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Art. 2051 Codice Civile

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781 provvedimenti

Albero in strada, ciclista cade: Comune assolto? La Cassazione annulla
Un ciclista cade a causa di un tronco d'albero su una strada comunale e chiede il risarcimento dei danni. I giudici di merito respingono la sua richiesta, attribuendo la colpa alla sua guida imprudente, qualificata come 'caso fortuito'. La Corte di Cassazione, tuttavia, annulla questa decisione. Il motivo non è stabilire chi avesse ragione, ma la grave insufficienza della motivazione della sentenza d'appello. I giudici non avevano spiegato in modo logico e concreto perché la condotta del ciclista interrompesse la responsabilità da cose in custodia del Comune. La causa dovrà quindi essere riesaminata da un'altra sezione della Corte d'Appello.
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Canale trasformato in fogna: Comune non paga senza prova di custodia
Dei proprietari terrieri citano in giudizio il Comune perché un canale di scolo per acque piovane, che attraversa il loro fondo, è stato trasformato in una fogna a cielo aperto. La Corte di Cassazione ha respinto la richiesta di risarcimento. Il principio sancito è che, per affermare la **responsabilità da cosa in custodia** di un ente pubblico, non basta lamentare una cattiva gestione del territorio. È necessario dimostrare con prove concrete che l'ente esercitava un potere di fatto sul bene che ha causato il danno, ad esempio autorizzando gli scarichi abusivi. In assenza di tale prova, la domanda del cittadino viene rigettata e il Comune non è tenuto a risarcire i danni.
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Responsabilità omissiva della Pubblica Amministrazione
La Corte di Cassazione ha confermato la responsabilità omissiva della Pubblica Amministrazione in relazione ai danni subiti da un'azienda agricola a causa di ripetuti eventi franosi. Nonostante l'Ente locale avesse emesso ordinanze per imporre ai privati la regimazione delle acque, la sua successiva inerzia nel non esercitare i poteri sostitutivi previsti dalla legge ha configurato una responsabilità aquiliana ex art. 2043 c.c. La Corte ha rigettato il ricorso dell'Ente, sottolineando che la consapevolezza del pericolo e la mancata adozione di provvedimenti concreti rendono l'amministrazione solidalmente responsabile del danno.
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Caso fortuito: quando la caduta è colpa del pedone
Un pedone ha citato in giudizio un ente comunale per ottenere il risarcimento dei danni subiti a seguito di una caduta causata da una buca sul marciapiede. La Corte di Cassazione ha confermato il rigetto della domanda, stabilendo che la condotta imprudente della vittima ha integrato il caso fortuito. Poiché la buca era di piccole dimensioni ma facilmente visibile per contrasto cromatico e illuminazione, e il pedone stava transitando in un punto non consentito per l'attraversamento, la responsabilità del danno è stata attribuita esclusivamente alla sua mancanza di ordinaria cautela.
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Risarcimento danni condominio: guida legale
La sentenza analizza la richiesta di risarcimento danni condominio formulata da un proprietario per infiltrazioni d'acqua dal tetto. Il tribunale ha accertato la responsabilità del condominio per omessa custodia delle parti comuni, condannandolo al ripristino dei locali e al pagamento dei danni materiali.
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Responsabilità infiltrazioni locatore: chi risarcisce?
La Corte di Cassazione ha confermato la responsabilità infiltrazioni locatore per i danni causati dalla rottura delle tubature di scarico della doccia. Nonostante l'immobile fosse locato, la manutenzione straordinaria degli impianti integrati nella struttura spetta al proprietario. Il ricorso del locatore, che cercava di rivalersi sul conduttore, è stato rigettato poiché non è stata provata alcuna colpa o omissione da parte di quest'ultimo nel segnalare il guasto.
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Responsabilità custode centro sportivo: guida legale
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità del ricorso di una società sportiva condannata per l'infortunio di un calciatore. Il caso riguardava la responsabilità custode centro sportivo ex art. 2051 c.c., originata dalla presenza di una rete metallica arrotolata a bordo campo contro cui l'atleta era impattato durante un'azione di gioco.
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Mutatio libelli: quando la domanda è nuova
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità di un ricorso basato su una mutatio libelli. I ricorrenti avevano tentato di modificare la data di un evento dannoso durante il giudizio, trasformando la pretesa originaria in una domanda nuova e diversa, alterando così il tema del decidere e il diritto di difesa della controparte.
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Responsabilità extracontrattuale locatore: scoppio gas
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso di esplosione in un appartamento locato, distinguendo tra la responsabilità per custodia e la responsabilità extracontrattuale locatore. Sebbene il proprietario non sia custode di impianti rudimentali aggiunti dal conduttore, egli può essere ritenuto responsabile se consegna un immobile privo di requisiti minimi di sicurezza, come i fori di aerazione, facilitando così l'evento dannoso.
