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Art. 267 TFUE — Anno 2023

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56 provvedimenti

Altri anni per Art. 267 TFUE

Residenza non basta: No allo stop del Mandato di Arresto Europeo
La Cassazione ha confermato la consegna alla Francia di un cittadino straniero, colpito da un Mandato di Arresto Europeo per gravi reati, nonostante vivesse in Italia da anni. L'uomo sosteneva che negargli la possibilità di restare in Italia, a differenza dei cittadini UE, fosse discriminatorio. I giudici hanno respinto il ricorso, stabilendo che, a prescindere dalla nazionalità, l'interessato non aveva dimostrato un sufficiente e stabile 'radicamento' sul territorio. La sua residenza era troppo recente (meno di cinque anni) e le sue attività illecite dimostravano forti legami con l'estero. Di conseguenza, non sussistevano le condizioni per rifiutare l'esecuzione del Mandato di Arresto Europeo.
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Beneficiario effettivo interessi: Fisco vince contro la società veicolo
La Corte di Cassazione ha stabilito che un'azienda italiana deve applicare la ritenuta alla fonte sugli interessi pagati a una società 'sub-holding' dello stesso gruppo, anch'essa italiana, se quest'ultima agisce come semplice 'società conduit'. Nel caso specifico, la sub-holding trasferiva immediatamente gli interessi a un'altra società del gruppo con sede in Lussemburgo. Secondo i giudici, il vero 'beneficiario effettivo interessi' non era la società italiana interposta, ma quella estera. Di conseguenza, l'operazione non era domestica ma transfrontaliera e soggetta a tassazione. La Corte ha confermato la pretesa dell'Agenzia delle Entrate, sottolineando che la sostanza economica dell'operazione prevale sulla forma giuridica.
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Legittimazione a ricorrere appalti: grande azienda esclusa perde
Un'agenzia per il lavoro, pur essendo un grande operatore del settore, ha impugnato un bando di gara per la fornitura di personale sanitario, sostenendo che l'eccessiva dimensione dei lotti violasse la concorrenza. Il Consiglio di Stato ha respinto il ricorso, negando la sua legittimazione ad agire perché non aveva dimostrato un danno concreto e specifico. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, non entrando nel merito della gara, ma stabilendo un principio fondamentale: la valutazione sulla legittimazione a ricorrere appalti pubblici da parte del giudice amministrativo è un esercizio della sua giurisdizione, non un rifiuto di essa. Pertanto, tale valutazione, anche se errata, non può essere contestata davanti alla Cassazione per motivi di giurisdizione. L'agenzia ha perso la causa.
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Eccesso di potere giurisdizionale: Bando Annullato ma Danni Negati
Un'assicurazione estera ottiene l'annullamento del divieto di operare in Italia imposto dall'Autorità di Vigilanza. Successivamente, chiede il risarcimento dei danni, ma la sua richiesta viene respinta perché non viene provata la colpa grave dell'Autorità. La società si rivolge alla Cassazione lamentando un **eccesso di potere giurisdizionale** da parte del giudice amministrativo. La Suprema Corte dichiara il ricorso inammissibile. Stabilisce che il suo compito non è correggere eventuali errori di valutazione del giudice amministrativo, ma solo verificare se abbia invaso sfere di competenza altrui. Poiché il giudice ha deciso nell'ambito dei suoi poteri, non c'è stato alcun eccesso di potere. Vince l'Autorità di Vigilanza.
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Fideiussione: rimborso costi garantito al contribuente
Una società ha contestato il diniego del rimborso dei costi sostenuti per una fideiussione richiesta per ottenere rimborsi IVA. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che l'Amministrazione Finanziaria deve rimborsare tali spese in base all'art. 8 dello Statuto del Contribuente. La decisione sottolinea che la garanzia non è una libera scelta ma un onere necessario per il rimborso, volto a preservare l'integrità patrimoniale del cittadino e in linea con i principi di neutralità del diritto dell'Unione Europea.
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Fideiussione: rimborso costi garantito al contribuente
Una società operante a livello internazionale ha contestato il rifiuto dell'Agenzia delle Entrate di rimborsare i costi sostenuti per una fideiussione necessaria a ottenere rimborsi IVA. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che l'obbligo di rimborso dei costi della garanzia ha portata generale. Tale diritto mira a preservare l'integrità patrimoniale del contribuente ed è conforme ai principi dell'Unione Europea sulla neutralità dell'imposta. La decisione chiarisce che la garanzia non è una scelta facoltativa ma un onere necessario per l'esercizio di un diritto.
