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Art. 156 Codice di Procedura Civile — Sezione Seconda Civile

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248 provvedimenti

Altri anni per Art. 156 Codice di Procedura Civile

Regolamento di competenza: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con un'ordinanza sul regolamento di competenza, ha confermato la giurisdizione del Tribunale di Firenze in una causa condominiale. La Corte ha stabilito che la valutazione di un accordo di conciliazione giudiziale, che ha annullato una clausola di foro esclusivo, è un accertamento di fatto del giudice di merito, non sindacabile in sede di regolamento se non per vizi logici o di diritto nell'interpretazione.
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Presunzione di condominialità: la Cassazione decide
In una disputa sulla proprietà di aree esterne in un condominio, la Corte di Cassazione ha annullato la decisione di merito che le aveva attribuite in via esclusiva a un solo condomino. La Suprema Corte ha ribadito che la presunzione di condominialità di tali aree, come cortili e parcheggi, può essere superata solo da un titolo contrario chiaro e inequivoco, presente nell'atto originario che ha dato vita al condominio, e non da interpretazioni deduttive basate sul silenzio o su clausole ambigue di atti di vendita successivi.
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Impugnazione progetto divisionale: i termini per agire
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 1422/2024, ha stabilito che l'impugnazione del progetto divisionale deve avvenire prima che questo venga approvato e reso esecutivo dal giudice. Nel caso di una divisione ereditaria, un erede aveva sollevato contestazioni sulla perizia del consulente solo dopo l'approvazione concorde del progetto. La Corte ha rigettato il ricorso, chiarendo che le contestazioni tardive sono inammissibili, poiché il procedimento è scandito da fasi con precise preclusioni.
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Recesso ad nutum e contratto: la decisione della Corte
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità del recesso ad nutum da parte di una pubblica amministrazione da un contratto di incarico professionale, anche prima che il contratto divenisse efficace a causa del mancato avveramento di una condizione sospensiva. Il caso riguardava un incarico per il collaudo di un'opera pubblica, subordinato alla costituzione di un collegio di professionisti, mai avvenuta. La Corte ha stabilito che il recesso è un diritto del cliente che scioglie il vincolo contrattuale, precludendo richieste di risarcimento se nessuna prestazione è stata eseguita.
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Divisione ereditaria: calcolo e valutazione dei beni
In una complessa vicenda di divisione ereditaria, originata da un testamento che nominava un erede universale, la Corte di Cassazione interviene per correggere gli errori della Corte d'Appello. L'ordinanza chiarisce i principi per la valutazione dei beni, specialmente quelli soggetti a esproprio, e censura la duplicazione del calcolo del valore di alcuni terreni, già inclusi in una precedente liquidazione. La sentenza impugnata viene cassata con rinvio per una nuova e corretta determinazione delle quote spettanti ai legittimari, nel rispetto dei principi di diritto e delle decisioni precedenti.
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Nullità della CTU: quando si sana il vizio?
Una società venditrice di tessuti ricorre in Cassazione contro la risoluzione di un contratto per merce non conforme, lamentando la nullità della CTU. La Corte Suprema rigetta il ricorso, specificando che la nullità della CTU è relativa e si considera sanata se non viene formalmente eccepita nella prima difesa utile dopo il deposito della perizia. Una semplice richiesta di rinnovazione delle indagini non equivale a sollevare l'eccezione.
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Notificazione inesistente: quando l’errore è fatale
La Corte di Cassazione chiarisce la differenza tra notificazione nulla e notificazione inesistente. Un professionista si opponeva tardivamente a un decreto ingiuntivo a causa di un errore nell'indirizzo della prima notifica. La Corte ha stabilito che se l'atto viene semplicemente restituito al mittente, la notifica è inesistente e non può essere sanata, rendendo l'opposizione inammissibile.
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Errore forma appello: quando è inammissibile
Un promittente venditore impugna una sentenza utilizzando un ricorso anziché l'atto di citazione. A causa di questo errore forma appello, l'atto viene depositato ma mai notificato alla controparte entro i termini. La Corte di Cassazione conferma l'inammissibilità del gravame, sottolineando che l'errore iniziale della parte è decisivo e non può essere sanato da presunti ritardi della cancelleria del tribunale.
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Incapacità a testimoniare: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 364/2024, ha respinto il ricorso di una professionista in una causa contro una sua ex collaboratrice per debiti professionali. Il caso verteva sulla valutazione delle prove e, in particolare, sulla presunta incapacità a testimoniare di alcuni testi che avevano avuto rapporti con le parti. La Corte ha colto l'occasione per ribadire la netta distinzione tra l'incapacità a testimoniare, legata a un interesse giuridico diretto che legittimerebbe la partecipazione al giudizio, e la mera inattendibilità del teste, la cui valutazione è riservata al giudice di merito.
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Provvigione mediatore: quando è dovuta secondo la Corte
La Corte di Cassazione ha confermato il diritto alla provvigione del mediatore immobiliare, stabilendo che è sufficiente dimostrare il nesso causale tra l'attività dell'intermediario e la conclusione dell'affare, anche se quest'ultima avviene dopo la scadenza dell'incarico formale. La sentenza ha inoltre chiarito che, nel regime processuale applicabile, la produzione in appello di documenti nuovi, come l'iscrizione all'albo dei mediatori, è ammissibile se ritenuta indispensabile per la decisione, respingendo così il ricorso del venditore e dell'acquirente.
