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Art. 2 Costituzione — Anno 2026

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69 provvedimenti

Altri anni per Art. 2 Costituzione

Incompatibilità carceraria: diritto alla salute
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza del Tribunale di Napoli che negava la sostituzione della custodia in carcere con gli arresti domiciliari a un detenuto malato. La Corte ha stabilito che, in caso di contrasto tra il perito d'ufficio e il consulente di parte sull'incompatibilità carceraria, il giudice deve motivare analiticamente il rigetto delle tesi difensive, specialmente se riguardano l'inadeguatezza delle cure interne.
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Sospensione potestà genitoriale: no all’automatismo
Un padre, condannato per maltrattamenti in presenza del figlio, ha impugnato la sanzione accessoria della sospensione della potestà genitoriale. In virtù di una sentenza della Corte Costituzionale che ha eliminato l'automatismo di tale misura, la Corte di Cassazione ha stabilito che il giudice dell'esecuzione deve sempre effettuare una valutazione approfondita dell'interesse del minore, garantendo un'udienza in contraddittorio. La decisione della corte d'appello è stata annullata per vizi procedurali e di merito.
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Pericolo di fuga estradizione: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha confermato la detenzione in carcere per un cittadino straniero in attesa di estradizione verso gli Stati Uniti per riciclaggio. La sentenza sottolinea che un elevato pericolo di fuga, basato su ingenti risorse economiche, mancanza di legami con l'Italia e supporti logistici all'estero, rende inadeguata la misura degli arresti domiciliari. La Corte ha inoltre chiarito che i documenti forniti dallo Stato richiedente sono parte integrante della procedura e non un'ingerenza illegittima, confermando la legittimità del loro utilizzo per valutare il pericolo di fuga nell'estradizione.
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Remunerazione medici specializzandi: ricorso fallito
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una dottoressa per la remunerazione medici specializzandi. Sebbene le recenti sentenze europee le dessero ragione nel merito, l'appello è stato respinto a causa di carenze procedurali, come la mancata e specifica allegazione documentale nei gradi di giudizio precedenti. La Corte ha sottolineato che avere un diritto sostanziale non è sufficiente se non vengono rispettate le regole processuali.
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Responsabilità del custode: caduta su pavimento bagnato
Una cliente cadeva sul pavimento bagnato all'esterno di un panificio. La Cassazione ha escluso la responsabilità del custode, attribuendo la colpa esclusiva alla condotta imprudente della danneggiata. La Corte ha stabilito che un pericolo palese e prevedibile, come un pavimento bagnato dalla pioggia, impone alla vittima un dovere di maggiore attenzione, la cui omissione interrompe il nesso causale con la cosa in custodia.
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Conversione del pignoramento: il termine è perentorio
Una debitrice presentava istanza di conversione del pignoramento sulla sua abitazione principale dopo l'emissione dell'ordinanza di vendita. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che il termine previsto dalla legge per la richiesta di conversione del pignoramento è perentorio e non viola i principi costituzionali. La decisione bilancia il diritto del creditore a ottenere soddisfazione e la necessità di garantire la stabilità e la credibilità delle procedure esecutive, anche a fronte del diritto all'abitazione.
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Autotutela fiscale: sì all’atto peggiorativo
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 1284/2026, ha stabilito un importante principio in materia di autotutela fiscale. L'Amministrazione finanziaria può legittimamente annullare un avviso di accertamento errato e sostituirlo con uno nuovo, anche se peggiorativo per il contribuente (in malam partem), senza la necessità di addurre 'fatti nuovi'. Questa facoltà, esercitabile entro i termini di decadenza, si fonda su principi costituzionali che garantiscono la corretta esazione dei tributi. Il caso riguardava un contribuente, socio accomandante di una società, al quale era stata contestata l'indeducibilità di perdite e l'errato calcolo delle sanzioni. La Corte ha rigettato il suo ricorso, confermando la piena validità dell'operato dell'Agenzia delle Entrate.
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Querela di falso: firma falsa e rinvio del processo
Un'avvocatessa presenta ricorso in Cassazione in una causa di risarcimento danni. Solleva una querela di falso, contestando l'autenticità della firma di una controparte sul controricorso. La Corte di Cassazione, rilevata l'ammissibilità della querela, sospende la decisione sul merito e rinvia la causa a pubblica udienza per gli accertamenti necessari.
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Indagini bancarie: la Cassazione e la CEDU
Un contribuente contesta un accertamento fiscale basato su indagini bancarie, sollevando questioni di privacy e violazione dei diritti fondamentali. A seguito di una sopravvenuta sentenza della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo (CEDU), che ha condannato l'Italia per la sua normativa in materia, la Corte di Cassazione ha emesso un'ordinanza interlocutoria. La Corte ha rinviato il caso a una nuova udienza per permettere alle parti di discutere le implicazioni della pronuncia europea, sospendendo di fatto la decisione finale.
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Clausola decadenza assicurazione: nullità e buona fede
Un professionista, citato in giudizio per un errore di progettazione, si vede negare la copertura dalla propria assicurazione a causa di una clausola decadenza assicurazione, attivata da una sua ammissione di responsabilità. La Corte di Cassazione, con un'ordinanza interlocutoria, non decide il caso ma solleva d'ufficio dubbi sulla validità di tale clausola, ipotizzandone la nullità per contrasto con i principi di buona fede e per la sua dubbia utilità a tutela dell'assicuratore. La causa è stata rinviata per permettere alle parti di discutere queste nuove questioni di diritto.