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Fideiussione: rimborso costi garantito al contribuente
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso di una società estera contro il diniego di rimborso dei costi sostenuti per una fideiussione. La garanzia era stata prestata per ottenere rimborsi IVA relativi a diverse annualità. I giudici di merito avevano erroneamente ritenuto che la polizza fosse una libera scelta del contribuente. La Suprema Corte ha invece chiarito che, ai sensi dell'Art. 8 dello Statuto del Contribuente, il rimborso di tali costi è un diritto soggettivo perfetto. Tale principio mira a preservare l'integrità patrimoniale del soggetto passivo, in linea con i principi di neutralità e proporzionalità del diritto dell'Unione Europea.
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Decadenza: limiti nell’accertamento del lavoro
Un gruppo di lavoratori, impiegati presso società appaltatrici di servizi postali, ha agito in giudizio a seguito dell'internalizzazione del servizio da parte della committente. I ricorrenti invocavano la sussistenza di un trasferimento d'azienda o il diritto all'assunzione diretta. La Corte di Cassazione ha stabilito che il termine di Decadenza previsto dalla Legge 183/2010 non si applica quando si richiede l'accertamento di un rapporto di lavoro con un datore di lavoro effettivo diverso da quello formale, specialmente in assenza di atti scritti di diniego. La sentenza impugnata è stata cassata con rinvio alla Corte d'Appello.
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Eccesso di potere giurisdizionale e limiti Cassazione
Le Sezioni Unite della Cassazione hanno dichiarato inammissibile il ricorso di una società siderurgica contro una sentenza del Consiglio di Stato relativa alla bonifica di un sito industriale. La ricorrente lamentava un eccesso di potere giurisdizionale sostenendo che il giudice amministrativo avesse violato il diritto dell'Unione Europea e omesso il rinvio pregiudiziale alla Corte di Giustizia. La Suprema Corte ha ribadito che il controllo di legittimità sulle decisioni del Consiglio di Stato è limitato ai soli confini esterni della giurisdizione, escludendo che la violazione di norme europee o il mancato rinvio alla CGUE possano configurare un superamento di tali limiti.
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Giurisdizione contabile: i limiti del ricorso
La Corte di Cassazione a Sezioni Unite ha dichiarato inammissibile il ricorso proposto da due soggetti condannati dalla Corte dei Conti per danno erariale legato all'indebita percezione di contributi agricoli europei. I ricorrenti contestavano un eccesso di giurisdizione contabile, sostenendo che il giudice contabile avesse illegittimamente accertato la falsità di alcuni contratti di affitto, materia che sarebbe spettata al giudice ordinario. La Suprema Corte ha stabilito che l'accertamento incidentale della falsità, se non finalizzato a una decisione con efficacia di giudicato sulla querela di falso ma inserito in un più ampio contesto probatorio, non costituisce violazione dei limiti esterni della giurisdizione. Inoltre, eventuali errori nell'interpretazione del diritto dell'Unione Europea o nella mancata sospensione del processo per pregiudizialità penale sono considerati errori interni (in iudicando o in procedendo) e non sono sindacabili in sede di legittimità per motivi di giurisdizione.
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Medici specializzandi: guida su borse e spese legali
Un gruppo di medici specializzandi ha agito contro lo Stato per ottenere il risarcimento del danno derivante dal mancato adeguamento delle borse di studio tra il 1992 e il 2006. La Corte di Cassazione ha confermato che il trattamento economico previsto dal D.lgs. 257/1991 costituisce un corretto adempimento agli obblighi europei, nonostante il blocco degli aumenti triennali per ragioni di bilancio. Tuttavia, la Corte ha accolto il ricorso limitatamente alla liquidazione delle spese legali, ritenendo errata la condanna individuale di ogni ricorrente a una somma fissa, poiché tale interpretazione avrebbe generato un importo totale sproporzionato rispetto ai limiti tariffari.
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Medici specializzandi: borse di studio e rimborsi
Un gruppo di medici specializzandi ha impugnato la sentenza d'appello che negava loro il diritto a una remunerazione superiore per il periodo 1992-2006. I ricorrenti lamentavano il mancato adeguamento delle borse di studio al costo della vita e il tardivo recepimento delle direttive europee. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando che il trattamento economico previsto dal D.lgs. 257/1991 costituisce un adempimento idoneo agli obblighi comunitari. I giudici hanno ribadito che per i medici specializzandi non si configura un rapporto di lavoro subordinato e che i blocchi legislativi agli incrementi triennali sono legittimi per esigenze di finanza pubblica.
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Rinvio pregiudiziale: i limiti della Cassazione
Le Sezioni Unite della Cassazione hanno dichiarato inammissibile il ricorso di una società di servizi ambientali contro una sentenza del Consiglio di Giustizia Amministrativa. La ricorrente lamentava il mancato rinvio pregiudiziale alla Corte di Giustizia UE in merito a una gara d'appalto per la gestione dei rifiuti. La Suprema Corte ha ribadito che il controllo di legittimità sulle decisioni dei giudici amministrativi è limitato ai soli motivi di giurisdizione. L'omissione del rinvio pregiudiziale non configura un eccesso di potere giurisdizionale, ma un eventuale errore interno alla decisione, non sindacabile in sede di legittimità.
