I familiari di un uomo deceduto dopo essere caduto da una staccionata comunale sovrastante un fiume hanno chiesto il risarcimento dei danni. Gli attori invocavano la responsabilità oggettiva del custode del Comune per la scarsa manutenzione della barriera. Tuttavia, le indagini hanno rivelato che la vittima era in stato di ebbrezza e che la dinamica esatta della caduta era rimasta ignota, lasciando aperte ipotesi alternative come il suicidio o l'intervento di terzi. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dei familiari, confermando che, se la causa dell'evento rimane sconosciuta, non è possibile dimostrare il nesso causale tra la cosa in custodia e il danno. Di conseguenza, senza questa prova fondamentale, la richiesta di risarcimento deve essere respinta, escludendo qualsiasi risarcimento a carico dell'ente pubblico.
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