Interruzione energia elettrica: quando scatta la forza maggiore?
Il tema della responsabilità dei fornitori e dei distributori di energia in caso di blackout è da sempre al centro di vivaci dibattiti giurisprudenziali. Recentemente, la Corte d’Appello si è pronunciata su un caso di interruzione energia elettrica verificatosi durante le eccezionali nevicate del gennaio 2017, fornendo chiarimenti fondamentali sul concetto di forza maggiore.
Il caso: danni all’azienda agricola per mancanza di corrente
Un’azienda agricola specializzata nella produzione di ortaggi aveva citato in giudizio la società fornitrice di energia per ottenere il risarcimento dei danni derivanti dalla mancata erogazione di elettricità. Il blackout, durato diversi giorni, aveva causato la marcescenza del raccolto conservato nelle celle frigorifere e il deperimento degli ortaggi nei campi.
In primo grado, il Tribunale aveva accolto la domanda dell’azienda, ritenendo la società fornitrice responsabile ai sensi dell’art. 2050 c.c. (responsabilità per l’esercizio di attività pericolose), equiparando erroneamente l’interruzione di servizio a uno sbalzo di tensione.
La decisione della Corte d’Appello
I giudici di secondo grado hanno accolto l’appello proposto dalle società elettriche, ribaltando completamente il verdetto. La Corte ha sottolineato che, indipendentemente dalla qualificazione della responsabilità (contrattuale o extracontrattuale), il punto focale risiedeva nella sussistenza di un’esimente.
La Corte ha evidenziato che l’evento meteorologico del gennaio 2017, caratterizzato da nevicate di intensità straordinaria, gelate persistenti e contemporanea attività sismica, presentava i caratteri dell’eccezionalità e dell’imprevedibilità. Tali fattori hanno reso tecnicamente impossibile la regolare erogazione del servizio nonostante la diligenza dei gestori.
Le motivazioni
La Corte ha fondato la sua decisione sulla rigorosa applicazione dei principi di interruzione energia elettrica legati alla forza maggiore. In particolare, è stato rilevato che:
- Eccezionalità dell’evento: Il combinarsi di neve abbondante, formazione di manicotti di ghiaccio sui conduttori (che ne hanno causato il cedimento meccanico) e il terremoto ha rappresentato una deviazione sensibile dalla frequenza statistica dei fenomeni atmosferici.
- Diligenza dei distributori: È emerso che le linee erano state costruite nel rispetto delle normative tecniche e che il personale era intervenuto prontamente, operando in condizioni di estrema difficoltà dovuta all’impraticabilità delle strade.
- Inconferenza di progetti sperimentali: Il riferimento fatto dal primo giudice a progetti di monitoraggio (come il progetto Newman) è stato ritenuto errato, in quanto tali tecnologie sono state implementate solo successivamente al 2017.
Le conclusioni
La Corte ha concluso che il blackout non è dipeso da negligenze o difetti di manutenzione, ma esclusivamente da fattori esterni irresistibili. Di conseguenza, è stata esclusa ogni responsabilità delle società appellate. L’azienda agricola è stata condannata a restituire le somme percepite dopo la prima sentenza e a rifondere le spese di lite per entrambi i gradi di giudizio. Questo provvedimento ribadisce che, sebbene il gestore elettrico debba garantire la continuità del servizio, non può essere ritenuto responsabile per eventi che superano la soglia della ragionevole prevedibilità umana e tecnica.
Quando un blackout elettrico è considerato causato da forza maggiore?
Si configura la forza maggiore quando l’interruzione deriva da eventi meteorologici eccezionali e imprevedibili, come nevicate straordinarie unite a sismi, che rendono impossibile la fornitura nonostante la corretta manutenzione degli impianti.
Il fornitore di energia risponde sempre dei danni da mancata corrente?
No, se il fornitore dimostra che l’interruzione è dovuta a cause esterne irresistibili e che il guasto è avvenuto sulla rete di distribuzione di cui non ha la gestione o proprietà, la responsabilità può essere esclusa.
Cosa deve provare un’azienda per vincere una causa per danni da interruzione elettrica?
L’azienda deve provare il danno e il nesso di causalità, ma la sua domanda verrà rigettata se il gestore dimostra il caso fortuito o la forza maggiore attraverso dati scientifici sulla rarità dell’evento atmosferico.