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Art. 179 Codice di Procedura Penale — Sezione Prima Penale

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426 provvedimenti

Altri anni per Art. 179 Codice di Procedura Penale

Tentato omicidio: quando le lesioni non sono letali?
La Corte di Cassazione conferma la condanna per tentato omicidio di un uomo che aveva accoltellato un conoscente. La sentenza chiarisce che, per configurare il reato, è decisivo l'intento di uccidere (animus necandi), desumibile da elementi come l'arma usata, il numero di colpi e le zone vitali colpite. Il fatto che la vittima sia sopravvissuta grazie alla propria reazione difensiva non esclude il tentato omicidio né configura una desistenza volontaria da parte dell'aggressore.
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Termine avviso udienza: nullità per notifica tardiva
Un individuo ha impugnato un'ordinanza che ripristinava la sua custodia cautelare. La Corte di Cassazione ha annullato tale provvedimento perché il termine per l'avviso di udienza non era stato rispettato. La notifica al difensore, avvenuta solo quattro giorni prima, ha leso il diritto di difesa, portando alla nullità dell'udienza e al rinvio del caso per un nuovo giudizio.
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Prescrizione e nullità: annullata sentenza d’appello
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di condanna per un reato contravvenzionale. Sebbene il processo d'appello fosse viziato da un grave errore di notifica all'imputato, la Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del reato per intervenuta prescrizione, poiché il tempo massimo previsto dalla legge era decorso prima della decisione finale.
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Diritto di essere sentito: quando è garantito al detenuto
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un condannato che lamentava la violazione del suo diritto a partecipare all'udienza in videocollegamento. La sentenza chiarisce che il detenuto fuori distretto ha il diritto, su specifica richiesta, di essere 'sentito personalmente', non un generico diritto a 'partecipare'. La mancata audizione, inoltre, genera una nullità non assoluta, che viene sanata se il difensore presente non solleva eccezioni. Il caso riguardava anche una richiesta di applicazione della continuazione tra reati, ritenuta inammissibile perché mirava a una rivalutazione dei fatti, preclusa in sede di legittimità.
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Ricorso tardivo: quando l’appello è inammissibile
La Corte di Cassazione conferma l'inammissibilità di un appello a causa della sua presentazione fuori termine. Il ricorso straordinario dell'imputato, basato su un presunto errore di fatto nel calcolo delle scadenze, è stato respinto come manifestamente infondato. La Corte ha ribadito che l'impugnazione, depositata oltre il termine di 45 giorni, è stata correttamente dichiarata inammissibile, sottolineando le conseguenze di un ricorso tardivo e la necessità di un'aderenza rigorosa alle scadenze procedurali.
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Opposizione decreto penale: annullata decisione de plano
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza che rigettava un'istanza in sede di esecuzione. Il giudice aveva erroneamente qualificato un atto come mera nomina difensiva, anziché come valida opposizione decreto penale, decidendo de plano senza udienza. La Corte ha stabilito che, in presenza di questioni interpretative sulla volontà dell'imputato, è obbligatorio instaurare il contraddittorio tra le parti.
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Difensore di fiducia: omessa notifica è nullità
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza del Tribunale di Sorveglianza che aveva negato a un condannato l'accesso a misure alternative. Il motivo è un grave vizio procedurale: la mancata notifica dell'udienza al difensore di fiducia dell'interessato. Secondo la Suprema Corte, tale omissione integra una nullità assoluta, non sanabile dalla presenza di un avvocato d'ufficio, poiché lede il diritto fondamentale alla difesa. Il procedimento dovrà quindi essere ripetuto.
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Prova indiziaria: Cassazione su video e geolocalizzazione
Un individuo è stato condannato per omicidio sulla base di una complessa serie di prove indiziarie, tra cui filmati di videosorveglianza, dati di geolocalizzazione del telefono e una conversazione carceraria intercettata. La difesa ha presentato ricorso, denunciando violazioni procedurali nell'acquisizione delle prove (video, password dell'account internet) e vizi di motivazione. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando la condanna. Ha chiarito che le registrazioni video sono documenti, non accertamenti irripetibili, e che l'acquisizione illegittima di una password non invalida il successivo sequestro di dati incriminanti. La Corte ha ribadito che il suo ruolo non è rivalutare i fatti, ma verificare la coerenza logica della motivazione del giudice di merito.
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Persona offesa e messa alla prova: appello escluso
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 37847/2025, ha dichiarato inammissibile il ricorso della persona offesa minorenne contro l'ordinanza di messa alla prova dell'imputato. La Corte ha stabilito che la legge non conferisce alla persona offesa il diritto di impugnare tale provvedimento, riservandolo solo a PM, imputato e difensore. La notifica difettosa dell'udienza alla vittima è irrilevante se manca il diritto di impugnare.
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Omessa notificazione udienza: annullamento per nullità
