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Art. 2729 Codice Civile — Anno 2023

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703 provvedimenti

Altri anni per Art. 2729 Codice Civile

Prova testimoniale retribuzione: i limiti nel rito del lavoro
Un lavoratore del settore della ristorazione ha impugnato la decisione della Corte d'Appello che, ammettendo la prova testimoniale retribuzione, aveva ridotto la somma dovutagli dal datore di lavoro. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando che nel rito del lavoro la prova dei pagamenti delle retribuzioni può essere fornita con qualsiasi mezzo, superando i limiti di valore previsti dal codice civile, grazie ai poteri istruttori del giudice.
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Lavoro straordinario dirigenza medica: quando spetta?
Un dirigente medico si è visto negare il pagamento delle ore di lavoro straordinario. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 32832/2023, ha confermato che per la dirigenza medica il superamento dell'orario è di norma compensato dalla retribuzione di risultato e non come straordinario, salvo casi specifici e autorizzati come le guardie o la pronta disponibilità. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile perché non è stato dimostrato il superamento dei limiti di ragionevolezza o la natura eccezionale delle prestazioni richieste.
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Efficacia del giudicato e sanzioni: il caso risolto
La Cassazione ha annullato una sanzione per abuso di informazioni privilegiate emessa da un'autorità di vigilanza contro un operatore finanziario. La decisione si fonda sull'efficacia del giudicato favorevole ottenuto precedentemente dalla società, coobbligata in solido, per gli stessi fatti. La Corte ha stabilito che la sentenza di annullamento, basata sulla mancanza di prova della condotta illecita dell'operatore, poteva essere estesa a suo vantaggio, determinando l'annullamento della sanzione personale.
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Prova indiziaria: Cassazione su abuso di informazioni
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 32829/2023, ha annullato una decisione della Corte d'Appello in un caso di abuso di informazioni privilegiate. La Corte ha stabilito che la prova indiziaria, basata su un insieme di elementi gravi, precisi e concordanti, è lo strumento principale per accertare tale illecito. La Cassazione ha respinto la tesi secondo cui una presunzione non può basarsi su un'altra presunzione (divieto di 'praesumptio de praesumpto'), affermando che la valutazione degli indizi deve essere complessiva e sintetica, non frammentata.
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Actio negatoria servitutis: cortile e condominio
La Corte di Cassazione si pronuncia su un caso di actio negatoria servitutis relativo all'uso di un cortile. La Corte ha rigettato il ricorso, confermando la decisione di merito che aveva escluso la natura condominiale dell'area. Viene ribadito che la valutazione delle prove e la ricostruzione dei fatti sono di competenza esclusiva dei giudici di merito e non possono essere riesaminate in sede di legittimità, se la motivazione è logica e coerente.
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Conflitto di interessi: mandato a vendere e tutela
Un'operazione immobiliare complessa, che include una vendita con patto di rivendita e un mandato a vendere, sfocia in un'accusa di simulazione e conflitto di interessi. L'originario proprietario, agendo come rappresentante del nuovo proprietario, vende l'immobile a un terzo a un prezzo inferiore al valore pattuito, mentre era sotto procedura di sfratto. La Corte di Cassazione, prima di decidere nel merito le questioni relative al conflitto di interessi e alla tutela del terzo acquirente, si pronuncia con un'ordinanza interlocutoria, disponendo la rinnovazione della notifica del ricorso a una delle parti risultata irreperibile, e rinviando la causa a nuovo ruolo.
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Indennità di sede disagiata: quando è rimborso
Un lavoratore ha richiesto il ricalcolo di vari elementi retributivi includendo l'indennità di sede disagiata. La Cassazione ha stabilito che tale indennità, se concepita per coprire i costi di trasferimento e non legata a specifiche modalità della prestazione, ha natura di rimborso spese e non di retribuzione. Pertanto, è stata esclusa dalla base di calcolo per ferie, tredicesima e TFR.
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Prova presuntiva: una e-mail basta per la sanzione?
Un dirigente bancario, sanzionato dall'Autorità di Vigilanza Finanziaria per omessa pubblicazione di un prospetto informativo, ricorre in Cassazione. Contesta che la sua responsabilità sia stata dedotta, tramite prova presuntiva, da una sola e-mail, sostenendo la violazione dell'art. 2729 c.c. La Suprema Corte, data la pendenza di casi analoghi, ha rinviato la causa per valutare una trattazione congiunta, senza decidere nel merito.
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Indennità sede disagiata: quando è rimborso spese
Un lavoratore ha richiesto l'inclusione dell'indennità di sede disagiata nel calcolo di ferie, tredicesima e TFR. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che tale indennità non ha natura retributiva, ma di rimborso spese forfettario. La sua funzione è compensare i costi di viaggio per raggiungere un luogo di lavoro disagevole, non remunerare la prestazione lavorativa. Di conseguenza, è stata correttamente esclusa dalla base di calcolo delle altre voci retributive.
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Simulazione donazione: prova e spese legali
La Corte di Cassazione si è pronunciata su un caso di presunta simulazione di una donazione immobiliare fatta da un debitore ai propri figli. L'ordinanza chiarisce i limiti della prova per presunzioni offerta dai creditori e ribadisce il potere discrezionale del giudice nella compensazione delle spese legali in caso di soccombenza reciproca. Il ricorso dei creditori è stato rigettato, confermando che la valutazione delle prove di merito non è sindacabile in sede di legittimità se adeguatamente motivata.
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Efficacia riflessa giudicato: limiti e condizioni
