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Art. 2033 Codice Civile — Anno 2025

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430 provvedimenti

Altri anni per Art. 2033 Codice Civile

Rivalutazione redditi pensione: conta il versato
Un professionista ha ottenuto in appello il diritto a una maggiore rivalutazione del reddito pensionabile. La Cassa di previdenza ha però ricorso in Cassazione, sostenendo che, essendo stati versati contributi sulla base di una rivalutazione inferiore, la pensione doveva essere adeguata a tale importo. La Suprema Corte ha accolto questa tesi, stabilendo che nel sistema previdenziale forense la rivalutazione redditi pensione è legata all'effettivo versamento. La pensione deve essere calcolata sui redditi effettivamente coperti da contribuzione, anche se il credito per i contributi omessi è ormai prescritto.
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Polizze unit linked: si applica sempre il TUF
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha stabilito che le polizze unit linked sono soggette alla disciplina del Testo Unico della Finanza (TUF) per la loro natura di prodotto finanziario. La Corte ha rigettato la tesi del 'doppio binario', affermando che le tutele per l'investitore, in particolare gli obblighi informativi, si applicano indipendentemente dal fatto che il prodotto sia venduto direttamente da un'impresa di assicurazione o tramite un intermediario assicurativo. La decisione conferma la condanna solidale dell'emittente e dell'intermediario al risarcimento del danno subito da una risparmiatrice a causa della carente informazione sulla rischiosità del prodotto.
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Prova da giudizio penale: limiti d’uso nel civile
Una società di servizi ricorre in Cassazione dopo essere stata condannata a restituire somme relative ad assegni con firma ritenuta falsa dalla Corte d'Appello. Quest'ultima aveva basato la sua decisione su una sentenza penale, interpretandola però in modo errato. La Corte di Cassazione accoglie il ricorso, cassando la sentenza e chiarendo che il giudice civile, pur potendo utilizzare elementi di prova da un giudizio penale, deve sottoporli a un autonomo e approfondito vaglio critico, senza travisarne le conclusioni. La parola chiave è prova da giudizio penale.
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Onere della prova: chi prova l’affidamento bancario?
Un correntista ha citato in giudizio una banca per addebiti illegittimi. La banca ha eccepito la prescrizione delle somme richieste. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del cliente, stabilendo che l'onere della prova riguardo l'esistenza di un affidamento bancario, fondamentale per determinare la natura delle rimesse e quindi il decorso della prescrizione, grava sul correntista stesso e non sulla banca.
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Reconventio reconventionis: la domanda ammissibile
La Corte di Cassazione chiarisce i limiti della 'reconventio reconventionis'. In un caso di contratto preliminare di vendita immobiliare non concluso, la richiesta di restituzione della caparra da parte dell'attore, formulata dopo la domanda riconvenzionale di risoluzione del convenuto, non costituisce una domanda nuova e tardiva, ma una legittima 'reconventio reconventionis', in quanto conseguenza diretta della domanda avversaria.
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Edificabilità di fatto: no al rimborso IMU se il PGT è nullo
La Corte di Cassazione ha negato il rimborso dell'IMU a un contribuente proprietario di un terreno il cui piano urbanistico (PGT) era stato annullato. La Corte ha stabilito che, ai fini fiscali, rileva non solo l'edificabilità di diritto ma anche l'edificabilità di fatto, ovvero la potenziale vocazione edificatoria del terreno basata su elementi oggettivi. L'annullamento del piano non cancella retroattivamente questa potenzialità economica, pertanto l'imposta versata non è automaticamente rimborsabile.
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Rimborso IMU: no se il piano urbanistico è annullato
Un contribuente ha richiesto il rimborso IMU dopo che il piano urbanistico che rendeva edificabile il suo terreno è stato annullato dal giudice amministrativo. La Corte di Cassazione ha respinto la richiesta, stabilendo che per la tassazione conta l'edificabilità 'di fatto' del terreno, basata su caratteristiche concrete, e non solo la qualificazione formale nel piano. Pertanto, l'annullamento del piano non giustifica automaticamente il diritto al rimborso IMU.
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Compensazione impropria: i limiti secondo la Cassazione
Una società si oppone a un decreto ingiuntivo per canoni di locazione non pagati, sollevando un'eccezione di compensazione basata su presunte inadempienze relative a un precedente contratto di compravendita dello stesso immobile. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, specificando che il semplice collegamento economico tra contratti distinti non è sufficiente a configurare una compensazione impropria. Di conseguenza, l'eccezione, qualificata come compensazione propria, era soggetta a precisi termini di decadenza processuale, non rispettati nel caso di specie.
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Contributo di solidarietà: illegittimo se non per legge
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una Cassa di previdenza privata, confermando l'illegittimità del contributo di solidarietà prelevato sulle pensioni. Tale prelievo, non essendo un criterio di calcolo della pensione ma una prestazione patrimoniale, può essere introdotto solo da una legge dello Stato (art. 23 Cost.) e non da un atto autonomo dell'ente. La Corte ha anche ribadito che il diritto alla restituzione si prescrive in dieci anni e gli interessi decorrono da ogni singolo prelievo.
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Contributo di solidarietà: illegittimo per le Casse
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una Cassa di previdenza privata, confermando l'illegittimità del contributo di solidarietà imposto ai propri pensionati. La Corte ha ribadito che tale prelievo, qualificabile come prestazione patrimoniale, può essere introdotto solo dalla legge e non dagli organi interni della Cassa. È stato inoltre stabilito che il diritto alla restituzione delle somme si prescrive in dieci anni e che gli interessi decorrono dalla data di ogni singola trattenuta.
