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Art. 2043 Codice Civile — Anno 2025

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618 provvedimenti

Altri anni per Art. 2043 Codice Civile

Responsabilità professionale geometra: contratto nullo
La Corte di Cassazione ha stabilito che la nullità di un contratto d'opera professionale con un geometra, per aver ecceduto le proprie competenze (opere in cemento armato), non esclude la sua responsabilità per i danni causati. I giudici di merito hanno il dovere di valutare se la condotta del professionista configuri un illecito extracontrattuale, anche se la domanda iniziale era basata sul contratto nullo. La sentenza di appello è stata cassata per 'motivazione apparente', in quanto non aveva esaminato questa diversa qualificazione giuridica della responsabilità professionale geometra.
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Rumori condominiali: la prova dell’intollerabilità
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 31021/2025, ha chiarito i criteri per il risarcimento del danno da rumori condominiali. Nel caso esaminato, la domanda di alcuni condomini contro i proprietari degli appartamenti ai piani superiori, locati a studenti, è stata respinta. La Corte ha stabilito che, per ottenere un risarcimento, non basta lamentare il disturbo, ma è necessario fornire una prova rigorosa che i rumori superino la normale tollerabilità, prova che non è stata raggiunta a causa di testimonianze contrastanti e degli esiti negativi degli interventi delle forze dell'ordine. La sentenza ha anche affrontato l'importante principio della causalità nella ripartizione delle spese legali.
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Supercondominio: la Cassazione chiarisce i criteri
In una disputa sulla proprietà di un androne e un cortile, la Corte di Cassazione ha annullato la decisione della Corte d'Appello che aveva dichiarato i beni in comproprietà. L'ordinanza stabilisce che per configurare un supercondominio, non basta l'attuale utilità funzionale dei beni a più edifici. È necessario accertare che tale legame di accessorietà esistesse fin dall'origine, ovvero dal momento in cui un'unica proprietà è stata frazionata. La mera utilità attuale, come fornire luce e aria, non è sufficiente a far scattare la presunzione di bene comune. La causa è stata rinviata per un nuovo esame basato su questi principi.
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Responsabilità solidale banca: limite al risarcimento?
La Corte di Cassazione ha stabilito che la responsabilità solidale della banca per l'illecito commesso dal proprio dipendente (direttore di filiale) non può essere limitata a un importo inferiore a quello dovuto dal dipendente stesso. Se il danno è unico, l'obbligazione risarcitoria è identica per entrambi. La Corte ha inoltre chiarito che gli interessi sul risarcimento decorrono dal momento in cui sono avvenuti i singoli illeciti e non dalla data della domanda giudiziale. La sentenza della Corte d'Appello è stata cassata con rinvio.
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Azione revocatoria fallimentare: la prova della scientia
La Corte di Cassazione ha confermato la revoca di una vendita immobiliare stipulata poco prima del fallimento della società costruttrice. L'ordinanza si concentra sulla prova della consapevolezza (scientia decoctionis) degli acquirenti dello stato di insolvenza del venditore. La Corte ha stabilito che tale consapevolezza può essere desunta da una serie di indizi gravi, precisi e concordanti, come il notevole ritardo nella stipula del rogito, il coinvolgimento di legali e le proteste collettive di altri promissari acquirenti. La decisione chiarisce che l'azione revocatoria fallimentare è esperibile anche in presenza di un mutuo fondiario e comporta per l'acquirente l'obbligo di restituire l'immobile e i frutti civili maturati dalla data della domanda giudiziale.
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Ricorso parte civile: inammissibile contro l’assoluzione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso della parte civile contro una sentenza di assoluzione per vizio totale di mente. La Corte chiarisce che non può riesaminare le prove nel merito, ma solo verificare vizi di legittimità come il travisamento della prova. Viene inoltre confermato che l'assoluzione in appello comporta la caducazione automatica delle statuizioni civili di primo grado.
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Truffa aggravata: no dolo, no reato per il bancario
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di alcuni risparmiatori contro l'assoluzione di funzionari di banca dall'accusa di truffa aggravata. La vicenda riguardava la vendita di azioni di un istituto di credito, il cui valore si è poi azzerato. La Corte ha confermato che, per configurare il reato, è indispensabile provare l'intenzione fraudolenta (dolo) dei funzionari. In questo caso, è stata accertata la loro inconsapevolezza e buona fede, in quanto agivano sulla base delle informazioni fornite dai vertici della banca, escludendo così la loro responsabilità penale.
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Fideiussione omnibus: eccezioni e onere della prova
La Corte di Cassazione esamina un ricorso relativo a una fideiussione omnibus. Il caso riguarda l'opposizione a un decreto ingiuntivo da parte dei fideiussori di una società. La Corte analizza i limiti delle eccezioni opponibili dal garante, in particolare riguardo alla mancata contestazione degli estratti conto da parte del debitore principale. Vengono accolti i motivi relativi all'errata applicazione della capitalizzazione annuale degli interessi e all'omessa pronuncia sulla responsabilità per illegittima segnalazione in Centrale Rischi, cassando la sentenza con rinvio.
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Ricorso inammissibile: quando si contesta il fatto
Un cliente ha presentato ricorso contro la propria banca per la gestione di titoli e garanzie. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, stabilendo che i motivi presentati non denunciavano reali violazioni di legge, ma tentavano di ottenere una nuova valutazione dei fatti già decisi nei gradi di merito. La sentenza ribadisce i limiti del giudizio di legittimità, che non può trasformarsi in un terzo grado di giudizio sui fatti della causa.
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Acquisizione officiosa della prova: la Cassazione decide