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Giurisdizione: limiti ricorso Cassazione
Le Sezioni Unite della Cassazione hanno dichiarato inammissibile il ricorso di un ente pubblico contro una sentenza amministrativa che riconosceva il risarcimento per perdita di chance a una società privata. La controversia riguardava l'impossibilità di accedere a incentivi per le energie rinnovabili a causa di prescrizioni illegittime inserite in un'autorizzazione. La Corte ha ribadito che il controllo sulla giurisdizione non può estendersi alla verifica di errori di giudizio o interpretazione delle norme, limitandosi esclusivamente ai confini esterni del potere giudiziario.
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Gioco d’azzardo online: PC e sanzioni amministrative
Una società commerciale ha impugnato una sanzione amministrativa di 20.000 euro e la confisca di due PC utilizzati per il gioco d'azzardo online all'interno di un locale pubblico. La Corte di Cassazione, con un'ordinanza interlocutoria, ha rilevato la necessità di chiarire se la definizione di 'apparecchiatura' sanzionabile includa anche i comuni personal computer non dedicati esclusivamente alle scommesse. La questione è stata rimessa alla pubblica udienza per l'importanza dei principi di diritto coinvolti, specialmente riguardo alla distinzione tra la semplice disponibilità di strumenti informatici e la loro concreta destinazione a scopi illeciti.
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Cuneo fiscale IRAP: rimborso per le holding
Una società di trasporti, trasformata in holding di partecipazione, ha richiesto il rimborso per le maggiori somme versate a titolo di IRAP, invocando le agevolazioni per il cuneo fiscale IRAP. L'Agenzia delle Entrate aveva negato il rimborso sostenendo che la società operasse ancora nel settore trasporti in regime di concessione e a tariffa, condizione che esclude il beneficio. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso della società, evidenziando che una precedente sentenza definitiva (giudicato esterno) aveva già accertato la natura di holding della contribuente per l'anno d'imposta precedente. Tale accertamento, non essendo mutati i presupposti di fatto, vincola l'amministrazione finanziaria anche per le annualità successive, garantendo il diritto alle deduzioni fiscali.
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Medici specializzandi: no a rimborsi 1999-2006
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso presentato da oltre cento medici specializzandi iscritti alle scuole di specializzazione tra il 1999 e il 2006. I ricorrenti chiedevano il risarcimento del danno per la tardiva attuazione delle direttive comunitarie, il versamento dei contributi previdenziali e l'adeguamento del compenso ai livelli previsti per i contratti stipulati dopo il 2007. La Suprema Corte ha confermato che per i medici specializzandi di quel periodo non sussiste un diritto soggettivo a un trattamento economico superiore o alla copertura previdenziale, poiché la determinazione della borsa di studio rientra nella discrezionalità politica del legislatore e non è imposta dal diritto dell'Unione Europea.
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Giurisdizione: limiti del ricorso in Cassazione.
Una società è stata esclusa da una gara d'appalto a causa di irregolarità fiscali ereditate da un ramo d'azienda preso in affitto. Il Consiglio di Stato ha confermato l'esclusione, ritenendo improcedibili le altre contestazioni per carenza di interesse. La società ha impugnato la decisione davanti alle Sezioni Unite, denunciando un difetto di **giurisdizione**. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, chiarendo che la valutazione sull'interesse ad agire e il mancato rinvio pregiudiziale alla Corte di Giustizia UE non costituiscono un superamento dei limiti esterni del potere giurisdizionale.
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Equa riparazione e spese legali: la Cassazione decide
Un cittadino ha richiesto un'equa riparazione per l'eccessiva durata di una causa civile. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 33740/2023, ha stabilito un principio fondamentale sulle spese legali: anche se il giudice liquida un importo inferiore a quello richiesto, non si verifica una 'soccombenza parziale'. Di conseguenza, il Ministero della Giustizia è tenuto a rimborsare integralmente le spese legali al cittadino, poiché la richiesta di risarcimento è solo uno stimolo all'esercizio del potere equitativo del giudice e non una domanda rigida.
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Discarico ruoli: no all’estinzione del credito
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 33688/2023, ha stabilito che il discarico ruoli automatico per i crediti antecedenti al 1999, previsto dalla L. 228/2012, non comporta l'estinzione del diritto di credito. La norma si limita a cancellare il titolo esecutivo (il ruolo), lasciando impregiudicata la possibilità per l'ente creditore, anche se di natura privata come una cassa previdenziale, di agire per il recupero del credito tramite le ordinarie vie giudiziarie. La Corte ha rigettato le censure di incostituzionalità e di violazione del diritto UE.
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