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Art. 159 Codice Penale — Anno 2022

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153 provvedimenti

Altri anni per Art. 159 Codice Penale

Truffa aggravata: da assoluzione a condanna definitiva
La Corte d'Appello ha condannato L'Imputata per il reato di truffa aggravata dal danno patrimoniale di rilevante gravità, ribaltando la precedente assoluzione di primo grado. La vicenda riguarda la compravendita ingannevole di un orologio di pregio pagato mediante assegno. L'Imputata ha proposto ricorso per Cassazione, sostenendo l'intervenuta prescrizione del reato e contestando la reale entità del danno economico causato alla vittima. I Giudici di legittimità hanno respinto integralmente le tesi difensive. La Corte ha ribadito che l'astensione dalle udienze dei difensori sospende il corso della prescrizione e ha confermato che il valore dell'orologio e le modalità contrattuali provano la grave entità del danno. La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso, confermando la condanna penale e disponendo il pagamento delle spese processuali oltre a una sanzione di tremila euro alla Cassa delle Ammende.
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Truffa e sospensione della prescrizione: il ricorso è bocciato
L'Imputato, condannato per il reato di truffa, ha proposto ricorso in Cassazione sostenendo l'avvenuta estinzione del reato. La difesa contestava l'applicazione della sospensione della prescrizione introdotta durante l'emergenza sanitaria da Covid-19, ritenendola retroattiva e calcolata in modo errato. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che la sospensione della prescrizione di 64 giorni prevista dalla normativa emergenziale si applica pienamente ed è legittima. Questa regola si collega all'articolo 159 del codice penale, norma già esistente al momento dei fatti. Il termine di estinzione del reato è slittato correttamente e la condanna di secondo grado è intervenuta prima della scadenza. L'Imputato perde il ricorso ed è stato condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di tremila euro alla Cassa delle Ammende.
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Riciclaggio di denaro: Pena pecuniaria ridotta, ma la condanna resta
Un individuo è stato condannato per il reato di riciclaggio di 240.000 euro, provento di una truffa. Aveva occultato il denaro attraverso operazioni bancarie apparentemente lecite, usando società inesistenti e intermediari per ostacolare l'identificazione della provenienza illecita. La Corte d'Appello aveva confermato la responsabilità, riducendo solo la pena detentiva per le circostanze attenuanti generiche. La Cassazione ha confermato la condanna per riciclaggio ma ha annullato la sentenza limitatamente alla pena pecuniaria, riducendola a 1500 euro, poiché le attenuanti avrebbero dovuto ridurre anche la multa.
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Inammissibilità del ricorso in Cassazione: prescrizione negata
L'Imputato ha proposto ricorso per cassazione contro la sentenza della Corte di Appello. I motivi presentati contestavano la valutazione dei fatti e sostenevano l'avvenuta prescrizione del reato. La Corte di Cassazione ha rilevato che il calcolo del tempo doveva includere una sospensione della prescrizione pari a 318 giorni, rendendo infondata la doglianza. Inoltre, i giudici hanno ribadito che la Cassazione non può riesaminare le prove già valutate nei gradi precedenti. Di conseguenza, la Suprema Corte ha dichiarato l'Inammissibilità del ricorso in Cassazione, condannando l'Imputato al pagamento delle spese processuali e al versamento di tremila euro alla Cassa delle Ammende.
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Sospensione prescrizione: l’astensione dell’avvocato non ha limiti
Un imputato è stato condannato per false dichiarazioni a pubblico ufficiale. Ha presentato ricorso in Cassazione sostenendo l'estinzione del reato per maturata prescrizione. L'imputato riteneva che la sospensione prescrizione, dovuta all'astensione del suo difensore per sciopero, dovesse essere limitata a 60 giorni. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, affermando che la sospensione prescrizione non ha un limite di 60 giorni quando il rinvio dell'udienza dipende dalla scelta del difensore di aderire a una protesta. Tale astensione non costituisce un impedimento tecnico. Pertanto, il ricorso è stato dichiarato inammissibile e l'imputato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione.
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Sospensione della prescrizione penale: condanne confermate
Diversi imputati hanno impugnato la sentenza di condanna per reati legati allo spaccio di sostanze stupefacenti. La difesa ha contestato la responsabilità penale e ha eccepito l'estinzione del reato per decorso del tempo, contestando il calcolo relativo alla sospensione della prescrizione penale per un rinvio dovuto a motivi di salute. La Corte di Cassazione ha rigettato le censure e ha chiarito che il rinvio d'udienza per legittimo impedimento di durata non prevedibile sospende il corso della prescrizione per l'intero periodo di differimento. I giudici hanno dichiarato inammissibili le richieste dei ricorrenti, condannandoli alle spese processuali e al versamento di una sanzione pecuniaria a favore della Cassa delle ammende.
