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Art. 2697 Codice Civile — Anno 2019

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34 provvedimenti

Altri anni per Art. 2697 Codice Civile

Licenziamento giusta causa: condotta extra-lavorativa
Un lavoratore, impiegato come operatore alla manutenzione di infrastrutture ferroviarie, è stato licenziato per giusta causa dopo aver minacciato di far esplodere la propria abitazione e aver aggredito gli agenti di polizia. La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità del licenziamento, stabilendo che una condotta extra-lavorativa di tale gravità compromette irrimediabilmente il rapporto di fiducia, soprattutto in relazione a mansioni che implicano la sicurezza. Il licenziamento per giusta causa è stato ritenuto proporzionato alla gravità del singolo episodio, che proiettava un serio dubbio sull'affidabilità futura del dipendente.
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Rinuncia al ricorso: effetti e conseguenze in Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un appello a seguito della rinuncia al ricorso da parte delle agenzie fiscali ricorrenti. Sebbene non notificata formalmente, la rinuncia ha determinato una sopravvenuta carenza di interesse alla decisione, con conseguente condanna delle agenzie al pagamento delle spese processuali.
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Locazione immobili e contributi INPS: quando è dovuta?
La Corte di Cassazione ha stabilito che la semplice attività di locazione di immobili di proprietà di una società non costituisce attività commerciale. Di conseguenza, il socio amministratore non è tenuto all'iscrizione e al versamento dei contributi alla gestione commercianti dell'INPS. La sentenza chiarisce che per far scattare l'obbligo contributivo, l'attività di locazione immobili e contributi INPS deve inserirsi in un contesto più ampio di prestazione di servizi, come l'intermediazione immobiliare, e non limitarsi al mero godimento del bene.
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Iscrizione Gestione Commercianti: No per mero affitto
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 20825/2019, ha stabilito che l'amministratore di una società la cui unica attività consiste nella locazione di immobili di proprietà (mero godimento) non è tenuto all'iscrizione alla Gestione Commercianti. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso dell'ente previdenziale, confermando che tale attività non integra i presupposti dell'attività commerciale richiesta ai fini contributivi, a meno che non sia inserita in un più ampio contesto di prestazione di servizi.
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Ricorso inammissibile se critica i fatti
Un'agenzia di viaggi, dopo aver perso in appello una causa per il mancato pagamento di una gita scolastica interrotta per un'intossicazione alimentare, ha presentato ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. La motivazione risiede nel fatto che l'agenzia non ha contestato un errore di diritto, ma ha tentato di ottenere un riesame dei fatti e delle prove, compito che non spetta alla Corte di Cassazione, la quale si occupa solo della corretta applicazione delle norme (giudizio di legittimità).
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Accertamento sintetico: prova a carico del contribuente
La Cassazione chiarisce che, in caso di accertamento sintetico, il contribuente deve fornire prova documentale non solo della disponibilità di ulteriori redditi ma anche del loro effettivo utilizzo per coprire le spese contestate. Una semplice elencazione di fonti di reddito alternative non è sufficiente a vincere la presunzione legale di maggior reddito.
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Sovracanone idroelettrico: quando è dovuto?
Con la sentenza n. 34475 del 27/12/2019, le Sezioni Unite della Cassazione hanno stabilito che il sovracanone idroelettrico è dovuto dalle società concessionarie per il solo fatto che le opere di presa ricadano nel territorio di un comune, anche solo parzialmente incluso in un bacino imbrifero montano, a prescindere dall'altitudine. La Corte ha rigettato il ricorso di una società energetica, affermando che la finalità di finanziare opere infrastrutturali è programmatica e non un presupposto per il pagamento, confermando la natura solidaristica e non corrispettiva del tributo.
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Diritto fornitura gratuita: no a diritti senza concessione
