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Art. 274 Codice di Procedura Penale — Sezione Terza Penale

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Altri anni per Art. 274 Codice di Procedura Penale

Pericolo di fuga e conferma della custodia cautelare
La Corte di Cassazione ha confermato la custodia cautelare in carcere per un indagato accusato di spaccio sistematico di stupefacenti. Il ricorso contestava la sussistenza del pericolo di fuga e chiedeva la riqualificazione del reato come fatto di lieve entità. La Corte ha rigettato l'istanza evidenziando l'irregolarità dell'indagato sul territorio, l'uso di documenti falsi e l'organizzazione professionale dell'attività illecita.
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Importazione di stupefacenti: quando scatta la misura
La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza di custodia cautelare per un caso di importazione di stupefacenti, evidenziando la mancanza di prove concrete circa la serietà dell'accordo criminoso e l'effettiva disponibilità della sostanza all'estero. La decisione sottolinea che per limitare la libertà personale non bastano meri contatti informativi, ma servono indizi gravi che dimostrino un impegno vincolante tra le parti.
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Esigenze cautelari: attualità del pericolo di reato
La Corte di Cassazione ha confermato la custodia in carcere per un indagato accusato di narcotraffico. Nonostante il tempo trascorso dai fatti, le esigenze cautelari sono state giudicate attuali grazie a nuove prove e intercettazioni che dimostrano la persistente pericolosità sociale e il mancato distacco dai contesti criminali.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: guida alle spese
La Corte di Cassazione ha analizzato il caso di una rinuncia al ricorso per cassazione presentata a seguito della revoca di una misura di custodia cautelare. La Corte ha stabilito che, quando l'interesse al ricorso viene meno per cause non imputabili al ricorrente, non debba essere applicata la condanna alle spese processuali o al versamento in favore della Cassa delle Ammende.
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Custodia cautelare in carcere e rischio recidiva
La Corte di Cassazione ha confermato la custodia cautelare in carcere per un indagato coinvolto in traffico di stupefacenti e possesso di armi clandestine. La decisione sottolinea che, nonostante il principio di extrema ratio, il pericolo di recidiva desunto dalle modalità del fatto e dal contesto criminale rende inidonei gli arresti domiciliari, anche se supportati da strumenti elettronici di controllo.
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Importazione di stupefacenti: quando scatta il reato
La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza di custodia cautelare per un indagato accusato di importazione di stupefacenti. La Corte ha stabilito che un semplice accordo d'acquisto non prova automaticamente l'importazione se manca un piano concreto per il trasferimento della droga in Italia. Inoltre, ha dichiarato irricevibile la memoria depositata dal Pubblico Ministero in sede di legittimità.
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Importazione di stupefacenti: quando scatta il reato
La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza di custodia cautelare per un caso di importazione di stupefacenti. Il fulcro della decisione riguarda la distinzione tra un semplice accordo programmatico e la reale consumazione del reato, sottolineando la necessità di prove concrete sulla fattibilità del piano criminoso.
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Sequestro preventivo veicolo: quando è legittimo?
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza che revocava il sequestro preventivo di un autoveicolo usato per il trasporto illecito di rifiuti. La Suprema Corte ha stabilito che l'eventuale uso del mezzo per attività lecite non ne esclude la sequestrabilità, in quanto misura necessaria sia per impedire la reiterazione del reato, sia in vista della confisca obbligatoria prevista dalla legge.
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Rinuncia al ricorso: inammissibilità e revoca sequestro
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso a seguito della rinuncia presentata dal ricorrente. Il caso riguardava un sequestro legato a presunti reati edilizi. La decisione evidenzia che, a seguito della rinuncia motivata dalla revoca del sequestro (causa non imputabile al ricorrente), il ricorso diventa inammissibile senza oneri per il rinunciante. La chiave della sentenza è la rinuncia al ricorso.
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Custodia cautelare: quando il carcere è inevitabile
La Corte di Cassazione ha confermato la custodia cautelare in carcere per un individuo accusato di detenzione di stupefacenti. La Corte ha ritenuto la misura proporzionata data la gravità dei fatti, il pericolo di recidiva e ha chiarito che la prognosi della pena ai fini cautelari non deve considerare eventuali sconti per riti alternativi.
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Esigenze cautelari: annullata misura per ruolo marginale
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza che imponeva l'obbligo di dimora a una donna accusata di concorso in traffico di stupefacenti. La decisione si basa sulla valutazione delle esigenze cautelari: secondo la Corte, il giudice di merito non ha considerato adeguatamente il ruolo marginale della donna, il carattere isolato dell'episodio e la cessazione della sua relazione con il principale responsabile, elementi che minano la sussistenza di un pericolo attuale e concreto di reiterazione del reato.
