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Art. 2 Costituzione — Anno 2025

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384 provvedimenti

Altri anni per Art. 2 Costituzione

Contributo di solidarietà: illegittimo per le Casse
La Corte di Cassazione ha confermato l'illegittimità del contributo di solidarietà imposto da una cassa di previdenza privata sulla pensione di un suo iscritto. Secondo la Corte, tale prelievo costituisce una prestazione patrimoniale che solo la legge statale può introdurre, in virtù della riserva di legge prevista dall'art. 23 della Costituzione. L'autonomia delle casse non si estende fino a poter imporre trattenute su trattamenti pensionistici già determinati. Il ricorso della cassa è stato quindi respinto.
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Contributo solidarietà pensioni: illegittimo per le Casse
Un professionista in pensione ha contestato il contributo di solidarietà applicato dalla sua Cassa di previdenza. La Corte di Cassazione, confermando le decisioni dei gradi precedenti, ha dichiarato illegittima la trattenuta. Secondo la Corte, un tale prelievo, qualificabile come prestazione patrimoniale, può essere introdotto solo da una legge dello Stato e non da un regolamento interno della Cassa. Di conseguenza, l'appello della Cassa è stato dichiarato inammissibile, consolidando un orientamento giurisprudenziale a favore dei pensionati.
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Responsabilità avvocato: quando il danno non è ingiusto
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di una cliente contro il proprio legale. La richiesta di risarcimento per la responsabilità avvocato è stata respinta poiché la restituzione di una provvisionale, rivelatasi poi eccessiva, non costituisce un danno "ingiusto", ma il ripristino di una situazione lecita. Il cliente non è mai stato titolare del diritto a trattenere quelle somme.
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Prelazione societaria: no al riscatto nelle S.r.l.
Un socio di una S.r.l. ha agito in giudizio dopo che un altro socio ha ceduto le proprie quote a un terzo, violando la clausola di prelazione statutaria. Il socio pretermesso chiedeva di poter riscattare le quote dall'acquirente. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo un principio consolidato: la prelazione societaria prevista dallo statuto di una S.r.l. ha natura meramente obbligatoria e non reale. Di conseguenza, la sua violazione non conferisce al socio il diritto di riscatto, ma solo la possibilità di chiedere il risarcimento del danno e di considerare la cessione inefficace nei confronti della società.
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Responsabilità stazione appaltante: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha stabilito che la responsabilità della stazione appaltante sussiste per i danni a terzi causati da lavori pubblici, anche se progettazione ed esecuzione sono affidate ad altri. L'ente pubblico ha un dovere inderogabile di controllo e vigilanza, specialmente in aree a rischio. La vicenda nasce dalla richiesta di risarcimento di una proprietaria per i danni al suo immobile, causati da una frana durante la costruzione di una strada. La Corte ha cassato la sentenza d'appello che escludeva la responsabilità dell'ente, rinviando il caso per un nuovo esame che tenga conto di tale principio.
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Contributo di solidarietà: quando è illegittimo?
Un professionista in pensione ha contestato la legittimità del contributo di solidarietà trattenuto dalla sua cassa di previdenza. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione dei giudici di merito, dichiarando illegittimo il prelievo. Secondo la Corte, le casse di previdenza privatizzate non hanno l'autonomia di imporre prestazioni patrimoniali, una prerogativa riservata esclusivamente alla legge. Di conseguenza, la cassa è stata condannata a restituire le somme trattenute, con interessi, e la Corte ha ribadito che il termine di prescrizione per tale azione è di dieci anni.
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Leasing e usura: quando il tasso è legittimo?
Una società contesta l'usurarietà degli interessi in un contratto di leasing immobiliare. La Cassazione, con l'ordinanza n. 17173/2025, rigetta il ricorso, stabilendo che per la fase di preammortamento (costruzione dell'immobile) il tasso soglia corretto non è quello del leasing immobiliare, ma quello della categoria 'altri finanziamenti'. La Corte dichiara inammissibili anche le censure relative alla clausola penale e all'anatocismo, confermando le decisioni dei giudici di merito in materia di leasing e usura.
