Un proprietario di immobile ha citato in giudizio i vicini a causa di perdite da una condotta fognaria che provocavano miasmi e liquami. Il Tribunale ha respinto la richiesta di risarcimento per i danni materiali all'appartamento per mancanza di prova sul nesso di causalità. Tuttavia, ha accolto la domanda di risarcimento per danno non patrimoniale, quantificato in 5.000 euro, riconoscendo che le immissioni moleste e prolungate hanno leso il diritto del proprietario a godere del proprio immobile, un diritto costituzionalmente tutelato.
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