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Art. 2704 Codice Civile — Anno 2023

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111 provvedimenti

Altri anni per Art. 2704 Codice Civile

Riconoscimento di debito: la firma non basta
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 29614/2023, ha stabilito che un riconoscimento di debito firmato da un ex rappresentante legale è inefficace. La Corte ha rigettato il ricorso di una società creditrice, sottolineando che il principio dell'apparenza del diritto non può essere invocato quando la reale situazione dei poteri rappresentativi è facilmente verificabile tramite i registri pubblici. La diligenza del creditore è fondamentale.
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Usucapione contratto preliminare: quando non si ha?
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso degli eredi di un promissario acquirente, i quali sostenevano di aver acquisito un immobile per usucapione. La Corte ha ribadito che la consegna di un bene a seguito di un contratto preliminare conferisce la mera detenzione e non il possesso, condizione necessaria per l'usucapione, a meno che non sia provato un atto di interversione del possesso. La sentenza fa chiarezza sulla questione dell'usucapione contratto preliminare, respingendo anche le doglianze procedurali dei ricorrenti.
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Impugnazione stato passivo: nuovi documenti ammessi
In un caso di impugnazione stato passivo, un creditore contestava l'ammissione di un altro credito sostenendo l'inammissibilità di nuovi documenti in appello. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo un importante principio: anche nel giudizio di impugnazione, il creditore la cui ammissione è contestata ha il diritto di produrre nuovi documenti a sostegno delle proprie ragioni, equiparando così le sue facoltà processuali a quelle del creditore che propone opposizione.
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Opponibilità al fallimento: la Cassazione decide
La Cassazione rigetta il ricorso di una banca, confermando che la mancanza di data certa rende i contratti inopponibili alla procedura concorsuale. L'ordinanza chiarisce l'onere della prova a carico del creditore e i limiti dell'opponibilità al fallimento degli estratti conto, sottolineando come il curatore sia considerato un terzo rispetto ai rapporti del fallito.
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Simulazione assoluta: prova con presunzioni
La Corte di Cassazione ha confermato la nullità di una vendita immobiliare, ritenendola una simulazione assoluta finalizzata a frodare i creditori. L'ordinanza sottolinea che la prova della simulazione può basarsi su presunzioni gravi, precise e concordanti, come il prezzo irrisorio, il rapporto tra le parti e la tempistica dell'atto. Il ricorso dei soccombenti è stato dichiarato inammissibile per violazione del principio di autosufficienza, non avendo adeguatamente documentato le proprie argomentazioni, in particolare riguardo a un contratto preliminare privo di data certa e quindi inopponibile ai terzi.
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Compensazione concordato preventivo: la banca vince
Una società in concordato preventivo ha citato in giudizio una banca per la restituzione di somme incassate dopo l'inizio della procedura, a fronte di anticipazioni concesse in precedenza. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che la compensazione concordato preventivo è legittima se prevista da un'apposita clausola contrattuale (patto di compensazione). In tal caso, si configura una "compensazione impropria" che deroga al principio di cristallizzazione dei debiti, in quanto crediti e debiti derivano da un unico rapporto negoziale.
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Compensazione impropria bancaria: ok in concordato
La Corte di Cassazione ha stabilito la legittimità della compensazione impropria bancaria anche dopo l'apertura di un concordato preventivo. Una banca può trattenere le somme incassate per conto del cliente dopo l'avvio della procedura per compensare un proprio credito anteriore, a condizione che tale facoltà sia prevista da uno specifico patto contrattuale. La Corte ha chiarito che non si tratta di una compensazione tradizionale, soggetta al principio della cristallizzazione dei crediti, ma di un'operazione contabile interna a un unico rapporto negoziale complesso.
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Onere della prova vizi: chi deve dimostrare i difetti?
Una società acquirente si opponeva al pagamento di una fornitura, lamentando vizi sulla merce. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 28224/2023, ha chiarito un punto fondamentale: l'onere della prova vizi spetta sempre al compratore che li denuncia. La Corte ha cassato la sentenza d'appello che aveva erroneamente addossato al venditore (in questo caso, un fallimento) il compito di dimostrare di aver consegnato merce perfetta. Questa decisione ribadisce che la regola specifica sulla garanzia per vizi prevale sul principio generale dell'inadempimento contrattuale.
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Eccezione data certa: quando il giudice decide d’ufficio
La Corte di Cassazione conferma che la mancanza di data certa di una scrittura privata, come un contratto preliminare, costituisce un'eccezione rilevabile d'ufficio dal giudice. In un caso di azione revocatoria, la Corte ha stabilito che, in assenza di prova della data certa del preliminare, il momento per valutare la consapevolezza del danno ai creditori è quello della stipula del contratto definitivo, rendendo inefficace la vendita immobiliare che pregiudicava le ragioni creditorie.
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Revocatoria fallimentare: il pagamento via terzo
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un creditore contro la revoca di un pagamento di 35.000 euro. Il pagamento, ricevuto da un terzo poco prima della dichiarazione di fallimento del debitore, è stato qualificato come delegazione di pagamento, un mezzo anomalo soggetto a revocatoria fallimentare, e non come cessione di credito. La Corte ha sottolineato che la consapevolezza dello stato di insolvenza del debitore da parte del creditore ha reso l'atto ulteriormente revocabile.
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Onere della prova bancario: la guida completa
Una società in liquidazione ha citato in giudizio un istituto di credito per l'applicazione di interessi ultralegali e altre somme non dovute su due conti correnti. Le corti di merito hanno respinto la domanda, attribuendo alla società l'onere della prova bancario, ovvero la mancata produzione dei contratti. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, affermando che in un'azione di ripetizione di indebito, la prova della mancanza di una causa giustificativa (un fatto negativo) può essere fornita anche tramite presunzioni, come la mancata produzione del contratto da parte della banca, che ha l'obbligo di conservarlo.
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