Un lavoratore fa causa a un Comune per una mancata assunzione. La Cassazione chiarisce i poteri del giudice sull'acquisizione officiosa della prova, confermando che può essere disposta anche se la parte è decaduta, a patto che esista una 'pista probatoria' negli atti di causa. Il ricorso del Comune è stato rigettato.
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Clausola sociale: obbligo di assunzione nel cambio appalto
Una società subentrante in un appalto di vigilanza privata contestava l'obbligo di assunzione di un lavoratore della precedente azienda, invocando la diversità del nuovo contratto. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che la clausola sociale prevista dal CCNL e dal bando di gara costituisce un obbligo giuridico vincolante, non una mera intenzione. Anche in caso di riduzione dei servizi, l'obbligo di assunzione permane, seppur riproporzionato, garantendo la tutela occupazionale.
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Litisconsorzio necessario: contratto annullato?
In una complessa vicenda legata alla cessione di quote sociali per la realizzazione di un impianto fotovoltaico, la Corte di Cassazione ha annullato le sentenze precedenti. La ragione risiede nella violazione del principio del litisconsorzio necessario: la causa per la risoluzione di un contratto con più parti non può procedere senza la partecipazione di tutti i firmatari. La Corte ha stabilito che l'integrità del contraddittorio è un requisito fondamentale, rinviando il caso al tribunale di primo grado per un nuovo giudizio che includa tutte le parti originarie dell'accordo.
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Responsabilità civile PA: inerzia e onere della prova
Una società del settore agroalimentare ha citato in giudizio un Ministero per ottenere il risarcimento dei danni a seguito della revoca, poi annullata, di un finanziamento pubblico. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando le decisioni dei giudici di merito. È stata esclusa la responsabilità civile PA poiché il ritardo nel ripristino del contributo è stato attribuito all'inerzia della stessa società ricorrente, che non ha agito tempestivamente per l'esecuzione della sentenza favorevole. Inoltre, la società non ha fornito prova adeguata del danno subito.
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Responsabilità amministratore srl: quando è personale?
La Corte di Cassazione conferma la condanna personale di un amministratore di s.r.l. per i gravi danni arrecati all'immobile locato dalla sua società al momento del rilascio. La Corte ha stabilito che la sua condotta, dolosa e con intento ritorsivo, ha generato una responsabilità amministratore srl di natura extracontrattuale, che si affianca a quella della società, obbligandolo al risarcimento sia del danno emergente che del lucro cessante.
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Responsabilità civile incendio: il concorso di colpa
La Corte di Cassazione analizza un caso di responsabilità civile per un incendio in un fienile, causato da una ditta edile. La Corte conferma la decisione dei giudici di merito, che avevano attribuito una parte di colpa anche al proprietario danneggiato per non aver adottato le necessarie misure di prevenzione. Viene rigettato il ricorso della ditta, ribadendo che in caso di più responsabili, il danneggiato può chiedere l'intero risarcimento a uno solo, salvo il diritto di quest'ultimo di rivalersi sugli altri corresponsabili.
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Responsabilità amministrazione finanziaria: il caso
Una recente ordinanza della Cassazione ha confermato la condanna dell'amministrazione finanziaria al risarcimento dei danni per un'esecuzione esattoriale illegittima. La vicenda, durata decenni, ha visto un contribuente subire la vendita forzata dei propri beni a causa di una pretesa tributaria poi annullata. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso dell'ente statale, sottolineando la sua colpa per aver agito senza la normale prudenza, ignorando pareri interni favorevoli al cittadino. Questo caso evidenzia la piena responsabilità dell'amministrazione finanziaria quando le sue azioni causano un danno ingiusto.
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Regolamento di competenza: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un regolamento di competenza d'ufficio sollevato da un Tribunale delle Imprese. Il caso riguardava un conflitto di competenza in un'azione di responsabilità contro l'amministratore di una società estera. La Corte ha chiarito che tale strumento è proponibile solo per risolvere conflitti su competenza per materia o territorio inderogabile, e non per correggere una presunta errata individuazione della competenza territoriale derogabile da parte del primo giudice.
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Giurisdizione internazionale: caso alle Sezioni Unite
Due risparmiatori hanno citato in giudizio diverse società finanziarie, italiane e svizzere, per operazioni non autorizzate. La Corte d'Appello aveva negato la giurisdizione del giudice italiano. La Corte di Cassazione, con ordinanza interlocutoria, ha rilevato una questione di massima importanza sul conflitto tra le norme della Convenzione di Lugano relative alla giurisdizione in caso di pluralità di convenuti e le clausole di scelta del foro. Di conseguenza, ha rimesso la decisione alle Sezioni Unite per risolvere questo complesso nodo di giurisdizione internazionale.
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Competenza cause tra soci: la Cassazione decide
Un'ordinanza della Cassazione stabilisce la competenza territoriale nelle cause tra soci. A seguito di un'operazione di acquisto coattivo (squeeze-out), un socio di minoranza ha contestato la procedura. La Corte ha affermato che tali controversie rientrano nella competenza esclusiva del foro della sede della società, individuando il tribunale specializzato in materia di impresa del distretto della società incorporante.
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Ricorso per cassazione inammissibile: guida pratica
Un debitore ha proposto opposizione a un'esecuzione immobiliare. Dopo il rigetto da parte del Tribunale, ha presentato ricorso diretto alla Corte di Cassazione. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso per cassazione inammissibile per gravi vizi formali, tra cui la mancanza di chiarezza e l'errata scelta del mezzo di impugnazione, condannando il ricorrente a severe sanzioni pecuniarie.
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