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Ricorso Penale Inammissibile: Prescrizione non Basta per l’Appello
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità di un ricorso penale presentato da un soggetto che lamentava la prescrizione del reato dopo la sentenza d'appello. I giudici hanno ritenuto i motivi del ricorso manifestamente infondati. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato a pagare le spese processuali e una somma di tremila euro a favore della Cassa delle ammende. Questo caso sottolinea l'importanza di presentare ricorsi validi e tempestivi, altrimenti si rischia l'inammissibilità.
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Favoreggiamento della permanenza illegale: estinzione per prescrizione e rinvio
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di un Individuo condannato per favoreggiamento della permanenza illegale. L'accusa riguardava la fornitura di falsa documentazione per rapporti di lavoro, destinata a stranieri entrati con visto turistico e poi avviati alla prostituzione, al fine di ottenere permessi di soggiorno. La Suprema Corte ha chiarito la distinzione tra favoreggiamento dell'ingresso illegale e della permanenza illegale. Ha annullato la condanna per favoreggiamento senza rinvio, poiché il reato era estinto per prescrizione. Ha invece rinviato il caso alla Corte d'Appello per ricalcolare la pena relativa ad altre accuse di falso, ormai definitive.
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Ricettazione e Furto: Inammissibilità del Ricorso Penale, la Cassazione conferma
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso penale presentato da due imputati, condannati in appello per ricettazione e furto. I ricorrenti contestavano la valutazione delle prove e l'estinzione dei reati per prescrizione. La Suprema Corte ha ritenuto le doglianze sulle prove come mere questioni di fatto, non ammissibili in Cassazione. La questione della prescrizione è stata giudicata infondata, poiché il termine era stato sospeso in due periodi specifici. Per l'inammissibilità del ricorso penale, i ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali e di una somma alla Cassa delle ammende.
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Falsa testimonianza: la prescrizione del reato annulla la condanna penale
Un imputato è stato condannato per falsa testimonianza. Ha presentato ricorso sostenendo che il reato fosse estinto per prescrizione, ma la Corte d'Appello non si era pronunciata su questa richiesta. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso. Ha stabilito che il reato di falsa testimonianza era effettivamente estinto per prescrizione, calcolando i termini massimi e escludendo le sospensioni legate allo sciopero della giustizia e all'emergenza Covid-19, poiché non applicabili al caso specifico. Le statuizioni civili (risarcimento danni) a favore della parte civile rimangono valide.
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Prescrizione del Reato: Errore di Calcolo Salva la Patente
Un Lavoratore è stato condannato per guida in stato di ebbrezza. Ha contestato il calcolo della **prescrizione del reato** da parte della Corte d'Appello. La Corte di Cassazione ha riconosciuto che il reato era estinto per prescrizione, a causa di un errato calcolo dei periodi di sospensione. Ha quindi annullato la sentenza precedente e revocato la sanzione accessoria della revoca della patente di guida. Il Lavoratore ha ottenuto l'estinzione del reato e la revoca della sanzione.
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Furto e Prescrizione: L’Inammissibilità del Ricorso Penale Blocca Tutto
Un Imputato, condannato per furto, ha presentato ricorso in Cassazione sostenendo che il reato fosse prescritto prima della sentenza d'appello. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha stabilito che l'argomento della prescrizione era infondato, considerando la recidiva e una sospensione di 64 giorni dovuta all'emergenza COVID. Ha ribadito che l'inammissibilità ricorso penale preclude la valutazione della prescrizione maturata dopo la sentenza impugnata. L'Imputato ha dovuto pagare le spese processuali e una somma alla Cassa delle ammende.
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Favoreggiamento Reale: La Prescrizione del Reato e le Sospensioni COVID
Un individuo è stato condannato per favoreggiamento reale, avendo occultato la refurtiva di un ingente furto. Ha presentato ricorso, sostenendo che la prescrizione del reato fosse già maturata al momento della sentenza d'appello, a causa di un presunto errore nel calcolo dei periodi di sospensione legati alla normativa COVID-19. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha chiarito che la sospensione della prescrizione del reato era stata correttamente applicata in base a una norma valida (art. 83, comma 4, d.l. n. 18/2020), e non quella successivamente dichiarata incostituzionale. Pertanto, il reato non era prescritto.
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Conducente condannata, ma il reato si estingue: la prescrizione del reato salva l’imputata
Un Lavoratore subisce lesioni personali colpose a seguito di un sinistro stradale causato da una Conducente. La Conducente viene condannata in primo grado per il reato di lesioni personali colpose. In appello, la pena viene ridotta. La Conducente ricorre in Cassazione, sostenendo l'intervenuta prescrizione del reato. La Suprema Corte accerta che i calcoli dei periodi di sospensione della prescrizione erano errati. Il reato si era estinto per prescrizione prima della sentenza di secondo grado. La Cassazione ha quindi annullato la sentenza senza rinvio, dichiarando l'estinzione del reato per prescrizione.
