Un gruppo di infermieri professionali ha citato in giudizio l'Azienda Sanitaria per averli costretti a svolgere per anni mansioni inferiori (igiene dei pazienti, pulizie, trasporto). La Corte di Cassazione ha stabilito che l'assegnazione sistematica e non marginale di compiti dequalificanti costituisce demansionamento illecito, anche se le mansioni proprie della qualifica restano prevalenti. Questo comportamento, infatti, viola il diritto del lavoratore alla professionalità. La Corte ha quindi accolto la richiesta di risarcimento del danno, annullando la precedente sentenza e rinviando il caso per una nuova valutazione. Ha invece respinto la richiesta di differenze retributive.
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