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Art. 2697 Codice Civile — Sezione Sesta Penale

3 provvedimenti

Altri anni per Art. 2697 Codice Civile

Confisca e tutela del creditore in buona fede: chi vince e chi no
La Corte di Cassazione affronta il tema della tutela del creditore in buona fede quando i beni di un'azienda debitrice vengono confiscati. Diversi creditori di un consorzio, colpito da una misura di prevenzione, si erano visti negare il diritto a recuperare le somme dovute. La Corte ha stabilito che i giudici non possono respingere le richieste con motivazioni generiche o eccessivamente formalistiche. È necessario un esame approfondito delle prove. Di conseguenza, ha annullato le decisioni negative per i creditori che avevano fornito prove concrete del loro diritto e della loro estraneità ai fatti illeciti, rinviando il caso per un nuovo esame. Ha invece confermato il rigetto per i creditori i cui legami con il soggetto proposto erano evidenti, escludendo così la loro buona fede.
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Articolo 388 c.p. e vendita immobile: quando è reato?
La Corte di Cassazione ha confermato l'assoluzione di un'imputata accusata di violazione dell'Articolo 388 c.p. per aver alienato un immobile nonostante una sentenza civile ne avesse disposto il trasferimento a terzi. La Corte ha chiarito che la sentenza ex art. 2932 c.c. ha natura costitutiva e produce effetti solo con il passaggio in giudicato. Poiché l'alienazione è avvenuta prima della definitività della sentenza, non sussisteva un obbligo civile attuale ed esecutivo. La condotta integra un inadempimento contrattuale ma non il reato di mancata esecuzione dolosa di un provvedimento del giudice.
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Infedele patrocinio: quando il reato è consumato
Due legali sono stati accusati di infedele patrocinio e truffa ai danni dei propri assistiti. La Corte di Appello ha dichiarato la prescrizione dei reati, confermando però le statuizioni civili sul risarcimento del danno. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dei legali, chiarendo un principio fondamentale: nel reato di infedele patrocinio, la prescrizione non decorre dalla fine della causa, ma dal momento in cui cessa l'intera condotta lesiva nei confronti del cliente, che può protrarsi anche per molto tempo dopo la conclusione del mandato.
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