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Art. 2 Costituzione — Sezione Quinta Civile

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95 provvedimenti

Altri anni per Art. 2 Costituzione

Esenzione IMU immobili merce: il caso in Cassazione
Una società immobiliare ha impugnato un avviso di accertamento IMU per immobili invenduti. La Corte di Cassazione, con ordinanza interlocutoria, ha sospeso il giudizio. La decisione finale è rinviata in attesa della pronuncia della Corte Costituzionale sulla legittimità della norma che negava l'esenzione IMU immobili merce per gli anni 2012-2013. La Corte ha inoltre confermato la validità della procura speciale allegata telematicamente al ricorso.
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Raddoppio termini: Cassazione su accertamento fiscale
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di un contribuente contro avvisi di accertamento per redditi non dichiarati su un conto estero. La sentenza conferma la legittimità del raddoppio dei termini per l'accertamento fiscale in presenza di un'ipotesi di reato tributario, anche se il reato stesso è già prescritto. La Corte ha stabilito che la sussistenza dell'obbligo di denuncia penale è sufficiente a innescare il termine più lungo, indipendentemente dall'esito del procedimento penale, e ha ritenuto sufficienti gli elementi indiziari per ricondurre il conto al contribuente.
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Rimborso IRBA: a chi chiederlo? La Cassazione chiarisce
Una società di distribuzione carburanti ha richiesto il rimborso dell'imposta regionale sulla benzina (IRBA), sostenendone l'incompatibilità con il diritto UE. Dopo decisioni contrastanti nei primi due gradi di giudizio, la Corte di Cassazione ha risolto la questione in via preliminare, senza entrare nel merito del diritto al rimborso. La Suprema Corte ha stabilito che, data la natura di tributo statale gestito a livello centrale, la richiesta di rimborso IRBA deve essere indirizzata esclusivamente all'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, e non alla Regione beneficiaria del gettito. Di conseguenza, il ricorso originario presentato contro la Regione è stato dichiarato inammissibile.
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Plusvalenza terreno edificabile: acquisto pre-1992
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha stabilito che la plusvalenza derivante dalla vendita di un terreno edificabile è interamente tassabile, anche se il bene è stato acquistato prima del 1° gennaio 1992, data di entrata in vigore della normativa specifica. Il calcolo della plusvalenza terreno edificabile deve considerare come costo iniziale il prezzo di acquisto originario, senza escludere l'incremento di valore maturato prima del 1992. La tassazione si applica al momento della cessione, non essendo considerata retroattiva.
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Abuso del Diritto: Cassazione su dividendi mascherati
La Corte di Cassazione ha confermato un accertamento per abuso del diritto nei confronti di alcuni soci che avevano ceduto le quote della loro società operativa a una holding, da loro stessi interamente posseduta. L'operazione mirava a trasformare i dividendi, tassati al 40%, in rate di prezzo per la cessione, tassate in modo più favorevole. La Corte ha ritenuto l'operazione priva di valide ragioni economiche e finalizzata unicamente a un indebito risparmio fiscale, configurando un chiaro caso di abuso del diritto.
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Giudizio di ottemperanza: l’impatto del diritto UE
Una contribuente ottiene una sentenza definitiva per un rimborso fiscale legato a un'agevolazione per calamità naturale. Tuttavia, l'Agenzia delle Entrate non paga. Nel successivo giudizio di ottemperanza, la Corte di Cassazione stabilisce che il giudice dell'esecuzione, pur di fronte a un giudicato, deve verificare la compatibilità del rimborso con le norme dell'Unione Europea sugli aiuti di Stato, in particolare con il regolamento 'de minimis'. La Corte ha quindi annullato la decisione precedente, che negava tale verifica, e ha rinviato il caso per un nuovo esame.
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Rimborso fiscale calamità: la Cassazione chiarisce
Un contribuente, vittima di un sisma, ha ottenuto una sentenza definitiva per un rimborso fiscale. L'amministrazione finanziaria ha pagato solo in parte, invocando una legge successiva che istituiva un fondo specifico. La Corte di Cassazione ha stabilito che la nuova legge regola solo le modalità di pagamento ma non può ridurre il diritto al rimborso fiscale per calamità naturali già accertato in via giudiziale, garantendo la piena tutela del cittadino.
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Tosap agevolata: sì alla società energetica
