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Art. 2 Codice Penale — Anno 2019

4 provvedimenti

Altri anni per Art. 2 Codice Penale

Rito abbreviato: la Cassazione riduce la pena
Un soggetto, condannato per il mancato versamento di una cauzione imposta da una misura di prevenzione, ha presentato ricorso in Cassazione. L'imputato sosteneva l'impossibilità economica di pagare e richiedeva una maggiore riduzione della pena per il rito abbreviato, in virtù di una nuova legge più favorevole. La Corte di Cassazione ha respinto la tesi dell'impossibilità economica, ma ha accolto quella sulla riduzione della pena. Ha stabilito che la nuova norma sul rito abbreviato, che prevede una diminuzione della metà della pena per le contravvenzioni, deve essere applicata retroattivamente, annullando parzialmente la sentenza e rideterminando la pena in senso più favorevole all'imputato.
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Obbligo comunicazione patrimoniale: vale anche se retroattivo?
La Corte di Cassazione a Sezioni Unite ha stabilito che l'obbligo di comunicazione patrimoniale si applica anche a chi è stato sottoposto a una misura di prevenzione divenuta definitiva prima dell'introduzione di tale obbligo per la sua categoria. Il reato si configura al momento dell'omissione, quando la legge è già in vigore, e non viola il principio di irretroattività della legge penale. La sentenza analizza il caso di un sequestro preventivo per la mancata comunicazione di variazioni di patrimonio, confermando la legittimità della misura.
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Concordato in appello e pena illegale: la Cassazione
La Cass. Pen., Sez. 6, n. 52110/2019, stabilisce che la sopravvenuta illegalità della pena, a seguito di una pronuncia della Corte Costituzionale, travolge l'intero accordo basato sul concordato in appello. La Cassazione ha annullato la sentenza impugnata, ritenendo l'accordo sulla pena inscindibile dalla rinuncia ai motivi di appello, e ha rinviato gli atti alla Corte d'Appello per una nuova valutazione alla luce dei nuovi e più favorevoli parametri edittali.
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Recidiva: la Cassazione annulla condanna per spaccio
Con la sentenza Penale, Sez. 4, n. 52140 del 2019, la Corte di Cassazione ha affrontato il tema della recidiva. Un individuo, condannato in primo e secondo grado per spaccio di eroina, ha fatto ricorso in Cassazione lamentando, tra l'altro, l'errata applicazione dell'aggravante della recidiva. La Suprema Corte, pur confermando la responsabilità penale per il reato di spaccio, ha annullato la sentenza d'appello limitatamente al punto sulla recidiva. La motivazione centrale è che l'applicazione della recidiva non può essere un automatismo basato solo sui precedenti penali, ma richiede una valutazione concreta e motivata da parte del giudice sulla maggiore colpevolezza e pericolosità sociale dell'imputato, che nel caso di specie era mancata.
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