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Art. 2043 Codice Civile — Sezione Prima Civile

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501 provvedimenti

Altri anni per Art. 2043 Codice Civile

Produzione documenti in appello: limiti e regole
Un istituto di credito ha agito contro una società debitrice e i suoi fideiussori. In appello, questi ultimi hanno eccepito la nullità delle fideiussioni per violazione della normativa antitrust, basandosi su un provvedimento della Banca d'Italia prodotto per la prima volta in quella sede. La Corte di Cassazione, riformando la decisione di merito, ha chiarito che la produzione di documenti in appello è soggetta a limiti rigorosi. Poiché il provvedimento costituiva una prova nuova e non era stato dimostrato che fosse impossibile produrlo in primo grado, la sua introduzione nel processo è stata ritenuta inammissibile. La Corte ha quindi cassato la sentenza e rinviato la causa per un nuovo esame.
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Occupazione usurpativa: quando si calcola il danno?
Analisi di un'ordinanza della Cassazione sull'occupazione usurpativa. La Corte stabilisce che il risarcimento del danno per l'esproprio illecito deve essere calcolato in base al valore del terreno al momento della proposizione della domanda giudiziale e non al momento della trasformazione fisica del bene.
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Onere della riserva: la Cassazione chiarisce i limiti
La Cassazione stabilisce che il mancato rispetto dell'onere della riserva in un appalto pubblico comporta la decadenza da ogni pretesa, incluse quelle per danno extracontrattuale. La Corte ha cassato la decisione d'appello che aveva erroneamente ritenuto una domanda di risarcimento svincolata dalla tardività delle riserve, affermando che la tardività preclude l'esame di qualsiasi pretesa collegata, a prescindere dal titolo giuridico invocato.
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Diritto di recesso socio: quando si perde il diritto?
La Corte di Cassazione ha stabilito che il diritto di recesso del socio è precluso quando, pur non votando la delibera finale di fusione, ha concorso alla realizzazione dell'intera operazione complessa. Nel caso specifico, alcuni soci di una holding in crisi avevano prima approvato atti fondamentali per un piano di salvataggio, come un aumento di capitale, per poi tentare di recedere dopo la delibera di fusione. La Corte ha ritenuto che il loro contributo causale all'operazione complessiva, inscindibile e programmata sin dall'inizio, escludesse la possibilità di esercitare il recesso, qualificando il loro comportamento come contrario a buona fede.
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Danno endofamiliare: risarcimento e prova presuntiva
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 24719/2025, si è pronunciata su un caso di danno endofamiliare richiesto da un figlio nei confronti del padre assente. Ribaltando la decisione della Corte d'Appello, ha stabilito che il danno derivante dalla violazione dei doveri genitoriali, pur non essendo 'in re ipsa', può essere provato tramite presunzioni. La prolungata e consapevole assenza di un genitore è un fatto notorio sufficiente a far presumere un'alterazione pregiudizievole nella vita del figlio, semplificando così l'onere della prova per la vittima.
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Competenza sezioni specializzate: la vis attractiva
Un risparmiatore ha citato in giudizio una banca e la sua società di revisione per gravi perdite finanziarie. La Corte di Cassazione ha stabilito la competenza sezioni specializzate in materia di impresa, anche se la domanda contro la società di revisione era subordinata. La Corte ha affermato che la competenza funzionale e inderogabile della sezione specializzata attrae a sé l'intera causa, prevalendo anche sul foro del consumatore, in applicazione del principio della "vis attractiva".
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Competenza territoriale e imprese estere: il caso
Un'azienda italiana cita in giudizio due società estere, una francese e una rumena, per violazione di un contratto di fornitura software, concorrenza sleale e abuso di dipendenza economica. Le convenute eccepiscono l'incompetenza del Tribunale di Brescia, indicando come competente il Tribunale di Milano in virtù della loro sede estera e delle implicazioni in materia di proprietà intellettuale. La Corte di Cassazione, investita della questione sulla competenza territoriale, ha sospeso la decisione (rinvio a nuovo ruolo) in attesa di una pronuncia della Corte Costituzionale sulla legittimità della norma che regola la competenza per le cause di abuso di dipendenza economica.
