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Art. 240-bis Codice Penale

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1393 provvedimenti

Confisca allargata: quando è legittima? Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità di una confisca allargata di oltre 162.000 euro nei confronti di una donna condannata per spaccio di stupefacenti. La Corte ha stabilito che, a differenza della confisca per equivalente, la confisca allargata non deve essere proporzionata al profitto del singolo reato commesso (detto 'reato-spia'). È sufficiente che vi sia una sproporzione tra i beni posseduti e il reddito dichiarato e che l'interessato non riesca a giustificarne la provenienza lecita. Inoltre, la Corte ha chiarito che questa misura di sicurezza patrimoniale può essere applicata anche se l'esecuzione della pena detentiva è sospesa, data la sua totale autonomia.
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Inammissibilità ricorso: quando non si pagano spese
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso contro un sequestro preventivo, poiché il provvedimento era stato revocato nelle more del giudizio. La Corte ha stabilito che, in caso di inammissibilità per sopravvenuta carenza di interesse non imputabile al ricorrente, quest'ultimo non deve essere condannato al pagamento delle spese processuali, non configurandosi un'ipotesi di soccombenza.
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Notifica domicilio inidoneo: valida anche se atipica
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'imputata condannata per ricettazione. Il caso verteva su una presunta irregolarità nella notifica del decreto di citazione e sulla confisca di una somma di denaro. La Corte ha stabilito che la notifica al difensore è valida se il domicilio eletto dall'imputato risulta inidoneo, anche se la notifica al legale è avvenuta prima del tentativo fallito presso il domicilio. Ha inoltre confermato la confisca, ritenendo generiche le motivazioni del ricorso e non provata la provenienza lecita del denaro.
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Sospensione condizionale: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha analizzato un caso di spaccio di lieve entità. Pur confermando la condanna e la confisca del denaro, ha annullato la decisione sulla revoca automatica di una precedente sospensione condizionale della pena. La Suprema Corte ha stabilito che il giudice del merito deve sempre valutare la possibilità di concedere un nuovo beneficio se la pena cumulata non supera i limiti di legge, senza applicare automatismi.
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Sequestro preventivo: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro un sequestro preventivo di 3.000 euro. La somma era stata sequestrata a un individuo senza redditi dichiarati, con il sospetto che fosse provento di attività illecite. La Corte ha stabilito che il ricorso era generico e mirava a un riesame dei fatti, non consentito in sede di legittimità, confermando la validità della misura cautelare basata sul fumus delicti.
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Confisca denaro illecito: il caso in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto contro la confisca di una somma di denaro, confermando la legittimità della misura. Il provvedimento si basa sulla mancata dimostrazione della provenienza lecita dei fondi, un principio chiave in materia di confisca denaro illecito, che non necessita di un preventivo sequestro per essere applicata.
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Confisca 231 terzo creditore: diritti sempre salvi
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza che negava a una società creditrice, cessionaria di un credito ipotecario, la restituzione di somme derivanti da una confisca ex D.Lgs. 231/2001. La Corte ha stabilito che i termini di decadenza previsti dalla normativa antimafia non si applicano a questo tipo di confisca e che il giudice dell'esecuzione ha il dovere di valutare la buona fede del creditore, non potendo rigettare la richiesta per presunta tardività o mancato accertamento. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per un nuovo esame nel merito.
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Confisca beni terzo: quando è legittima? Cassazione
La Corte di Cassazione ha stabilito che per la confisca di beni intestati a un terzo, estraneo ai reati, non è sufficiente la sproporzione tra il suo reddito e il valore del bene. Nel caso specifico, un buono postale intestato a una donna, assolta dal reato di associazione mafiosa per cui era stato condannato il marito, è stato restituito. La Corte ha ribadito che l'accusa ha l'onere di provare, con elementi gravi, precisi e concordanti, che l'intestazione è fittizia e che la disponibilità effettiva del bene appartiene al condannato, non potendosi applicare al terzo la presunzione di illecita provenienza.
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Confisca denaro detenzione stupefacenti: la Cassazione
La Corte di Cassazione annulla la confisca di denaro disposta nei confronti di un imputato condannato per detenzione di stupefacenti. La sentenza chiarisce che per la confisca denaro detenzione stupefacenti è necessario provare un nesso diretto tra la somma e il reato contestato, non essendo sufficiente una mera presunzione. Il semplice possesso di contanti non li qualifica automaticamente come 'profitto del reato' di detenzione.
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Confisca denaro detenzione stupefacenti: quando è lecita?
La Corte di Cassazione ha annullato la confisca di 1.080 euro a un soggetto condannato per detenzione di stupefacenti. La Suprema Corte ha stabilito che, in caso di mera detenzione, non è possibile presumere che il denaro sia provento di spaccio. Per procedere alla confisca denaro detenzione stupefacenti, è necessario un nesso provato con un'attività di cessione, che in questo caso non era stata contestata né dimostrata.
