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Art. 2 Codice Penale — Sezione Seconda Civile

14 provvedimenti

Altri anni per Art. 2 Codice Penale

Multe in ZTL: no alla retroattività delle sanzioni amministrative
Un conducente di auto pubblica impugna oltre quaranta verbali per transito non autorizzato in ZTL e corsie preferenziali, infrazioni commesse mentre il suo titolo autorizzativo risultava scaduto. Il ricorrente fonda la propria difesa su un regolamento comunale approvato anni dopo, sostenendo che tale norma avrebbe sanato la sua posizione. La Corte di Cassazione rigetta il ricorso, chiarendo i limiti della retroattività delle sanzioni amministrative. I giudici ribadiscono che, in ambito amministrativo, vige il principio del tempo in cui è stato commesso l'illecito. A differenza del diritto penale, le multe stradali non beneficiano dell'applicazione automatica di una legge successiva più favorevole. Le violazioni restano pertanto pienamente valide e sanzionabili.
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Abuso di informazioni privilegiate: sanzioni Consob
La Corte di Cassazione affronta il tema dell'abuso di informazioni privilegiate, confermando che l'illecito può essere accertato tramite presunzioni semplici. Tuttavia, accoglie il ricorso limitatamente alla rideterminazione della sanzione pecuniaria. In virtù del principio del favor rei, le sanzioni amministrative della Consob, avendo natura punitiva, beneficiano dell'applicazione della legge più favorevole sopravvenuta.
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Responsabilità amministratore non esecutivo: la sentenza
Un amministratore non esecutivo di un istituto di credito è stato sanzionato dall'autorità di vigilanza per diverse violazioni normative relative a un aumento di capitale. L'amministratore ha impugnato le sanzioni, sostenendo l'applicabilità di una legge successiva più favorevole (lex mitior) e l'assenza di un danno effettivo. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando che la responsabilità amministratore non esecutivo impone un dovere attivo di informazione e controllo. La Corte ha inoltre stabilito che le sanzioni in questione non hanno natura "sostanzialmente penale" e quindi non beneficiano della retroattività della legge più favorevole. Infine, è stato chiarito che le violazioni contestate sono "illeciti di mera condotta", per i quali non è richiesta la prova di un danno concreto.
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Sanzioni CONSOB: no alla legge più favorevole
Un membro del collegio sindacale di un istituto bancario, colpito da sanzioni CONSOB per omessa vigilanza, ha presentato ricorso in Cassazione invocando l'applicazione di una legge successiva più favorevole (lex mitior). La Corte ha respinto il ricorso, chiarendo che tali sanzioni amministrative non hanno natura penale e, pertanto, si applica la legge in vigore al momento della violazione (principio del tempus regit actum). È stata inoltre confermata la piena responsabilità personale del sindaco per le carenze organizzative della banca.
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Responsabilità amministratore non esecutivo: il dovere
La Corte di Cassazione ha confermato una sanzione CONSOB a carico di un consigliere di amministrazione di una banca, chiarendo la responsabilità dell'amministratore non esecutivo. L'ordinanza stabilisce che anche i consiglieri senza deleghe operative hanno un preciso dovere di informarsi e agire per prevenire illeciti, come l'omissione del prospetto informativo in un'offerta al pubblico. La Corte ha rigettato tutti i motivi di ricorso, inclusi quelli sulla tardività della contestazione e sulla mancata applicazione del 'favor rei', ribadendo la piena responsabilità del consigliere.
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Sanzioni amministrative retroattività: la Cassazione
Una società è stata sanzionata per violazione delle norme antiriciclaggio. La Cassazione ha annullato la decisione di appello, stabilendo che in tema di sanzioni amministrative retroattività vige il principio della legge più favorevole (favor rei). Il giudice del rinvio dovrà ricalcolare la sanzione applicando la normativa sopravvenuta, se più vantaggiosa per il trasgressore.
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Amministratori non esecutivi: la responsabilità
