LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 2112 Codice Civile

Pagina 46 di 40

915 provvedimenti

Trasferimento d’azienda: quando si applica l’art. 2112
La Cassazione conferma che il cambio appalto configura un trasferimento d'azienda se vi è passaggio di beni strumentali rilevanti che garantiscono la continuità dell'attività. La Corte ha rigettato il ricorso di una società subentrante in un appalto, stabilendo che la prosecuzione del lavoro con gli stessi macchinari della precedente appaltatrice integra i presupposti dell'art. 2112 c.c., con conseguente diritto dei lavoratori a mantenere il posto di lavoro.
Continua »
Una tantum e cambio appalto: chi paga il lavoratore?
La Corte di Cassazione ha stabilito che, in caso di cambio appalto, l'indennità una tantum per la vacanza contrattuale non deve essere pagata per intero dall'ultimo datore di lavoro. Tale importo, essendo di natura retributiva e legato al servizio prestato, va ripartito proporzionalmente tra tutti i datori di lavoro che hanno impiegato il lavoratore nel periodo di riferimento. La Corte ha così cassato la sentenza d'appello che aveva condannato un'azienda di pulizie al pagamento integrale della somma, affermando il principio di riproporzionamento.
Continua »
Appalto leggero: la Cassazione fissa i paletti
La Cassazione ha annullato la decisione di merito che riteneva valido un appalto leggero per il recupero crediti. La Corte ha stabilito che l'elevato numero di dipendenti e la loro professionalità non bastano a provare la genuinità del contratto se manca una reale autonomia gestionale dell'appaltatore e l'assunzione del rischio d'impresa. Il caso è stato rinviato per una nuova valutazione delle prove.
Continua »
TFR e cessione d’azienda: quando è esigibile?
La Corte di Cassazione chiarisce che in una cessione d'azienda, se il rapporto di lavoro prosegue con la nuova società, il TFR maturato con il vecchio datore di lavoro (poi fallito) non è immediatamente esigibile. La nuova legge sulla crisi d'impresa non si applica retroattivamente. Il caso analizza proprio il principio del TFR e cessione d'azienda.
Continua »
Trapasso di agenzia: quando non spetta il superminimo
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 22141/2025, ha stabilito che il cosiddetto 'trapasso di agenzia' assicurativa non configura un trasferimento d'azienda ai sensi dell'art. 2112 c.c. Di conseguenza, un'impiegata assunta dal nuovo agente non ha diritto a conservare tutti gli elementi retributivi, come il superminimo, che percepiva dal precedente datore di lavoro, poiché il contratto collettivo applicabile garantiva solo la continuità delle condizioni giuridiche e normative, non di quelle economiche.
Continua »
Clausola Sociale Appalti: Chi Prova il Diritto?
Un lavoratore si è visto negare l'assunzione da parte della società subentrante in un cambio appalto. La Cassazione ha confermato che, in base alla clausola sociale appalti, spetta al lavoratore l'onere di provare di possedere i requisiti previsti dal contratto collettivo, come l'impiego stabile nel cantiere specifico. Il caso non è assimilabile a un licenziamento, ma a una richiesta di assunzione ex novo.
Continua »
Trasferimento d’azienda: la responsabilità solidale
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una società che contestava la propria responsabilità solidale per i debiti verso i dipendenti a seguito di un complesso trasferimento d'azienda. L'ordinanza conferma che una serie articolata di cessioni, affitti e retrocessioni di rami d'azienda costituisce un fenomeno unitario ai sensi dell'art. 2112 c.c., garantendo la continuità dei diritti dei lavoratori. La Corte ha stabilito che i motivi del ricorso, pur presentati come violazioni di legge, miravano in realtà a una nuova valutazione dei fatti, compito precluso al giudice di legittimità.
Continua »
Ricorso inammissibile: valutazione fatti del giudice