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Diritto di riscatto locazione: quando è valido?
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso complesso relativo al diritto di riscatto locazione di un immobile a uso abitativo. La Corte ha confermato la validità dell'esercizio del diritto da parte del conduttore, anche se manifestato tramite l'atto di citazione iniziale e senza una dettagliata offerta di pagamento. È stato stabilito che la volontà di riscattare, comunicata entro sei mesi, è sufficiente, e che eventuali contestazioni sulla genericità della dichiarazione devono essere sollevate tempestivamente. La sentenza ha respinto tutti i motivi di ricorso della nuova acquirente, consolidando il diritto del conduttore a subentrare nell'acquisto dell'immobile.
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Tassazione vincite estero: no a redditi diversi
Un contribuente ha ottenuto la cassazione di un avviso di accertamento relativo a vincite da gioco non dichiarate, conseguite in Polonia e USA. La Corte di Cassazione ha stabilito che la tassazione vincite estero non può avvenire applicando la categoria dei 'redditi diversi' se le vincite provengono da Paesi UE o da Paesi extra-UE con cui l'Italia ha siglato convenzioni contro le doppie imposizioni. Tale pratica viola il principio di non discriminazione rispetto alle vincite nazionali.
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Tassazione vincite estero: la Cassazione decide
Un contribuente ha impugnato un avviso di accertamento relativo a una vincita a poker ottenuta in un altro Stato UE. La Corte di Cassazione ha stabilito che la tassazione delle vincite estero, se le vincite nazionali sono esenti da imposta sul reddito, viola il principio di non discriminazione e la libera prestazione di servizi sanciti dal diritto dell'Unione Europea. Di conseguenza, la Corte ha cassato la sentenza impugnata, confermando l'illegittimità della pretesa fiscale.
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Contributo di solidarietà: Cassazione lo boccia
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di una cassa previdenziale, confermando l'illegittimità del contributo di solidarietà imposto ai pensionati. La Corte ribadisce che solo la legge statale può introdurre prelievi forzosi, e non un regolamento interno dell'ente, confermando il diritto degli eredi di un pensionato alla restituzione delle somme trattenute con prescrizione decennale.
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Calcolo pensione: no a riforme in peius retroattive
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un ente pensionistico professionale che aveva applicato un nuovo e meno favorevole metodo di calcolo pensione a un trattamento già liquidato. La Corte ha ribadito che le casse non possono modificare retroattivamente in senso peggiorativo i criteri di calcolo, poiché ciò equivarrebbe a un'imposizione patrimoniale riservata alla legge. Ha inoltre confermato che l'azione per recuperare le somme indebitamente trattenute si prescrive in dieci anni e non in cinque.
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IVA di gruppo: no compensazione con debiti terzi
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 167/2026, ha stabilito un importante principio in materia di IVA di gruppo. Un rimborso IVA spettante alla società controllante non può essere sospeso per compensarlo con debiti fiscali (nella specie, IRES e IRAP) di altre società del gruppo, soprattutto se tali debiti si riferiscono a periodi d'imposta in cui la struttura del gruppo era diversa. La Corte ha chiarito che il regime dell'IVA di gruppo è una procedura meramente liquidatoria per l'IVA e non estende la responsabilità solidale della capogruppo ai debiti di altra natura delle controllate, mancando il presupposto della reciprocità per la compensazione.
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Onere della prova mobilità: la Cassazione decide
Una docente si vede negato il trasferimento richiesto, superata da colleghi con punteggio inferiore. La Corte di Cassazione, ribaltando le decisioni dei giudici di merito, stabilisce un principio fondamentale sull'onere della prova mobilità: non spetta al docente dimostrare l'errore in una procedura complessa e poco trasparente, ma è il Ministero dell'Istruzione a dover provare la correttezza del proprio operato. La Corte ha chiarito che il lavoratore deve solo allegare l'inadempimento, invertendo l'onere probatorio in base al principio di vicinanza della prova.
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Demansionamento infermieri: quando è illecito?
Un gruppo di infermieri ha citato in giudizio un'azienda sanitaria per demansionamento, lamentando di essere stati costretti a svolgere per anni mansioni di livello inferiore. La Corte d'Appello aveva respinto la loro richiesta, ritenendo che le mansioni infermieristiche rimanessero prevalenti. La Corte di Cassazione ha ribaltato questa decisione, stabilendo che il demansionamento infermieri è illegittimo quando l'assegnazione a compiti inferiori è sistematica e non marginale, a prescindere dalla prevalenza delle mansioni proprie. La Corte ha cassato la sentenza e rinviato il caso per un nuovo esame sul demansionamento, rigettando però la domanda di differenze retributive.
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Agevolazioni fiscali ASD: quando si perdono i benefici
Un'ordinanza della Corte di Cassazione analizza il caso di un'associazione sportiva dilettantistica a cui sono state negate le agevolazioni fiscali ASD. La Corte ha stabilito che l'onere di provare la natura non commerciale dell'attività ricade sull'associazione stessa e che la mera conformità formale dello statuto o l'iscrizione al CONI non sono sufficienti. La gestione di fatto come un'impresa commerciale ha portato alla revoca dei benefici e alla responsabilità solidale degli amministratori di fatto per i debiti tributari.
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Contumacia e Onere della Prova: la Cassazione chiarisce
Una società fa causa a una banca per usura, vincendo in primo grado sulla base di prove poi rivelatesi errate. La Corte d'Appello ribalta la decisione e la Cassazione conferma, dichiarando inammissibile il ricorso della società. La sentenza chiarisce principi fondamentali sulla contumacia, sull'onere della prova e sull'inammissibilità di nuove prove in appello.
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