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Regolamento di competenza: quando è inammissibile?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso per regolamento di competenza avverso un'ordinanza che aveva respinto l'eccezione di incompetenza territoriale. La decisione si basa sul principio consolidato secondo cui un provvedimento del giudice istruttore che afferma la propria competenza senza avere natura decisoria e definitiva non è impugnabile con tale strumento, in quanto la questione può essere riproposta nel corso del giudizio.
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TFR e divorzio: niente quota se versato in un fondo
Con la sentenza n. 20132/2025, la Corte di Cassazione ha stabilito un principio fondamentale in materia di TFR e divorzio. Se un coniuge trasferisce il proprio TFR maturato in un fondo di previdenza complementare prima dell'inizio della causa di divorzio, l'altro coniuge non ha diritto alla quota del 40% prevista dalla legge. Questo atto è considerato una legittima disposizione del credito, non una percezione. Tuttavia, la rendita pensionistica derivante da tale conferimento deve essere considerata per la determinazione o la modifica dell'assegno di divorzio, come avvenuto nel caso di specie con l'aumento dell'assegno dal tribunale di merito.
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Legittimazione passiva banca: chi citare in giudizio?
Una società cooperativa in liquidazione coatta amministrativa ha citato in giudizio un istituto di credito per ottenere la restituzione di somme pagate a terzi dopo l'apertura della procedura. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione di merito, stabilendo il difetto di legittimazione passiva della banca. L'azione per l'inefficacia dei pagamenti deve essere diretta contro i beneficiari effettivi (accipiens) delle somme e non contro la banca, che ha agito come semplice delegata all'esecuzione dei pagamenti.
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Legittimazione passiva banca: chi citare in giudizio?
La Corte di Cassazione chiarisce un punto fondamentale sulle azioni di recupero crediti in procedure concorsuali. In caso di pagamenti eseguiti dalla banca su ordine di una società dopo l'apertura della liquidazione, l'azione per dichiarare l'inefficacia di tali pagamenti deve essere rivolta contro i terzi creditori che hanno ricevuto le somme, non contro l'istituto di credito. La Corte ha stabilito che la banca, agendo come mera delegata, non ha la legittimazione passiva per questo tipo di azione, che spetta unicamente al beneficiario effettivo del pagamento (accipiens).
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Responsabilità extracontrattuale appaltatore: limiti
Un Comune ha citato in giudizio un'impresa costruttrice per gravi difetti in un'opera stradale, basando la richiesta di risarcimento sulla norma generale di responsabilità extracontrattuale (art. 2043 c.c.) per evitare i termini di prescrizione più brevi previsti dalla norma specifica per gli appalti (art. 1669 c.c.). La Corte di Cassazione ha annullato la decisione dei giudici di merito, stabilendo che, quando sussistono i presupposti per l'applicazione della norma speciale (art. 1669 c.c.), questa è l'unica applicabile. Non è possibile aggirare i termini di prescrizione e decadenza della norma speciale invocando quella generale. La sentenza definisce chiaramente i confini della responsabilità extracontrattuale appaltatore.
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Revoca contributo pubblico: quando è legittima?
Una società si vede revocare un contributo pubblico per non aver presentato la documentazione di spesa entro il termine previsto. La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso, confermando la legittimità della revoca del contributo pubblico. La decisione si fonda sul mancato rispetto degli obblighi procedurali e sulla presenza di una motivazione non contestata dalla ricorrente.
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Legittimazione curatore fallimentare e art. 2497 c.c.