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CTU esplorativa: i limiti nel processo civile
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di alcuni proprietari condannati a risarcire i danni causati al vicino durante lavori di ristrutturazione. Il cuore della decisione riguarda la legittimità della CTU esplorativa disposta in appello per accertare il nesso di causalità e l'entità del danno, confermando la discrezionalità del giudice nel valutare la necessità di un esperto tecnico.
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Regolamento di confini: prova nuovi documenti
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso relativo a un regolamento di confini, censurando l'omessa motivazione della Corte d'Appello su prove documentali sopravvenute. Il caso riguardava la contestazione di confini determinati in primo grado tramite CTU, basandosi su documenti formatesi durante la fase di esecuzione che avrebbero smentito la ricostruzione peritale precedente.
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Responsabilità del custode: danni da alluvione
La Corte di Cassazione ha analizzato il caso di un impianto di smaltimento rifiuti danneggiato da frane e alluvioni. La sentenza conferma che la responsabilità del custode non viene meno in presenza di piogge eccezionali se la mancata manutenzione del territorio ha contribuito al danno. L'ente pubblico proprietario del versante sovrastante è stato ritenuto responsabile per non aver realizzato opere di regimazione delle acque necessarie a prevenire l'ostruzione dei canali di scolo.
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Responsabilità custode allagamento: prova del nesso
Il caso analizza la richiesta di risarcimento per i danni causati dall'esondazione di un torrente a un immobile privato. Il Tribunale ha stabilito che, nonostante l'applicabilità della responsabilità oggettiva ex art. 2051 c.c. alla Pubblica Amministrazione, la domanda deve essere rigettata se l'attore non fornisce prova certa del nesso causale tra la custodia del bene e l'evento dannoso. La responsabilità custode allagamento decade in assenza di prove documentali tempestive sulle cause dello straripamento.
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Responsabilità custode stradale e colpa del guidatore
La Corte d'Appello di L'Aquila ha confermato il rigetto della domanda risarcitoria proposta da un motociclista che aveva urtato una transenna durante una festa patronale. Nonostante l'invocazione della responsabilità custode stradale, i giudici hanno rilevato che la segnaletica era visibile e l'area illuminata. L'eccessiva velocità del conducente è stata considerata caso fortuito, interrompendo il nesso causale tra la cosa in custodia e il danno subito.
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Responsabilità custode: la caduta dallo sgabello
La Corte d'Appello ha confermato il rigetto di una domanda di risarcimento per una caduta avvenuta in uno studio medico durante un esame. La condotta della paziente, che ha utilizzato uno sgabello a rotelle per appoggiarsi nonostante la presenza di sedie fisse, ha integrato il caso fortuito, escludendo la responsabilità custode ai sensi dell'articolo 2051 c.c.
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Manutenzione canali bonifica: le regole risarcitorie
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità del ricorso riguardante la manutenzione canali bonifica e il risarcimento dei danni da esondazione. Il caso analizza il nesso tra incuria dell'ente gestore e i danni lamentati dai proprietari, inclusi i costi per opere di prevenzione realizzate autonomamente. I giudici hanno chiarito che, ai fini del risarcimento, è necessario dimostrare il nesso di causalità specifica tra l'evento e ogni singolo danno.
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Risarcimento danno patrimoniale: prova del reddito
La Corte d'Appello ha rigettato la richiesta di risarcimento danno patrimoniale avanzata da un'infermiera a seguito di un incidente con un animale selvatico. Nonostante il danno biologico, l'appellante non ha dimostrato una reale contrazione del reddito, omettendo di depositare le dichiarazioni dei redditi precedenti e non provando il nesso tra le lesioni e il trasferimento di reparto.
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Danni muro di cinta: responsabilità e cause costruttive
La Corte d'Appello ha respinto la richiesta di risarcimento per i danni muro di cinta, confermando che le lesioni strutturali non derivavano dal terreno depositato dal vicino. La consulenza tecnica ha dimostrato che le crepe erano causate dal ritiro del calcestruzzo e da vizi di costruzione originari, escludendo il nesso di causalità con la condotta della controparte.
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Responsabilità custode impianto sportivo: la sentenza
La Corte d'Appello ha confermato la responsabilità solidale tra una società sportiva e un Comune per la caduta di una spettatrice durante un torneo. La responsabilità custode impianto sportivo è stata attribuita all'organizzatore per il potere di fatto esercitato sulla struttura, non essendo sufficiente la mancanza di proprietà per escludere il dovere di vigilanza su pericoli come buche nascoste da fogliame.
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Forza maggiore ed interruzione energia elettrica
La Corte d'Appello ha ribaltato una sentenza di primo grado che condannava un fornitore di energia a risarcire un'azienda agricola per i danni subiti a causa di una prolungata interruzione energia elettrica nel gennaio 2017. Il Collegio ha stabilito che la combinazione di nevicate eccezionali, formazione di manicotti di ghiaccio e attività sismica costituisce forza maggiore, escludendo la responsabilità del gestore e del fornitore.
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