Con la sentenza Cass. Civ., Sez. Un., n. 34469 del 27/12/2019, la Corte Suprema ha stabilito che un presunto diritto fornitura gratuita di energia, derivante da antichi diritti di derivazione d'acqua, non può essere opposto alle attuali società energetiche. La Corte ha chiarito che, dopo l'entrata in vigore del Testo Unico sulle Acque del 1933, qualsiasi diritto sull'uso delle acque pubbliche deve fondarsi su un provvedimento di concessione amministrativa. Gli accordi tra privati, anche se transattivi, non sono sufficienti a creare un diritto reale opponibile a terzi, e il ricorrente non ha provato di aver mai ottenuto tale riconoscimento formale.
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Rimborso spese legali: quando spetta al dipendente?
Con la sentenza n. 34457 del 24/12/2019, la Cassazione Civile, Sez. Lavoro, ha stabilito che il rimborso delle spese legali al dipendente, processato per fatti connessi al servizio, è subordinato alla preventiva assenza di un conflitto di interessi con l'azienda. L'assoluzione nel giudizio penale non è di per sé sufficiente a garantire il rimborso se sussiste un conflitto, come nel caso di reati contestati ai danni dello stesso datore di lavoro. La Corte ha cassato la decisione di merito che aveva concesso il rimborso, ribadendo che l'assenza di conflitto è un presupposto imprescindibile previsto dalla contrattazione collettiva.
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Scudo Fiscale: Limiti per IVA e Prova Contraria
La Cassazione Civile, Sez. V, con sentenza n. 34577 del 30/12/2019, ha chiarito i limiti applicativi dello "scudo fiscale". La Corte ha stabilito che l'adesione allo scudo fiscale non preclude automaticamente gli accertamenti tributari, specialmente se basati su movimenti bancari. L'onere di provare la correlazione tra le somme rimpatriate e i redditi accertati spetta al contribuente. Inoltre, la sentenza ha sancito la totale inapplicabilità della preclusione agli accertamenti in materia di IVA, in conformità con il diritto dell'Unione Europea.
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Autotutela Tributaria: Limiti e Giudicato
Con la sentenza n. 34594 del 30/12/2019, la Cassazione Civile, Sez. V, affronta il tema dell'autotutela tributaria. Il caso riguarda un Comune che, dopo l'annullamento di un avviso di accertamento ICI, ne emette uno nuovo, corretto, in autotutela. La Corte ha stabilito che l'esercizio del potere di autotutela tributaria è legittimo se finalizzato a correggere vizi dell'atto originario e non viola il giudicato, a patto che non si limiti a riproporre un atto identico. Respinte le doglianze della società contribuente, è stato invece accolto il ricorso incidentale del Comune sulla compensazione delle spese legali.
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Edificabilità terreno: quando si paga l’ICI?
Con la sentenza n. 34599 del 30/12/2019, la Cassazione Civile, Sez. 5, ha stabilito che l'edificabilità di un terreno ai fini ICI si basa sulla sua qualificazione nel Piano Regolatore Generale (PRG), non sull'uso effettivo. Anche se un'area è destinata a verde pubblico o ha vincoli cimiteriali, la sua natura edificabile ai fini fiscali non viene meno. Tali vincoli possono incidere sulla determinazione del valore venale, ma non sulla classificazione del terreno stesso. La Corte ha rigettato il ricorso dei contribuenti, confermando che l'onere di dimostrare la mancanza di edificabilità spetta a chi la contesta.
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Onere probatorio rimborso: la collaborazione conta
Con la sentenza n. 34589/2019, la Cassazione Civile, Sez. 5, ha stabilito che la produzione di documenti in giudizio sana la precedente omissione nella fase amministrativa. L'onere probatorio del rimborso IVA si considera assolto se le prove vengono fornite durante il processo, in virtù del principio di collaborazione tra contribuente e Fisco.
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Responsabilità ente pubblico: quando paga per il legale
Con la sentenza n. 7673/2019, la Cassazione Civile, Sez. II, ha stabilito la responsabilità ente pubblico per i compensi di un legale incaricato da una società appaltatrice. Decisiva l'interpretazione del mandato e del comportamento successivo dell'ente, che non aveva mai contestato l'operato della società, configurando così una spendita del nome del Comune.
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