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Art. 240-bis Codice Penale — Sezione Quinta Penale

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66 provvedimenti

Altri anni per Art. 240-bis Codice Penale

Preclusione processuale: i limiti alla confisca
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro un decreto di confisca di prevenzione, stabilendo che il principio di preclusione processuale non si applica se i precedenti provvedimenti di rigetto di sequestro si basavano su presupposti normativi e accertamenti fattuali diversi. La Corte ha sottolineato che la confisca di prevenzione ha un perimetro di indagine più ampio rispetto alla confisca allargata, sia temporalmente che per quanto riguarda i flussi finanziari esaminati, legittimando così un nuovo provvedimento ablativo sugli stessi beni.
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Confisca Allargata: la Cassazione sui limiti temporali
In un caso di confisca allargata a seguito di una condanna per reati-spia, la Corte di Cassazione ha annullato con rinvio il provvedimento. La Corte ha stabilito che la sproporzione tra beni e reddito deve essere valutata puntualmente per ogni singolo acquisto e non in modo cumulativo. Inoltre, ha chiarito che il terzo, una volta accertata la sua natura di intestatario fittizio, non ha più interesse a contestare i presupposti della confisca, potendo solo difendere la titolarità effettiva del bene.
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Associazione di tipo mafioso: la prova in Cassazione
La Corte di Cassazione si è pronunciata su diversi ricorsi presentati da imputati condannati per associazione di tipo mafioso e narcotraffico. La sentenza ribadisce i rigorosi criteri per dimostrare la partecipazione attiva a un'organizzazione criminale, distinguendo il ruolo del semplice partecipe da quello del promotore. La Corte ha rigettato i ricorsi basati su una mera rivalutazione delle prove, confermando le condanne per gli imputati con ruoli operativi e dichiarando inammissibili i ricorsi di coloro che avevano concordato la pena in appello, in quanto le doglianze non rientravano nei casi consentiti dalla legge. Il fulcro della decisione è la necessità di una prova concreta dell'inserimento stabile e funzionale nel sodalizio, che vada oltre la semplice adesione psicologica.
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Reato continuato: come si calcola la pena base?
La Cassazione ha annullato una sentenza per errato calcolo della pena in un caso di reato continuato tra furto di bancomat e uso indebito. La Corte ha stabilito che, per determinare la pena base, si deve considerare il reato con la pena edittale più alta (l'uso indebito), anche in presenza di attenuanti. È stato inoltre ribadito l'obbligo di confisca del profitto del reato.
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Confisca per sproporzione: i limiti del ricorso
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un condannato avverso un'ordinanza di confisca per sproporzione. Il provvedimento aveva disposto la confisca diretta di un immobile e quella per equivalente per la restante somma. La Corte ha ritenuto il ricorso generico, basato su questioni di fatto non riesaminabili in sede di legittimità e privo di interesse attuale riguardo la presunta aggressione di beni futuri, chiarendo che tale doglianza potrà essere sollevata solo in sede di esecuzione.
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Sequestro probatorio: motivazione e onere della prova
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un indagato contro un'ordinanza che confermava il sequestro probatorio di gioielli. La Corte ha stabilito che una motivazione sintetica ma adeguata è sufficiente per giustificare la misura, soprattutto in indagini complesse. È stato inoltre ritenuto legittimo il richiamo a precedenti decisioni del Tribunale del Riesame che avevano accertato la corrispondenza tra i beni rubati e quelli sequestrati, confermando così la validità del sequestro probatorio.
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