Una società di produzione energetica ha contestato un avviso di accertamento per la tassa sull'occupazione di suolo pubblico (Tosap). La Corte di Cassazione ha stabilito che alla società spetta la Tosap agevolata, in quanto l'attività di produzione è parte integrante e strumentale del servizio pubblico di erogazione dell'energia elettrica. La Corte ha chiarito che tale regime si applica all'intera filiera energetica e non richiede una domanda esplicita da parte del contribuente.
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Abuso personalità giuridica: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 2284/2025, ha cassato la decisione di merito che escludeva l'abuso della personalità giuridica solo perché la società era effettivamente operativa. Secondo la Corte, l'abuso può configurarsi anche in un momento successivo alla costituzione, qualora un'operazione specifica sia posta in essere con il solo scopo di conseguire un indebito vantaggio fiscale, senza valide ragioni economiche. Il caso riguardava la vendita di un immobile seguita dalla cessione delle quote societarie, un meccanismo che secondo l'Amministrazione Finanziaria mirava a eludere la tassazione sulla plusvalenza immobiliare.
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Rimborso IRPEF per calamità: lo Stato non può negarlo
Un contribuente, avente diritto a un rimborso IRPEF per calamità naturale confermato da sentenza, ne riceve solo il 50%. La Cassazione accoglie il suo ricorso, stabilendo che la carenza di fondi non giustifica un adempimento parziale. Il giudice dell'ottemperanza deve assicurare il pagamento integrale, anche nominando un commissario ad acta, poiché i diritti patrimoniali accertati non possono essere ridotti.
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Esenzione IRPEF vittime del dovere: la decorrenza
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 5038/2025, ha stabilito che l'esenzione IRPEF per le vittime del dovere decorre dal momento in cui maturano i presupposti di legge, non dalla data del decreto amministrativo di riconoscimento. La Corte ha chiarito che tale provvedimento ha natura meramente dichiarativa (ricognitiva) e non costitutiva, confermando un diritto preesistente. Pertanto, il contribuente ha diritto al rimborso delle imposte versate anche per il periodo antecedente al riconoscimento formale, poiché i ritardi della Pubblica Amministrazione non possono pregiudicare i suoi diritti.
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Contributo unificato ONLUS: l’esenzione non è dovuta
Un'organizzazione non lucrativa di utilità sociale (ONLUS) del settore ambientale ha contestato l'obbligo di versare il contributo unificato per una causa amministrativa. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che l'esenzione dal contributo unificato ONLUS non dipende dalla natura del soggetto che agisce in giudizio, ma dalla specifica materia del contendere, secondo un'interpretazione restrittiva delle norme fiscali. La Corte ha inoltre escluso qualsiasi contrasto con il diritto europeo sull'accesso alla giustizia.
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Rimborso IVA e interessi: la decisione della Cassazione
Una società ha richiesto un rimborso IVA con relativi interessi. L'Agenzia delle Entrate ha negato una parte degli interessi, adducendo ritardi del contribuente e la presentazione di una dichiarazione integrativa. La Corte di Cassazione ha stabilito che una dichiarazione integrativa, se non modifica la richiesta di rimborso, non posticipa la decorrenza degli interessi. Tuttavia, ha confermato che il ritardo del contribuente nel fornire i documenti richiesti giustifica la sospensione del calcolo degli interessi, delineando chiaramente i doveri di collaborazione nel procedimento di rimborso IVA.
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Sospensione processo tributario: la guida completa
Un socio di una società a ristretta base ha impugnato un avviso di accertamento per maggiori redditi da capitale, derivanti da utili extra-contabili contestati alla società. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 19715/2025, ha chiarito i principi sulla sospensione del processo tributario. Sebbene il ricorso sia stato dichiarato inammissibile per cessata materia del contendere, la Corte ha esaminato la questione ai fini della soccombenza virtuale. È stato confermato che il giudizio sull'accertamento societario costituisce un presupposto logico-giuridico indispensabile per quello a carico del socio. Pertanto, la sospensione del processo tributario del socio in attesa della definizione del giudizio della società è corretta e necessaria, per evitare un conflitto tra giudicati.
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Impugnazione atto in autotutela: quando è possibile?
Un'azienda ha tentato l'impugnazione di un atto in autotutela che riduceva un precedente accertamento TARSU. La Cassazione ha stabilito che un atto di rettifica meramente riduttivo non è autonomamente impugnabile, poiché non introduce una nuova pretesa lesiva. Il contribuente avrebbe dovuto impugnare l'atto originario.
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