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Azione di regolamento di confini: chi è il convenuto?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 34738/2024, ha rigettato il ricorso di un proprietario in una causa di confine. La Corte ha confermato che l'azione di regolamento di confini va proposta esclusivamente contro il proprietario del fondo confinante e non contro il mero possessore. Inoltre, ha stabilito che un confine di fatto, già delineato da elementi materiali come dei paletti posti dall'originario unico proprietario, prevale sulle risultanze catastali, rendendo la domanda infondata per assenza di incertezza del confine.
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Patto fiduciario: la procura a vendere è una prova
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un'ex moglie, confermando che un immobile a lei intestato apparteneva in realtà all'ex marito in virtù di un patto fiduciario. La Corte ha stabilito che la prova di tale accordo non richiede la forma scritta e può essere desunta anche da una procura a vendere, irrevocabile e successiva all'acquisto, rilasciata dal fiduciario al fiduciante. Questa procura, anche se non contestuale, agisce come dichiarazione confermativa dell'obbligo di ritrasferimento.
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Interversione del possesso: costruire è usucapione?
La Corte di Cassazione ha stabilito che la costruzione di immobili su un terreno detenuto in locazione può costituire un atto di interversione del possesso, idoneo a far maturare l'usucapione. La Corte ha cassato la sentenza di merito che aveva escluso tale possibilità a priori, senza verificare se le costruzioni fossero state realizzate con o senza il consenso del proprietario. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per un nuovo esame che tenga conto di questo principio fondamentale.
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Servitù di parcheggio: è valida? La Cassazione chiarisce
Una recente sentenza della Corte di Cassazione ha affrontato il tema della servitù di parcheggio. Inizialmente, i giudici di merito avevano negato la natura di diritto reale a un accordo di parcheggio, considerandolo un'obbligazione personale legata a un'attività commerciale. La Suprema Corte, tuttavia, ha ribaltato la decisione, affermando, sulla base di un precedente intervento delle Sezioni Unite, che la servitù di parcheggio è pienamente configurabile come diritto reale, a condizione che rispetti specifici requisiti di inerenza al fondo e non svuoti di contenuto il diritto di proprietà del fondo servente. La causa è stata rinviata alla Corte d'Appello per una nuova valutazione alla luce di questi principi.
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Responsabilità solidale ATI: la procura è essenziale
Una società, capogruppo di un'Associazione Temporanea di Imprese (ATI), si opponeva a un decreto ingiuntivo per fatture relative a un contratto stipulato da un'altra società membro (mandante). La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso della capogruppo, stabilendo che la responsabilità solidale ATI non sorge se la società mandante agisce senza una procura scritta che le conferisca il potere di rappresentare l'intera associazione. La sentenza sottolinea che, specialmente nel contesto di appalti pubblici, la procura deve avere la stessa forma scritta richiesta per il contratto principale, e la sua assenza impedisce di vincolare la società capogruppo e l'intera ATI.
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Legittimazione ad agire: erede deve provarla
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 32756/2024, ha rigettato il ricorso di un erede in una causa di usucapione, stabilendo un principio fondamentale: la legittimazione ad agire deve essere provata. L'erede non aveva fornito prova della sua qualità, un presupposto essenziale per proseguire l'azione legale del defunto. La Corte ha chiarito che il semplice atto di impugnazione non è sufficiente a dimostrare tale status, rendendo inammissibili gli altri motivi del ricorso e confermando la decisione della Corte d'Appello.
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Responsabilità appaltatore: dovere di diligenza
Una società di sviluppo software è stata ritenuta responsabile per il fallimento di un sistema informatico commissionato da un'azienda pubblica, nonostante le specifiche tecniche fornite dal committente fossero carenti. La Corte di Cassazione ha confermato la condanna al risarcimento dei danni, sottolineando che la responsabilità dell'appaltatore include un dovere di diligenza professionale che impone di verificare la validità del progetto e segnalarne le criticità, non potendo limitarsi a una mera esecuzione passiva.
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Compenso avvocato rito applicabile: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha stabilito che per l'opposizione a un decreto ingiuntivo relativo al compenso di un avvocato per prestazioni in ambito penale, il rito applicabile è quello ordinario e non quello sommario speciale. La Corte ha chiarito che il procedimento previsto dall'art. 14 del D.Lgs. 150/2011 è limitato ai soli compensi per attività giudiziali civili. Di conseguenza, un'opposizione presentata con atto di citazione nei termini di legge è da considerarsi tempestiva e rituale, annullando le precedenti decisioni di merito che l'avevano dichiarata inammissibile.
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Responsabilità del progettista e nesso causale
La Corte di Cassazione ha escluso la responsabilità del progettista per un ascensore rumoroso, poiché il suo progetto iniziale, seppur irrealizzabile, non fu mai eseguito. La decisione del costruttore di installare autonomamente un modello diverso e difettoso ha interrotto il nesso causale, addossando a quest'ultimo l'intera colpa del vizio. La Corte ha chiarito che il nesso causale tra progetto e danno deve essere provato da chi richiede il risarcimento.
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Sanzione aggiuntiva: motivazione non necessaria
Un automobilista si opponeva a un'ingiunzione di pagamento per multe, contestando la sanzione aggiuntiva per ritardo. La Cassazione ha stabilito che, essendo una sanzione ex lege, non è necessaria una motivazione specifica sui criteri di calcolo nell'atto, riformando la decisione del Tribunale.
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