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Pericolo di reiterazione: quando si resta in carcere?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi di due indagati contro l'ordinanza di custodia cautelare in carcere per reati fiscali e associazione per delinquere. La Corte ha ritenuto sussistente e attuale il pericolo di reiterazione, basandosi sulla particolare spregiudicatezza degli indagati e su elementi che indicavano la prosecuzione di attività illecite, nonostante la difesa sostenesse la cessazione delle stesse. È stato inoltre chiarito che la condanna alle spese è dovuta anche in caso di rigetto parziale dei motivi di riesame.
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Associazione per delinquere: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un individuo contro l'ordinanza di custodia cautelare in carcere per associazione per delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti. La sentenza ribadisce i criteri per la valutazione dei gravi indizi di colpevolezza e la legittimità della motivazione del giudice anche quando richiama gli atti del pubblico ministero, a patto che vi sia un'autonoma e critica valutazione. Confermato il rigetto delle attenuanti per fatti di lieve entità data la struttura e continuità operativa del gruppo criminale.
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Sequestro preventivo e fumus: limiti del ricorso
Un professionista ricorre in Cassazione contro un sequestro preventivo disposto per il reato di dichiarazione infedele. La Corte dichiara il ricorso inammissibile, ribadendo che il suo sindacato è limitato alla sola violazione di legge e non può estendersi al merito della valutazione del 'fumus commissi delicti' e del 'periculum in mora'. La sentenza sottolinea come l'occultamento di ingenti somme di denaro contante sia un valido indicatore del rischio di dispersione dei beni.
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Operazioni sotto copertura: ricorso tardivo e limiti
Un uomo, destinatario di una misura di custodia cautelare per traffico di droga nell'ambito di operazioni sotto copertura, presenta ricorso in Cassazione. La Corte dichiara il ricorso inammissibile perché tardivo, chiarendo che nei procedimenti per criminalità organizzata non si applica la sospensione feriale dei termini. La sentenza ribadisce inoltre che le irregolarità formali nelle operazioni sotto copertura non rendono di per sé inutilizzabili le prove raccolte.
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Esigenze cautelari: la cessazione dell’attività non basta
La Corte di Cassazione ha stabilito che la cessazione dell'attività aziendale, attraverso cui è stato commesso un reato, non è di per sé sufficiente per revocare una misura cautelare. L'analisi sulle esigenze cautelari deve valutare il rischio concreto che l'indagato possa commettere reati della stessa specie con altri mezzi, non limitandosi a considerare l'impossibilità di ripetere lo specifico fatto contestato.
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Partecipazione associazione criminale: due reati bastano?
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di custodia cautelare per il reato di partecipazione ad associazione criminale finalizzata al traffico di stupefacenti. Secondo la Corte, la commissione di due soli reati-fine, avvenuti a pochi giorni di distanza, non è sufficiente a dimostrare l'inserimento stabile e organico dell'indagato nel sodalizio. È necessario provare l'esistenza di un vincolo associativo duraturo, che non può essere desunto da episodi isolati. Il caso è stato rinviato al Tribunale per una nuova valutazione.
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Memoria difensiva: obbligo di valutazione del Riesame
La Corte di Cassazione annulla un'ordinanza di custodia cautelare perché il Tribunale del Riesame aveva completamente ignorato la memoria difensiva presentata dall'indagato. La sentenza sottolinea che il giudice ha l'obbligo di esaminare e confutare puntualmente le argomentazioni difensive, pena l'annullamento del provvedimento per vizio di motivazione.
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Presunzione cautelare: Cassazione su art. 74 stupefacenti
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un indagato contro un'ordinanza di custodia cautelare in carcere per associazione finalizzata al traffico di stupefacenti. La Corte ha ribadito che le censure sulla valutazione delle prove sono inammissibili in sede di legittimità e che la presunzione cautelare prevista per tali reati non era stata superata, data la gravità dei fatti e la permanenza del vincolo associativo.
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Esigenze cautelari: quando il tempo non le affievolisce
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un indagato, confermando la misura degli arresti domiciliari per associazione a delinquere finalizzata a reati fiscali. Secondo la Corte, le esigenze cautelari, in particolare il pericolo di reiterazione del reato, non vengono meno né per il tempo trascorso dai fatti (circa due anni), né per l'allontanamento dell'indagato dal sodalizio criminale, se questo è avvenuto per dissidi interni sulla gestione delle attività illecite e non per un reale ravvedimento. La professionalità criminale acquisita e i precedenti penali sono stati elementi decisivi per confermare l'attualità del rischio.
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