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Indebito pensionistico: quando si restituisce?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 14673/2025, ha stabilito che l'indebito pensionistico derivante dalla cessazione del diritto per legge (ex lege), come il superamento del limite di età per la pensione di reversibilità, deve essere integralmente restituito. In questi casi non si applicano le norme speciali sulla non ripetibilità per errore dell'ente, ma la regola generale dell'art. 2033 c.c. La Corte ha inoltre confermato la giurisdizione del giudice ordinario per le controversie relative alla sola ripetibilità delle somme.
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Ripetizione di indebito: non è una domanda nuova
Una società creditrice chiedeva la restituzione di acconti versati per un contratto preliminare, dopo la risoluzione dello stesso e il fallimento della controparte. La Corte di Cassazione ha stabilito che la richiesta di ripetizione di indebito non costituisce una domanda nuova, ma è una conseguenza diretta della risoluzione del contratto. Il tribunale di merito aveva erroneamente dichiarato inammissibile la domanda, interpretandola come una modifica dell'azione legale originaria. La Suprema Corte ha cassato la decisione, affermando che la domanda di restituzione si fonda sulla sopravvenuta assenza di causa dei pagamenti e doveva essere esaminata nel merito.
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Contributo di solidarietà illegittimo: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha stabilito che un contributo di solidarietà imposto da una Cassa di previdenza privata tramite un proprio regolamento è illegittimo. La decisione si fonda sul principio costituzionale della riserva di legge, secondo cui solo una norma primaria può introdurre prelievi patrimoniali. La Corte ha inoltre confermato che il diritto alla restituzione delle somme indebitamente trattenute si prescrive in dieci anni e non in cinque.
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Imposta di registro fissa per sentenze di nullità
Un istituto di credito ha impugnato un avviso di liquidazione che applicava l'imposta di registro proporzionale a una sentenza di condanna alla restituzione di somme, derivante dalla nullità di clausole contrattuali. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che tali sentenze, avendo una funzione ripristinatoria dello status quo ante e non traslativa di nuova ricchezza, sono soggette all'imposta di registro fissa, ai sensi dell'art. 8, lett. e) del D.P.R. 131/1986.
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Tassazione sentenza nullità: imposta fissa, non 3%
Un istituto di credito si oppone alla tassazione proporzionale di una sentenza che lo condannava a restituire somme a un cliente a seguito della dichiarazione di nullità di alcune clausole. La Cassazione accoglie il ricorso, stabilendo che la corretta tassazione della sentenza di nullità, anche parziale, con conseguente condanna restitutoria, è l'imposta di registro in misura fissa, in quanto l'atto ha natura dichiarativa e ripristina la situazione patrimoniale preesistente senza creare nuova ricchezza.
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Contributo di solidarietà: illegittimo se imposto dalle Casse
Un professionista ha contestato il contributo di solidarietà trattenuto dalla sua pensione da parte della Cassa di previdenza di categoria. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso della Cassa inammissibile, ribadendo un principio fondamentale: l'imposizione di un contributo di solidarietà, essendo una prestazione patrimoniale imposta, è una prerogativa esclusiva dello Stato, soggetta a riserva di legge secondo la Costituzione. L'ente previdenziale ha quindi agito illegittimamente e deve restituire le somme, con interessi, applicando la prescrizione decennale.
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Interpretazione testamento: prevale la volontà del de cuius
In una controversia ereditaria, la Corte di Cassazione ha confermato la decisione di merito che, nell'interpretazione del testamento, ha dato prevalenza all'intenzione concreta del testatore rispetto a una rigida ripartizione matematica dei beni. L'ordinanza stabilisce che l'interpretazione del giudice di merito è insindacabile se logicamente motivata. Viene inoltre chiarito che, in caso di nullità di una compravendita, l'obbligo di restituire i frutti del bene è indipendente e non subordinato alla restituzione del prezzo pagato, che deve essere oggetto di una specifica domanda giudiziale.
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Estinzione per rinuncia: il caso si chiude in Cassazione
Una società di servizi ambientali aveva presentato ricorso in Cassazione contro una sentenza che la condannava a restituire l'IVA indebitamente applicata sulla tariffa di igiene ambientale a un utente. Il motivo del ricorso si basava sull'ipotesi di indebito arricchimento del cittadino, che avrebbe già detratto l'IVA. Tuttavia, prima della decisione, la società ha ritirato il proprio ricorso. Di conseguenza, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione per rinuncia del giudizio, chiudendo definitivamente la questione senza entrare nel merito della controversia.
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Polizze Linked: Inammissibile il ricorso dell’impresa
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una compagnia assicurativa relativo a polizze linked. La decisione si fonda su un vizio di procedura (mancato deposito della procura speciale) e sulla manifesta infondatezza dei motivi di ricorso, i quali non hanno adeguatamente contestato le ragioni giuridiche delle sentenze di merito che avevano sancito la risoluzione del contratto per inadempimento degli obblighi informativi dell'intermediario.
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Accordo conciliativo: no all’ultra-attività
Una lavoratrice universitaria ha perso il ricorso con cui chiedeva differenze retributive basate su un vecchio contratto collettivo, richiamato in un accordo conciliativo. La Corte di Cassazione ha stabilito che l'accordo non poteva garantire l'applicazione perpetua del vecchio contratto, poiché superato da una nuova contrattazione collettiva. È stato inoltre confermato il termine di prescrizione di cinque anni, e non dieci, per la restituzione dei contributi trattenuti.
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