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Ricorso straordinario: limiti per il terzo non condannato
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 4611 del 2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso straordinario presentato da un terzo interessato per la restituzione di beni immobili confiscati nell'ambito di un procedimento penale a carico del coniuge. La Corte ha stabilito che tale rimedio è riservato esclusivamente al 'condannato' e non può essere esteso a soggetti terzi, anche se direttamente pregiudicati dalla misura patrimoniale. La decisione ribadisce l'interpretazione restrittiva dell'art. 625-bis c.p.p., sottolineando che la pronuncia sulla confisca di beni di un terzo non incide sul giudicato di responsabilità penale.
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Confisca profitto reato: Cassazione su calcolo certo
La Corte di Cassazione ha confermato le condanne per traffico di stupefacenti a carico di tre individui, ma ha annullato la confisca per equivalente del profitto del reato per due di essi. La Suprema Corte ha stabilito che la stima del profitto non può basarsi su calcoli presuntivi e approssimativi, ma deve corrispondere a un incremento patrimoniale effettivo, certo e quantificabile. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per una nuova valutazione sulla quantificazione del profitto da confiscare.
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Confisca allargata: limiti alla revoca in esecuzione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di due condannati che chiedevano la revoca di una confisca allargata disposta con sentenza definitiva. I ricorrenti invocavano un nuovo orientamento giurisprudenziale sul principio di 'ragionevolezza temporale', ma la Corte ha stabilito che i mutamenti interpretativi non possono travolgere il giudicato. La revoca in fase esecutiva è possibile solo per abrogazione della norma, declaratoria di incostituzionalità o presentazione di prove nuove, condizioni non presenti nel caso di specie.
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Morte dell’imputato: effetti sulla confisca allargata
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di condanna e la relativa confisca allargata a seguito della morte dell'imputato. Il caso, originato da una condanna per associazione criminale, ha visto un lungo iter processuale focalizzato sulla confisca di beni. La Suprema Corte ha stabilito che la morte dell'imputato estingue il reato, impedendo l'applicazione della confisca anche nei confronti degli eredi, poiché viene meno il presupposto stesso della sanzione patrimoniale.
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Circostanze attenuanti generiche e confisca del denaro
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per detenzione di stupefacenti. La Corte ha ritenuto corrette sia la limitata riduzione di pena per circostanze attenuanti generiche, motivata dall'elevato spessore criminale del soggetto, sia la confisca del denaro di provenienza illecita, giustificata dalla sproporzione con i redditi dichiarati.
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Confisca per equivalente: annullata se il reato è prescritto
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 34488/2025, ha stabilito un principio fondamentale sulla sorte della confisca per equivalente in caso di prescrizione del reato. Nel caso di specie, un'imprenditrice, prosciolta in appello per prescrizione da un reato fiscale, si è vista confermare che la confisca dei suoi beni, disposta in primo grado, viene eliminata automaticamente ('ipso iure'). La Suprema Corte ha chiarito che, per i reati commessi prima dell'entrata in vigore dell'art. 578-bis c.p.p., la declaratoria di estinzione del reato comporta la caducazione della misura ablativa, senza necessità di un'espressa revoca, rendendo così inammissibile un ricorso sul punto per carenza di interesse.
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Confisca allargata: sproporzione e onere della prova
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del titolare di un'autoscuola contro un sequestro finalizzato alla confisca allargata. Il provvedimento si basava sulla netta sproporzione tra i redditi dichiarati dall'imprenditore e il suo ingente patrimonio, inclusi immobili e una considerevole somma in contanti. La Corte ha stabilito che le giustificazioni fornite dall'indagato sull'origine lecita dei beni non erano sufficientemente provate, confermando così la validità della misura cautelare. La sentenza ribadisce che, in caso di sproporzione, l'onere di dimostrare la provenienza legittima dei beni ricade sull'indagato.
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Ricettazione aggravata: sequestro e onere della prova
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro un'ordinanza di sequestro preventivo di oltre 300.000 euro, ritenuti provento di ricettazione aggravata dal metodo mafioso. La somma, trovata nell'abitazione della madre della ricorrente, è stata considerata interamente riferibile a quest'ultima, in quanto provento delle attività illecite del marito detenuto. La Corte ha chiarito che, ai fini del sequestro ex art. 240-bis c.p., non è decisiva la sussistenza dell'aggravante mafiosa, essendo sufficiente l'incapacità di giustificare la legittima provenienza del denaro, sproporzionato rispetto al reddito.
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Intestazione fittizia: il sequestro è valido
La Cassazione conferma il sequestro preventivo di quote societarie per intestazione fittizia. Per la misura cautelare reale è sufficiente il 'fumus' del reato, basato sulla gestione occulta da parte dei reali proprietari, senza la necessità di provare pienamente il dolo del prestanome.
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Confisca per sproporzione: onere della prova e limiti
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro un sequestro finalizzato alla confisca per sproporzione. La sentenza chiarisce che l'onere della prova sui redditi non dichiarati non può essere assolto con allegazioni generiche e, in via preliminare, che il ricorrente non aveva legittimazione ad agire poiché l'immobile era intestato a un terzo.
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