La Corte di Cassazione chiarisce la responsabilità degli amministratori non esecutivi per carenze nel governo societario di un istituto di credito. La sentenza conferma che il loro ruolo non è meramente passivo, ma richiede un dovere di agire informato e di attivarsi di fronte a segnali di allarme. Viene inoltre esclusa la violazione del principio del 'ne bis in idem' per sanzioni emesse da diverse autorità di vigilanza (Banca d'Italia e Consob) e l'applicazione del 'favor rei' alle sanzioni amministrative, soggette invece al principio del 'tempus regit actum'.
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Sanzioni amministrative: no al favor rei, si a tempus regit actum
Una società di revisione viene sanzionata dall'Autorità di Vigilanza per violazioni antiriciclaggio. La Corte di Cassazione, ribaltando la decisione d'appello, stabilisce che per le sanzioni amministrative non si applica il principio del *favor rei* (legge più favorevole), ma quello del *tempus regit actum* (legge del tempo del commesso illecito), negandone la natura sostanzialmente penale.
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Responsabilità amministratore: doveri e sanzioni Consob
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha confermato la sanzione Consob a carico di un amministratore non esecutivo di un istituto di credito. La Corte ha stabilito che la sua posizione non lo esonera da precisi doveri di vigilanza attiva. È stata rigettata la richiesta di applicare principi penalistici come il 'favor rei', ribadendo che la responsabilità dell'amministratore non esecutivo deriva dal mancato esercizio del potere-dovere di informarsi e intervenire, specialmente in presenza di segnali di allarme sulla gestione societaria.
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Sanzioni amministrative e tempus regit actum
Una società multata per violazioni della privacy ha visto la sanzione annullata in primo grado perché la norma era stata abrogata. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, affermando che per le sanzioni amministrative si applica il principio del "tempus regit actum", ovvero la legge in vigore al momento del fatto. L'abrogazione successiva è irrilevante. Inoltre, il ricorso iniziale è stato dichiarato tardivo a causa di una normativa transitoria.
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Amministratore senza delega: responsabilità e sanzioni
La Corte di Cassazione ha confermato la sanzione CONSOB a carico di un ex consigliere di un istituto di credito per omissioni in prospetti informativi, nonostante si fosse insediato dopo la loro redazione. L'ordinanza stabilisce che la responsabilità dell'amministratore senza delega sussiste in virtù del dovere di vigilanza e di agire informato, qualificando l'illecito come permanente. Viene inoltre ribadito che alle sanzioni amministrative si applica il principio del 'tempus regit actum' e non quello della legge più favorevole (favor rei).
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Amministratore senza delega: responsabilità e doveri
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 24239/2025, ha rigettato il ricorso di un ex amministratore senza delega di un istituto di credito, sanzionato dall'autorità di vigilanza. La Corte ha confermato che la responsabilità dell'amministratore non esecutivo non è attenuata dall'assenza di deleghe operative. Egli ha un preciso dovere di agire informato e di vigilare attivamente sulla gestione, la cui violazione comporta responsabilità personale. È stata inoltre esclusa l'applicazione del principio del 'favor rei' per questo tipo di sanzioni amministrative.
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Errore notifica ministero: come sanare il vizio
Un cittadino ha richiesto un indennizzo per l'eccessiva durata di un processo amministrativo, ma ha commesso un errore nella notifica al ministero competente. La Corte di Cassazione ha stabilito che l'errore notifica ministero è un'irregolarità sanabile e non un vizio fatale che determina il rigetto della domanda. Il giudice deve assegnare un termine per rinnovare la notifica al ministero corretto, applicando i principi consolidati in materia.
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Sanzione agriturismo: posti a sedere o pasti serviti?
Il titolare di un'azienda agricola ha ricevuto una pesante sanzione agriturismo per aver allestito un numero di posti a sedere superiore a quello autorizzato. In sede di ricorso, ha sostenuto che la violazione dovesse essere legata ai pasti effettivamente serviti. La Corte di Cassazione ha respinto tale interpretazione, confermando che la semplice preparazione di coperti oltre il limite consentito è sufficiente a integrare l'illecito amministrativo, in quanto criterio oggettivo scelto dal legislatore per regolare il settore.
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