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 15196/2024, ha stabilito importanti principi in materia di responsabilità da direzione e coordinamento di società. Il caso riguardava la richiesta di risarcimento del fallimento di una S.r.l. nei confronti di un'altra società e del suo amministratore, che esercitava un'influenza dominante su entrambe. La Corte ha chiarito che la legittimazione del curatore fallimentare ad agire ai sensi dell'art. 2497 c.c. è limitata alla sola azione dei creditori e non si estende a quella della società fallita. Inoltre, ha qualificato l'azione per la restituzione dei finanziamenti anomali (art. 2467 c.c.) come una revocatoria speciale, esperibile solo per i rimborsi avvenuti nell'anno anteriore al fallimento, rigettando la tesi dell'indebito oggettivo per pagamenti anteriori.
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Difetto assoluto di giurisdizione: il caso politico
Una cittadina ha citato in giudizio lo Stato, sostenendo che l'adesione all'Unione Europea e l'adozione dell'euro rappresentassero una cessione illegittima di sovranità. La Corte di Cassazione ha dichiarato il difetto assoluto di giurisdizione, affermando che i tribunali non possono giudicare le scelte di natura puramente politica del Parlamento e del Governo, come la ratifica di trattati internazionali, in virtù del principio di separazione dei poteri.
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Occupazione usurpativa: la Cassazione fa chiarezza
Un gruppo di cittadini ha citato in giudizio un Comune per 'occupazione usurpativa' dei propri terreni. Dopo un contenzioso decennale, la Corte di Cassazione ha confermato che in casi di illecito permanente, come l'occupazione senza dichiarazione di pubblica utilità, il diritto al risarcimento non si prescrive. Tuttavia, ha rigettato il ricorso dei proprietari sulla quantificazione del danno, stabilita dal giudice di rinvio, chiarendo i limiti del proprio sindacato sulle valutazioni di merito.
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Cessione del credito: obblighi di notifica in appello
La Corte di Cassazione, con un'ordinanza interlocutoria, ha stabilito che in caso di cessione del credito durante un processo, l'impugnazione deve essere notificata sia alla banca cedente che a quella cessionaria. La mancata notifica a una delle parti costituisce un vizio procedurale che richiede l'integrazione del contraddittorio. Il caso riguarda una complessa disputa su un mutuo ipotecario, ma la Corte si è concentrata sulla questione procedurale del litisconsorzio processuale, riunendo i ricorsi e ordinando di includere nel giudizio la parte originariamente esclusa.
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Versamento conto terzo: illegittimo se per errore
Una fideiussore contesta la vendita coattiva delle proprie azioni da parte di una banca, il cui ricavato è stato accreditato sul conto del debitore principale. La Corte di Cassazione ha stabilito che tale versamento conto terzo non costituisce un valido pagamento nei confronti della fideiussore, la quale ha diritto alla restituzione diretta della somma. La richiesta della banca di stornare l'importo dal conto del debitore è stata respinta, in quanto necessita di un'azione legale specifica non intrapresa in questo giudizio.
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Responsabilità extracontrattuale banca: il caso analizzato
La Corte di Cassazione conferma la condanna di un istituto di credito al risarcimento dei danni per responsabilità extracontrattuale. Il caso riguardava un certificato di deposito, risultato nullo per assenza di sottoscrizione, consegnato da un dipendente a un cliente. Nonostante la nullità del titolo, la Suprema Corte ha rigettato il ricorso della banca, ribadendo la sua responsabilità per il fatto illecito del proprio preposto. L'ordinanza chiarisce anche importanti aspetti procedurali sulla riproposizione in appello di domande non esaminate in primo grado.
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Cessione di azienda: i marchi seguono l’impresa?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 9293/2024, ha affrontato un complesso caso di cessione di azienda, stabilendo che i marchi di fatto, legati a celebri competizioni sportive, si trasferiscono unitamente al ramo d'azienda che li gestisce, salvo patto contrario. La Corte ha rigettato il ricorso della società editrice originaria, confermando che i diritti sui segni distintivi erano stati validamente trasferiti decenni prima nell'ambito di un'operazione negoziale complessa, legittimando così le successive registrazioni effettuate dalla società acquirente.
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