del Fondo di Garanzia è un credito privilegiato se la liquidazione delle somme (il pagamento al creditore) è avvenuta dopo l'entrata in vigore della norma, indipendentemente dalla data del finanziamento originario. La Corte ha chiarito che la legge speciale del 2015 ha creato una nuova fattispecie di credito privilegiato legata al momento del pagamento da parte del Fondo.
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Ricorso per cassazione inammissibile: gli errori
Una società in liquidazione, dichiarata fallita dopo il rigetto di un piano di concordato preventivo che prevedeva il pagamento parziale dell'IVA, ha presentato ricorso alla Corte di Cassazione. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso per cassazione inammissibile non solo nel merito, ma soprattutto per un grave vizio formale: l'atto era un mero assemblaggio di documenti precedenti, violando il principio di autosufficienza che impone una narrazione chiara e autonoma dei fatti e dei motivi di impugnazione.
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Ammissione al passivo: l’efficacia dell’accordo
Un creditore si oppone alla parziale ammissione del suo credito da lavoro in una procedura fallimentare. Durante il giudizio di opposizione, viene raggiunto un accordo transattivo con il curatore, supportato da nuova documentazione ('certificazione unica'). Il Tribunale, recependo l'accordo, dispone l'ammissione al passivo dell'intera somma richiesta con privilegio e condanna il fallimento al pagamento delle spese legali.
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Opposizione stato passivo: accordo e ammissione credito
Un lavoratore ha presentato opposizione allo stato passivo dopo la parziale ammissione del suo credito in una procedura fallimentare. A seguito di un accordo transattivo tra le parti, il Tribunale ha ammesso integralmente il credito del lavoratore. La decisione si fonda sulla nuova documentazione probatoria, una 'certificazione unica', presentata durante il giudizio di opposizione e ritenuta idonea a dimostrare l'esistenza del credito residuo.
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Modifica unilaterale contratto: quando prevale?
La Cassazione conferma che un accordo collettivo aziendale non può peggiorare le condizioni di un contratto individuale, come un 'premio di collaborazione' incondizionato. Questa è una modifica unilaterale contratto illegittima. La prescrizione dei crediti decorre solo dalla fine del rapporto di lavoro, data l'assenza di stabilità reale post-riforma Fornero.
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Credito prededucibile: la funzionalità si valuta ex ante
Un avvocato ha assistito una società in una procedura di concordato preventivo, poi fallita. Il suo compenso non è stato riconosciuto come credito prededucibile perché l'azione legale da lui preparata non era stata iscritta a ruolo. La Corte di Cassazione ha cassato la decisione, stabilendo che la funzionalità della prestazione professionale deve essere valutata con un giudizio 'ex ante', cioè al momento in cui è stata svolta, e non 'ex post', basandosi sul risultato finale. Il semplice mancato deposito di un atto non rende di per sé l'attività inutile ai fini della procedura.
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Contratto individuale: più forte del collettivo
La Corte di Cassazione ha stabilito che un contratto individuale di lavoro che prevede condizioni più favorevoli per il dipendente, come un bonus incondizionato, non può essere peggiorato da un successivo contratto collettivo aziendale. La Corte ha confermato che la previsione individuale rappresenta un diritto acquisito. Inoltre, ha ribadito che il termine di prescrizione per i crediti retributivi, in assenza di un regime di stabilità reale del posto di lavoro, inizia a decorrere solo dalla cessazione del rapporto.
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Inammissibilità ricorso cassazione: i vizi formali
Una società proprietaria di beni mobili si oppone alla loro vendita richiesta dal locatore di un immobile, dove i beni erano custoditi a seguito di uno sfratto. La Corte di Cassazione dichiara l'inammissibilità del ricorso cassazione presentato dalla società proprietaria, non per ragioni di merito, ma a causa di gravi vizi formali nell'atto di appello. La sentenza sottolinea l'importanza di rispettare i requisiti procedurali, come l'esposizione chiara dei fatti e la corretta indicazione degli atti, a pena di inammissibilità, lasciando impregiudicata la questione di fondo.
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Compenso professionale: quando è credito privilegiato?
La Corte di Cassazione ha stabilito che il compenso professionale di uno studio associato non gode di privilegio se non viene provata la natura personale della prestazione. Nel caso esaminato, uno studio si era opposto alla collocazione chirografaria del proprio credito nel fallimento di una società cliente. La Corte ha rigettato il ricorso, confermando che, in assenza di prova che la prestazione fosse riconducibile personalmente ai singoli professionisti, il credito va considerato chirografario e liquidato secondo le norme del concordato fallimentare per i crediti non privilegiati. È stato inoltre confermato il potere discrezionale del giudice nel quantificare il compenso in base alla durata e all'utilità della prestazione.
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Deposito telematico: la prova del contenuto del file
Un'impresa si oppone a una decisione in ambito fallimentare, ma i documenti a supporto vengono considerati tardivi. In Cassazione, l'impresa sostiene che i documenti erano presenti nel deposito telematico originale. La Corte suprema ha respinto il ricorso, stabilendo che l'onere di provare il contenuto di un deposito telematico spetta a chi lo effettua, e le sole ricevute PEC non sono sufficienti a tale scopo.
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Privilegio finanziamenti pubblici: esteso alla risoluzione
Una società finanziaria aveva concesso un finanziamento agevolato a un'impresa, poi fallita. La Corte di Cassazione ha stabilito che il credito per la restituzione del finanziamento gode del privilegio finanziamenti pubblici, che ne assicura il rimborso prioritario. La Corte ha chiarito che tale privilegio si applica non solo in caso di 'revoca' amministrativa del contributo, ma anche in caso di risoluzione del contratto per inadempimento, equiparando di fatto i due istituti ai fini della tutela del credito pubblico.
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Recupero crediti Fondo Garanzia: è pubblico o privato?
La sentenza analizza un caso di recupero crediti del Fondo di Garanzia nei confronti dei fideiussori di un'impresa fallita. In riforma della decisione di primo grado, la Corte d'Appello ha stabilito che il credito del Fondo, sorto per surroga dopo aver pagato la banca, ha natura pubblicistica e non privata. Di conseguenza, per il suo recupero è legittima la procedura di riscossione coattiva tramite iscrizione a ruolo, senza la necessità di ottenere preventivamente un titolo esecutivo (es. decreto ingiuntivo).
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