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Uso parti comuni condominio: limiti e decoro
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 17038/2025, ha rigettato il ricorso di un esercente che aveva installato strutture fisse su un marciapiede condominiale. La Corte ha confermato che l'uso delle parti comuni del condominio non può limitare il godimento degli altri condòmini né alterare il decoro architettonico dell'edificio. È stata inoltre ribadita la presunzione di proprietà comune del marciapiede, non superata da prove contrarie.
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Calcolo pensione commercialisti: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione interviene sul calcolo pensione commercialisti, rigettando il ricorso di una Cassa previdenziale. L'ordinanza stabilisce l'illegittimità dell'applicazione retroattiva di regolamenti peggiorativi e del contributo di solidarietà imposto senza base legale. Accolto invece il ricorso del professionista sulla corretta inclusione degli anni di reddito per la determinazione della media pensionabile, riaffermando il principio del pro rata.
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Blocco stipendi PA: no a risarcimenti per il 2010-2015
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di alcuni dipendenti pubblici che chiedevano un risarcimento per il blocco degli stipendi imposto tra il 2010 e il 2015. La Corte ha stabilito che la sentenza della Corte Costituzionale (n. 178/2015), pur dichiarando illegittimo il protrarsi del blocco, ha avuto l'effetto di ripristinare la procedura di contrattazione collettiva, ma non ha creato un diritto automatico a recuperare le mancate progressioni economiche o a ottenere specifici aumenti. Il blocco stipendi PA è stato considerato una misura temporanea e proporzionata, giustificata dalla grave crisi finanziaria e dalla necessità di contenere la spesa pubblica, senza violare il principio di una retribuzione equa e sufficiente.
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Rimborso IVA e interessi: la decisione della Cassazione
Una società ha richiesto un rimborso IVA con relativi interessi. L'Agenzia delle Entrate ha negato una parte degli interessi, adducendo ritardi del contribuente e la presentazione di una dichiarazione integrativa. La Corte di Cassazione ha stabilito che una dichiarazione integrativa, se non modifica la richiesta di rimborso, non posticipa la decorrenza degli interessi. Tuttavia, ha confermato che il ritardo del contribuente nel fornire i documenti richiesti giustifica la sospensione del calcolo degli interessi, delineando chiaramente i doveri di collaborazione nel procedimento di rimborso IVA.
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Irretroattività legge: no a benefici retroattivi
La Corte di Cassazione ha negato l'applicazione retroattiva di una legge regionale più favorevole a un orfano di vittima di mafia. Il caso riguardava la richiesta di un contributo economico per studi universitari completati molti anni prima dell'entrata in vigore della nuova normativa. La decisione si fonda sul principio di irretroattività della legge, secondo cui una norma non può disciplinare fatti avvenuti prima della sua approvazione, salvo espressa previsione contraria. La Corte ha chiarito che lo scopo del beneficio è sostenere gli studi in corso, non fornire una compensazione ex post per percorsi già conclusi.
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Ufficio secondario notaio: le regole della Cassazione
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di una professionista sanzionata dal Consiglio Notarile per aver aperto un secondo ufficio secondario in un comune aggregato. La Corte ha stabilito che, in assenza di una nomina specifica da parte del Presidente della Corte d'Appello per garantire il servizio pubblico, l'ufficio aperto volontariamente in un comune aggregato conta come l'unico ufficio secondario consentito dalla legge. Di conseguenza, averne già un altro costituisce un illecito disciplinare. La sentenza della Corte d'Appello, che aveva annullato la sanzione, è stata cassata con rinvio.
