\n
LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Responsabilità custode impianto sportivo: la sentenza

La Corte d’Appello ha confermato la responsabilità solidale tra una società sportiva e un Comune per la caduta di una spettatrice durante un torneo. La responsabilità custode impianto sportivo è stata attribuita all’organizzatore per il potere di fatto esercitato sulla struttura, non essendo sufficiente la mancanza di proprietà per escludere il dovere di vigilanza su pericoli come buche nascoste da fogliame.

Riferimento:
SENTENZA CORTE DI APPELLO DI LAQUILA N. 250 2026 - N. R.G. 00000204 2025 DEPOSITO MINUTA 04 03 2026 PUBBLICAZIONE 04 03 2026
Prenota un appuntamento

Per una consulenza legale o per valutare una possibile strategia difensiva prenota un appuntamento.

La consultazione può avvenire in studio a Milano, Pesaro, Benevento, oppure in videoconferenza.

02.37901052
8:00 – 20:00
(Lun - Sab)
Pubblicato il 15 marzo 2026 in Diritto Civile, Giurisprudenza Civile

Responsabilità custode impianto sportivo: chi paga per i danni?

La questione della responsabilità custode impianto sportivo è un tema centrale nel diritto civile contemporaneo, specialmente quando si verificano incidenti in strutture aperte al pubblico. Una recente pronuncia della Corte d’Appello chiarisce che il dovere di vigilanza non ricade solo sul proprietario, ma anche su chi organizza eventi e gestisce di fatto gli spazi.

La dinamica dell’incidente e la responsabilità custode impianto sportivo

Il caso trae origine da una brutta caduta avvenuta lungo il marciapiede di un impianto sportivo comunale. Una spettatrice, che accompagnava il figlio a un torneo di calcio, è inciampata in una fenditura dell’asfalto profonda quanto il tacco di una scarpa, resa invisibile da un accumulo di fogliame.

In primo grado, il Tribunale ha condannato in solido sia il Comune, proprietario della struttura, sia la società sportiva che aveva organizzato la manifestazione. La società sportiva ha proposto appello, sostenendo di essere una semplice utilizzatrice occasionale e che l’obbligo di manutenzione straordinaria spettasse esclusivamente all’ente pubblico proprietario.

Il ruolo dell’organizzatore nella responsabilità custode impianto sportivo

La Corte d’Appello ha rigettato i motivi di gravame, confermando che la responsabilità custode impianto sportivo ex art. 2051 c.c. si fonda sul potere di fatto. Chiunque utilizzi la struttura per allenamenti o eventi in modo stabile e organizzato assume una posizione di garanzia verso gli utenti.

L’organizzatore, avendo la disponibilità materiale delle aree, è tenuto a segnalare eventuali pericoli o a richiedere l’intervento del proprietario. Nel caso specifico, il marciapiede dissestato e coperto di foglie rappresentava un’insidia che la società sportiva avrebbe dovuto neutralizzare o, quantomeno, segnalare adeguatamente.

Assenza di colpa della vittima e rigetto della manleva

Un altro punto cardine della decisione riguarda il comportamento della danneggiata. L’appellante ha tentato di invocare il concorso di colpa della vittima, sostenendo che la caduta fosse evitabile con una maggiore attenzione. Tuttavia, i giudici hanno stabilito che, in assenza di percorsi alternativi segnalati e data la natura nascosta del buco (celato dal fogliame), non è ravvisabile alcuna imprudenza nel comportamento della donna.

Infine, è stata rigettata la domanda di manleva della società sportiva contro il Comune. Poiché la responsabilità derivante dalla custodia è diretta, la società non può scaricare interamente l’obbligo risarcitorio sul proprietario, mancando pattuizioni specifiche in tal senso.

le motivazioni

Le motivazioni della Corte si fondano sull’interpretazione rigorosa dell’art. 2051 c.c., secondo cui il custode è colui che ha il controllo effettivo della cosa. La società sportiva, in qualità di organizzatrice del torneo, disponeva dell’area e gestiva l’afflusso del pubblico, acquisendo quindi la qualifica di custode. La presenza di una fenditura occulta sotto le foglie è stata qualificata come un’insidia non prevedibile per l’utente medio, rendendo i gestori responsabili per la mancata messa in sicurezza del percorso pedonale. Non è stato ravvisato alcun caso fortuito né una condotta abnorme della vittima idonea a interrompere il nesso di causalità.

le conclusioni

In conclusione, la sentenza ribadisce che la responsabilità custode impianto sportivo può gravare simultaneamente su più soggetti. Sia il proprietario dell’infrastruttura che il gestore di fatto (organizzatore dell’evento) sono tenuti a garantire l’incolumità dei partecipanti e del pubblico. Per evitare condanne risarcitorie, non basta invocare la proprietà altrui del bene, ma occorre dimostrare di aver adottato ogni cautela possibile per prevenire o segnalare i pericoli presenti nell’area utilizzata.

Chi è responsabile se cado a causa di una buca in un centro sportivo?
La responsabilità può ricadere sia sul Comune proprietario che sulla società sportiva che organizza l’evento, poiché entrambi sono considerati custodi dell’area.

Posso essere risarcito se la buca era coperta dalle foglie?
Sì, se il fogliame nasconde un’insidia non visibile e non segnalata, il custode risponde del danno a meno che non provi il caso fortuito.

L’organizzatore di un torneo può chiedere al Comune di pagare i danni al suo posto?
No, a meno di specifici accordi contrattuali, l’organizzatore ha una responsabilità diretta verso il danneggiato per la custodia di fatto esercitata durante l’evento.

Provvedimenti correlati

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, e Benevento.

Desideri approfondire l'argomento ed avere una consulenza legale?

Prenota un appuntamento. La consultazione può avvenire in studio a Milano, Pesaro, Benevento, oppure in videoconferenza / conference call e si svolge in tre fasi.

Prima dell'appuntamento: analisi del caso prospettato. Si tratta della fase più delicata, perché dalla esatta comprensione del caso sottoposto dipendono il corretto inquadramento giuridico dello stesso, la ricerca del materiale e la soluzione finale.

Durante l’appuntamento: disponibilità all’ascolto e capacità a tenere distinti i dati essenziali del caso dalle componenti psicologiche ed emozionali.

Al termine dell’appuntamento: ti verranno forniti gli elementi di valutazione necessari e i suggerimenti opportuni al fine di porre in essere azioni consapevoli a seguito di un apprezzamento riflessivo di rischi e vantaggi. Il contenuto della prestazione di consulenza stragiudiziale comprende, difatti, il preciso dovere di informare compiutamente il cliente di ogni rischio di causa. A detto obbligo di informazione, si accompagnano specifici doveri di dissuasione e di sollecitazione.

Il costo della consulenza legale è di € 150,00.
02.37901052
8:00 – 20:00 (Lun - Sab)

Articoli correlati