L'Amministrazione Finanziaria ha accertato maggiori ricavi non dichiarati in capo a una società a ristretta base partecipativa, composta da due soli soci coniugi (con quote del 99% e dell'1%). Di conseguenza, l'ufficio ha applicato la presunzione di distribuzione di utili extracontabili, richiedendo le ritenute d'imposta non versate sulla quota della socia di minoranza. La società ha impugnato l'atto, sostenendo l'estraneità della socia alla gestione aziendale. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che la presunzione si applica anche al socio di minoranza coniuge. Per superare tale presunzione, non basta allegare la mancata partecipazione alla gestione, ma occorre dimostrare concretamente che i ricavi occulti sono stati accantonati, reinvestiti o percepiti da terzi.
Continua »