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Contributo di solidarietà: la Cassazione lo boccia
Una Cassa Previdenziale ha imposto un contributo di solidarietà sulla pensione di un suo iscritto. La Corte di Cassazione ha confermato l'illegittimità del prelievo, stabilendo che tali misure possono essere introdotte solo dal legislatore e non dagli enti previdenziali autonomi. L'ente è stato condannato per aver ignorato la giurisprudenza consolidata.
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Contributo solidarietà pensioni: Cassa illegittima
Un ente previdenziale di categoria ha impugnato in Cassazione la sentenza che lo condannava a restituire a un pensionato il contributo di solidarietà prelevato sulla sua pensione. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo un principio consolidato: le Casse professionali privatizzate non hanno il potere autonomo di imporre prelievi forzosi sulle pensioni già maturate. Tale potere, che incide sul patrimonio dei cittadini, è riservato esclusivamente alla legge dello Stato, come previsto dalla Costituzione. La Corte ha inoltre confermato che il diritto alla restituzione si prescrive in dieci anni e che gli interessi sono dovuti dalla data di ogni singolo prelievo illegittimo.
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Abbonamento stadio: risparmio non garantito
Un tifoso ha citato in giudizio una società sportiva perché, dopo aver acquistato un abbonamento stadio, il club ha ridotto il prezzo dei biglietti per le singole partite, annullando il risparmio previsto. La Corte di Cassazione ha stabilito che l'abbonamento stadio non implica una garanzia contrattuale di convenienza economica. Il suo valore risiede in altri benefici, come la certezza del posto e la protezione da eventuali aumenti di prezzo. Di conseguenza, il ricorso del tifoso è stato dichiarato inammissibile.
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Retribuzione dirigente medico per sostituzione: la guida
Un dirigente medico ha richiesto differenze retributive per aver svolto per anni le funzioni di un superiore. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che la normativa speciale per la dirigenza sanitaria prevale su quella generale. Al dirigente spetta unicamente l'indennità sostitutiva prevista dal contratto collettivo, e non la piena retribuzione superiore, a causa del principio del 'ruolo unico' e dell'omnicomprensività dello stipendio. La decisione chiarisce definitivamente la corretta retribuzione del dirigente medico in caso di sostituzione.
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Divieto di espulsione padre convivente: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 16079/2025, ha stabilito un principio fondamentale a tutela del nucleo familiare. La Corte ha chiarito che il divieto temporaneo di espulsione, previsto per la madre nei sei mesi successivi al parto, si estende anche al padre convivente, pur se non sposato. Il caso riguardava un cittadino straniero, padre di un neonato, il cui ricorso era stato inizialmente respinto a causa di un errore sulla data di nascita del figlio. La Cassazione ha cassato la decisione, affermando che il giudice deve valutare l'effettività e la stabilità del legame familiare, superando il formalismo del vincolo matrimoniale per proteggere l'interesse superiore del minore. La sentenza ribadisce l'importanza del divieto di espulsione del padre convivente per garantire l'unità familiare nella sua fase formativa.
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Contributo di solidarietà: illegittimo per le Casse
Un professionista pensionato ha contestato la trattenuta di un contributo di solidarietà dalla sua pensione, imposto dalla Cassa di previdenza di categoria. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso della Cassa inammissibile, confermando le decisioni dei gradi precedenti. È stato stabilito che le Casse privatizzate non possono imporre autonomamente tali contributi, poiché questa prerogativa spetta esclusivamente al legislatore statale. Inoltre, è stata confermata la prescrizione decennale per le richieste di rimborso.
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Remunerazione medici specializzandi: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha negato la remunerazione a un medico specializzando il cui corso non era esplicitamente previsto dalle direttive europee vigenti all'epoca. La Corte ha stabilito che l'inclusione del corso nelle liste UE è un fatto costitutivo del diritto, che il giudice deve sempre verificare. Un successivo riconoscimento nazionale di conformità del corso non è sufficiente a fondare la richiesta di risarcimento del danno per la mancata attuazione delle direttive.
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