Un gruppo di lavoratori ha presentato ricorso in Cassazione per far dichiarare la responsabilità solidale di una seconda società nel loro rapporto di lavoro. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, poiché le censure mosse miravano a una nuova valutazione dei fatti, attività preclusa nel giudizio di legittimità. Di conseguenza, anche il ricorso incidentale tardivo della società datrice di lavoro è stato dichiarato inefficace.
Continua »
Cessione d’azienda: ricorso inammissibile in Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di una società editrice contro la sentenza che la condannava a risarcire una giornalista esclusa dal trasferimento del personale in una cessione d'azienda. L'inammissibilità deriva da vizi procedurali del ricorso, tra cui il formarsi di un giudicato implicito su una delle questioni e la mancata contestazione della reale motivazione della sentenza impugnata.
Continua »
Mobbing lavorativo: quando le condotte non bastano
Un dipendente bancario ha citato in giudizio il proprio datore di lavoro a seguito di una fusione aziendale, lamentando un errato inquadramento, il mancato rimborso di spese e condotte di mobbing. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che per configurare il mobbing lavorativo è indispensabile che il lavoratore fornisca la prova di un preciso intento persecutorio che unifichi le diverse azioni datoriali. Le singole condotte, anche se negative, non sono sufficienti se non inserite in un disegno vessatorio complessivo.
Continua »
Ricorso in Cassazione: i limiti del riesame dei fatti
La Corte di Cassazione rigetta il ricorso di una società e degli eredi di un imprenditore, condannati per un licenziamento illegittimo. La decisione si fonda sull'inammissibilità dei motivi di ricorso, che miravano a un riesame dei fatti, come l'esistenza di un trasferimento d'azienda, e non a censure su errori di diritto. La sentenza ribadisce che il ricorso in cassazione non è un terzo grado di giudizio, ma un controllo di legittimità.
Continua »
Peggioramento retributivo: ricorso inammissibile
Un lavoratore, trasferito da un ente locale al Ministero, ha lamentato un peggioramento retributivo. Dopo una prima cassazione con rinvio, la Corte d'Appello ha nuovamente respinto la domanda. La Corte di Cassazione ha ora dichiarato il nuovo ricorso inammissibile perché cerca impropriamente di ottenere una rivalutazione dei fatti e contesta il principio di diritto vincolante stabilito nella precedente sentenza, che il giudice del rinvio aveva correttamente applicato.
Continua »
Principio di diritto vincolante: limiti del rinvio
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di una lavoratrice del settore scolastico, trasferita da un ente locale allo Stato, che lamentava un peggioramento retributivo. La decisione si fonda sul rispetto del principio di diritto vincolante stabilito in una precedente sentenza di Cassazione sul medesimo caso. La Corte ha stabilito che il giudice del rinvio aveva correttamente limitato la sua analisi alla verifica di un "peggioramento retributivo globale e sostanziale", come richiesto, e che il nuovo ricorso rappresentava un inammissibile tentativo di ottenere una nuova valutazione dei fatti.
Continua »
Responsabilità solidale appalti: la guida completa
La Corte d'Appello conferma la condanna di un consorzio per la responsabilità solidale appalti riguardo ai contributi evasi da una cooperativa subappaltatrice. La sentenza chiarisce che la responsabilità del committente e dell'appaltatore sorge per legge, a prescindere dal loro controllo diretto sulla gestione del personale del subappaltatore. La violazione contributiva accertata a carico del datore di lavoro si estende automaticamente a tutta la filiera contrattuale.
Continua »
Retrocessione ramo d’azienda: quando è evasione
Il Tribunale di Torino ha stabilito che una simulata cessazione di attività, che nasconde una retrocessione ramo d'azienda alla società controllante, integra evasione contributiva. L'azienda aveva ottenuto la CIGS per cessazione, ma il giudice ha accertato la continuità aziendale, negando il beneficio e confermando l'avviso di addebito dell'ente previdenziale.
Continua »