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Truffa Contrattuale: Assegni Insoluti, Danno Definitivo e Condanna
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso di truffa contrattuale dove un commerciante aveva acquistato merce con assegni postdatati risultati poi insoluti. La questione centrale riguardava il momento della "consumazione del reato", cruciale per i termini di prescrizione e querela. La Suprema Corte ha chiarito che il reato si perfeziona quando il danno patrimoniale per la vittima diventa definitivo, ovvero al mancato pagamento degli assegni, e non al momento della consegna della merce. Questo significa che la vittima deve avere piena consapevolezza dell'inganno. La Corte ha rigettato il ricorso dell'imputato, confermando la condanna e l'obbligo di risarcimento del danno alla parte civile.
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Reato di minaccia e litigi: quando la frase diventa reato
L'Imputato ha proposto ricorso in Cassazione contro la condanna per il reato di minaccia nei confronti de La Persona Offesa, per aver pronunciato l'espressione intimidatoria 'ti ammazzo, bastardo'. La difesa ha sostenuto l'avvenuta prescrizione del reato e l'assenza di vera carica intimidatoria, attribuendo le parole a una semplice reazione in un contesto di pregressi litigi. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Riguardo ai tempi, la prescrizione non è maturata a causa delle sospensioni legate all'impedimento del difensore e alla normativa emergenziale COVID-19. Riguardo al merito, i giudici hanno confermato che l'acredine pregressa non esclude l'illecito, poiché la frase possedeva una potenziale idoneità a incutere timore. L'Imputato è stato condannato alle spese e alle sanzioni previste.
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Sospensione della Prescrizione: Sciopero Avvocati e Condanna Confermata
Un imputato è stato condannato per il reato previsto dall'Art. 707 c.p. La difesa ha presentato ricorso in Cassazione, sostenendo l'estinzione del reato per intervenuta prescrizione e l'insufficiente motivazione sul diniego delle attenuanti generiche. La Suprema Corte ha ribadito che la sospensione della prescrizione opera per l'intero periodo di rinvio del processo dovuto all'adesione del difensore a uno sciopero o ad altri impedimenti. Ha inoltre ritenuto adeguata la motivazione sul diniego delle attenuanti generiche, basata sulla gravità della condotta e sui precedenti penali. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile, con condanna del ricorrente alle spese processuali e al versamento di 3.000 euro alla Cassa delle Ammende.
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Prescrizione del reato e rinvii della difesa: il ricorso fallisce
L'Imputato ha proposto ricorso in Cassazione contestando la condanna per simulazione di reato. Il ricorrente ha sostenuto che l'illecito fosse ormai estinto per decorso dei termini. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che la prescrizione del reato non si era verificata al momento della decisione di secondo grado, a causa di significative sospensioni del termine. Tali pause sono state determinate dall'adesione del difensore a uno sciopero di categoria e da un lungo rinvio richiesto dalla difesa. Poiché la durata delle sospensioni si somma al termine ordinario, l'illecito era ancora perseguibile. Il ricorso è stato respinto con condanna dell'Imputato al pagamento delle spese e di tremila euro alla Cassa delle Ammende.
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Foglio di Via e Prescrizione del Reato: Quando il Tempo Annulla la Pena
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza che aveva confermato un foglio di via obbligatorio per una persona. La decisione originale si basava su una presunta pericolosità sociale, dedotta da condotte non penali come frequentare un pregiudicato, essere senza lavoro o domicilio, e mendicare. Inoltre, si faceva riferimento a un'indagine generica per furto, priva di dettagli specifici. La Cassazione ha ribadito che il giudice deve verificare la conformità dell'ordine di allontanamento alla legge, esigendo una motivazione basata su fatti concreti, non su illazioni. Nel caso specifico, i fatti risalivano a oltre cinque anni prima. Pertanto, il reato contestato si è estinto per **prescrizione del reato**, portando all'annullamento definitivo della condanna senza necessità di un nuovo giudizio.
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Truffa e Sospensione della Prescrizione: La Cassazione Annulla la Condanna
Un Imputato è stato condannato per truffa commessa nel 2012. La Corte d'Appello ha confermato la condanna, ritenendo che la sospensione della prescrizione, avvenuta durante le ricerche dell'Imputato (giudizio in assenza), avesse prolungato i termini. L'Imputato ha contestato l'applicazione retroattiva della legge 67/2014, che ha introdotto nuove cause di sospensione della prescrizione, essendo il reato anteriore. La Cassazione ha stabilito che le nuove cause di sospensione della prescrizione si applicano anche a fatti precedenti, purché la regola generale di sospensione del procedimento fosse già esistente. Nonostante ciò, la Cassazione ha annullato la sentenza perché, calcolando il termine ordinario e il periodo di sospensione, il reato di truffa era comunque estinto per prescrizione.
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