Un imprenditore, condannato per indebita compensazione di crediti fiscali per oltre un milione di euro, ha presentato ricorso in Cassazione. La Corte Suprema ha confermato la condanna principale, respingendo le eccezioni su competenza territoriale e attenuanti. Tuttavia, ha accolto il motivo relativo alla pena accessoria, annullando l'interdizione dai pubblici uffici perché non prevista dalla legge per il reato di indebita compensazione (art. 10-quater, D.Lgs. 74/2000).
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