Un lavoratore ha richiesto il riconoscimento di differenze retributive basandosi sull'esito favorevole di cause simili intentate da suoi colleghi. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, negando l'applicazione dell'efficacia riflessa del giudicato. I giudici hanno chiarito che una sentenza che interpreta un contratto collettivo non è vincolante per terzi il cui rapporto di lavoro, sebbene simile, è giuridicamente autonomo e distinto. La decisione sottolinea come ogni causa debba essere valutata singolarmente.
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Notificazione nulla e decadenza: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 32218/2023, ha chiarito gli effetti di una notificazione nulla di un avviso di accertamento. Sebbene l'impugnazione da parte del contribuente sani il vizio, tale sanatoria ha efficacia solo dal momento del ricorso (ex nunc) e non può far rivivere il potere di accertamento dell'Amministrazione Finanziaria se i termini di decadenza sono già scaduti. Di conseguenza, la Corte ha annullato un accertamento relativo a un'annualità ormai prescritta, confermando invece gli altri.
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Variazioni appalto: responsabilità per modifiche
Un'impresa edile, dopo aver apportato modifiche non autorizzate a un progetto che hanno causato il sequestro del cantiere, ha citato in giudizio il committente per ottenere il pagamento di opere extra. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando la responsabilità esclusiva dell'impresa. La decisione sottolinea che le clausole contrattuali che richiedono un accordo preventivo per le variazioni appalto prevalgono sulle norme generali. L'appaltatore è stato quindi ritenuto inadempiente e responsabile dei danni, legittimando il recesso del committente.
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Onere della prova: Cassazione su contratto fornitura
Un'impresa fornitrice ha citato in giudizio un membro di un consorzio per il mancato pagamento di materiali. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso della fornitrice, confermando la decisione della Corte d'Appello. La sentenza sottolinea che spetta a chi agisce in giudizio l'onere della prova sull'esistenza del contratto di fornitura. Inoltre, il principio di non contestazione non si applica a fatti che la controparte non poteva conoscere. La semplice emissione di cambiali o le firme degli autisti non sono state ritenute prove decisive.
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Costi non riconosciuti: Cassazione accoglie il ricorso
Un imprenditore del settore apparecchi da intrattenimento è stato oggetto di un accertamento fiscale per maggiori ricavi non dichiarati. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 31993/2023, ha stabilito che, sebbene l'accertamento presuntivo fosse legittimo, l'Agenzia delle Entrate ha errato nel non considerare i costi correlati a tali maggiori ricavi, come la quota spettante agli esercenti dei locali. Il caso è stato rinviato per una nuova valutazione dei costi da dedurre, riaffermando il principio di capacità contributiva.
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Dichiarazioni di terzi: la Cassazione fa chiarezza
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 32009/2023, ha stabilito che le dichiarazioni di terzi, come quelle dei clienti di un'azienda, sono ammissibili nel processo tributario. Sebbene non costituiscano prova piena, hanno valore di elemento indiziario. Se tali dichiarazioni possiedono i requisiti di gravità, precisione e concordanza, possono formare una presunzione e quindi essere sufficienti per annullare un accertamento fiscale. Nel caso specifico, le dichiarazioni dettagliate fornite da una società hanno convinto i giudici, portando al rigetto del ricorso dell'Amministrazione Finanziaria.
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Accertamento Induttivo e Ripartizione Ricavi
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 32003/2023, ha stabilito un principio fondamentale in materia di accertamento induttivo per le imprese di gestione di apparecchi da gioco. Nel caso di specie, l'Agenzia delle Entrate aveva attribuito l'intero maggior ricavo accertato al solo gestore, ignorando la quota spettante agli esercenti. La Suprema Corte ha cassato la decisione, affermando che il modello di ripartizione dei ricavi dichiarato in contabilità deve essere presuntivamente applicato anche alla quota di ricavi non dichiarati, in ossequio al principio di capacità contributiva.
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Bonus qualitativi IVA: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 32004/2023, ha stabilito che i bonus erogati da una casa produttrice a una concessionaria, se legati al raggiungimento di obiettivi di fatturato e non a prestazioni di servizi ulteriori, devono essere considerati sconti quantitativi e, pertanto, non sono soggetti a IVA. La corretta qualificazione del bonus dipende dall'interpretazione della reale volontà delle parti, come espressa nelle clausole contrattuali.
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Disponibilità apparecchi gioco: la prova spetta al Fisco
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 32002/2023, ha rigettato il ricorso dell'Agenzia delle Dogane contro un contribuente a cui era stato contestato il mancato versamento del PREU. La Corte ha stabilito che spetta all'Amministrazione Finanziaria fornire la prova della disponibilità degli apparecchi da gioco da parte del contribuente. In assenza di prove concrete che colleghino il soggetto ai macchinari sequestrati, le sole presunzioni o indagini generiche non sono sufficienti per fondare l'accertamento fiscale.
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Azione revocatoria vendita nuda proprietà: la guida
Un fideiussore vende la nuda proprietà di un immobile alla moglie. La banca creditrice agisce con un'azione revocatoria per dichiarare inefficace la vendita. La Corte di Cassazione conferma la decisione, ritenendo che l'atto pregiudichi il creditore rendendo più difficile il recupero del credito. La Corte ha presunto la consapevolezza del danno (consilium fraudis) in capo al fideiussore, amministratore della società debitrice, e la partecipazione fraudolenta (participatio fraudis) della moglie acquirente, basandosi sul loro rapporto di coniugio. L'argomento difensivo secondo cui la vendita era un atto solutorio non revocabile è stato respinto per mancanza di prove.
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