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di revoca di una misura alternativa per omessa notificazione udienza al condannato. Tale vizio procedurale ha impedito l'esercizio del diritto di difesa, configurando una nullità assoluta e insanabile del provvedimento e degli atti successivi. Il caso è stato rinviato al Tribunale di Sorveglianza per un nuovo giudizio nel rispetto del contraddittorio.
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Nullità per omessa notifica: la Cassazione annulla
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza del Tribunale di Sorveglianza a causa di una nullità per omessa notifica. L'avviso di rinvio di un'udienza era stato erroneamente comunicato al precedente difensore, già revocato, invece che a quello di fiducia nominato. Tale errore procedurale ha determinato una violazione insanabile del diritto di difesa, portando all'annullamento del provvedimento e al rinvio del caso al giudice di primo grado per un nuovo giudizio.
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Omessa notifica udienza: nullità assoluta e rinvio
Un condannato ha impugnato un'ordinanza del Tribunale di Sorveglianza per omessa notifica dell'udienza a lui e al suo difensore. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, dichiarando la nullità assoluta del provvedimento per violazione del diritto di difesa e ha disposto l'annullamento con rinvio per un nuovo giudizio.
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Revoca indulto: illegittima senza contraddittorio
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di revoca indulto emessa dalla Corte d'Appello. La decisione è stata presa senza un'udienza, violando il diritto di difesa. La Cassazione ha stabilito che la revoca indulto, anche se per correggere un errore, richiede sempre il contraddittorio tra le parti, pena la nullità assoluta del provvedimento.
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Bis in idem e liberazione anticipata: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di inammissibilità basata sul principio del bis in idem. La Corte ha chiarito che se una precedente istanza di liberazione anticipata è stata rigettata per motivi puramente formali (come l'errata indicazione del titolo esecutivo) e non nel merito, una nuova istanza corretta non può essere dichiarata inammissibile. Il principio del bis in idem si applica solo a ciò che è stato effettivamente deciso, non a questioni mai esaminate.
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Adulterazione alimentare: condanna anche senza perizia
Il titolare di una macelleria viene condannato per il reato di adulterazione alimentare a causa della presenza di solfiti in un campione di salsiccia. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che il pericolo per la salute pubblica, elemento costitutivo del reato, può essere provato anche senza una specifica perizia tecnica, basandosi sulla natura e sulla quantità dell'additivo vietato rinvenuto.
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Rideterminazione della pena: obbligo di ricalcolo
La Corte di Cassazione ha stabilito che, a seguito di una declaratoria di incostituzionalità che riduce la pena per un reato, il giudice dell'esecuzione deve procedere alla rideterminazione della pena non solo per il reato principale, ma anche per l'aumento applicato per il reato satellite in continuazione. Nel caso di specie, un condannato aveva ottenuto una riduzione della pena base per un reato di droga, ma il giudice di merito aveva omesso di ricalcolare l'aumento di pena per il reato connesso. La Corte ha annullato con rinvio la decisione su questo punto, affermando la necessità di un ricalcolo proporzionale.
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Anticipazione udienza: nullità e diritto di difesa
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza del Tribunale di Sorveglianza perché l'udienza è stata celebrata in anticipo rispetto all'orario fissato. Questa anticipazione udienza ha impedito al difensore di fiducia di partecipare, integrando una nullità assoluta per violazione del diritto di difesa, non sanabile dalla nomina di un difensore d'ufficio.
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Traduzione atti giudiziari: nullità e termini
Un indagato, in custodia cautelare per tentato omicidio e rapina, ha impugnato l'ordinanza sostenendo la sua nullità per mancata traduzione in una lingua a lui nota. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, specificando che la mancata traduzione degli atti giudiziari genera una nullità 'intermedia' che deve essere contestata alla prima occasione utile, altrimenti si considera sanata. Il caso ribadisce i precisi termini di decadenza per far valere tale violazione del diritto di difesa.
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Nullità assoluta notifica: il diritto alla difesa
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza che revocava una pena sostitutiva. La decisione è fondata sulla nullità assoluta della notifica dell'udienza, inviata a un difensore di fiducia che era stato cancellato dall'albo. Questo vizio procedurale ha leso in modo insanabile il diritto alla difesa dell'imputato, rendendo invalida la decisione presa in sua assenza e nonostante la nomina di un sostituto d'ufficio.
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Sanzioni sostitutive: no stop a istanza precedente
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 14859 del 2024, ha stabilito un importante principio in materia di sanzioni sostitutive. Un condannato aveva richiesto l'applicazione del lavoro di pubblica utilità. Successivamente, a seguito dell'ordine di esecuzione della Procura, ha chiesto l'affidamento in prova. Il giudice dell'esecuzione aveva ritenuto la prima istanza superata. La Cassazione ha annullato tale decisione, affermando che la richiesta di una misura alternativa non determina la carenza di interesse per la precedente istanza di sanzione sostitutiva, che deve essere decisa nel merito garantendo il contraddittorio.
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