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Art. 152 Codice di Procedura Civile — Anno 2025

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106 provvedimenti

Altri anni per Art. 152 Codice di Procedura Civile

Termine perentorio sovraindebitamento: la Cassazione
Una società creditrice ha presentato una domanda di insinuazione al passivo oltre il termine stabilito in una procedura di liquidazione del patrimonio. La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità della domanda, stabilendo che il termine perentorio sovraindebitamento, previsto dalla Legge 3/2012, è inderogabile. La Corte ha specificato che l'assenza di una norma per le domande tardive è una scelta legislativa deliberata per garantire la celerità della procedura, e non una lacuna da colmare per via analogica con la legge fallimentare.
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Domande tardive nel sovraindebitamento: la Cassazione
Una banca ha presentato una domanda di ammissione al passivo oltre i termini in una procedura di sovraindebitamento. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che le domande tardive sono inammissibili secondo la Legge 3/2012. La Corte ha chiarito che il termine fissato dal liquidatore è perentorio per garantire la celerità della procedura e che l'assenza di una norma per i ritardatari è una scelta legislativa deliberata, non una lacuna da colmare con l'analogia.
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Decadenza ricalcolo pensione: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha confermato che la richiesta di ricalcolo di una pensione, sebbene già in erogazione, è soggetta al termine di decadenza triennale. Di conseguenza, il diritto agli arretrati è limitato al triennio precedente l'azione giudiziaria. La sentenza chiarisce l'applicazione della cosiddetta 'decadenza ricalcolo pensione', specificando che solo l'azione in tribunale, e non la domanda amministrativa, può interrompere tale termine.
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Elenchi lavoratori agricoli: la pubblicazione online
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un bracciante agricolo, confermando che la cancellazione dagli elenchi lavoratori agricoli si considera notificata con la pubblicazione sul sito dell'INPS. Tale modalità è sufficiente a far decorrere il termine di decadenza per l'impugnazione ed è stata ritenuta costituzionalmente legittima, bilanciando efficienza amministrativa e conoscibilità per il lavoratore.
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Esonero spese legali: la Cassazione chiarisce
Una lavoratrice agricola si è vista respingere la richiesta di indennità di disoccupazione. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i motivi relativi al rapporto di lavoro, ma ha accolto il ricorso sulla condanna alle spese. È stato chiarito che per l'esonero spese legali, la dichiarazione di basso reddito è valida anche se presentata in corso di causa e senza l'esplicita indicazione dell'anno, tutelando così il diritto di accesso alla giustizia per i non abbienti.
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Spese CTU esenzione: la Cassazione chiarisce
Un cittadino, pur ottenendo il riconoscimento di un requisito sanitario in una causa contro un ente previdenziale, veniva condannato a pagare le spese della Consulenza Tecnica d'Ufficio (CTU). La Corte di Cassazione ha accolto il suo ricorso, stabilendo che le spese CTU godono dell'esenzione prevista per le cause di previdenza e assistenza. La Corte ha ribadito che tali costi rientrano a pieno titolo nelle spese processuali e, pertanto, non possono essere addebitati al cittadino soccombente che possiede i requisiti per l'esenzione.
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Decadenza ricorso agricolo: la notifica telematica
La Corte di Cassazione ha rigettato l'appello di una lavoratrice agricola, confermando che il termine di 120 giorni per impugnare il disconoscimento delle giornate lavorative decorre dalla pubblicazione telematica del provvedimento sul sito dell'ente previdenziale. La Corte ha stabilito che questa modalità di notifica è valida anche per i periodi lavorativi antecedenti l'introduzione della norma, sancendo la decadenza del ricorso agricolo presentato oltre i termini.
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Impugnazione estratto di ruolo: se la cartella è definitiva
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un contribuente per l'impugnazione di un estratto di ruolo basata sulla prescrizione. La decisione si fonda sul fatto che le cartelle di pagamento sottostanti erano già diventate definitive e non più impugnabili a seguito di un precedente ricorso abbandonato dal contribuente stesso, rendendo irrilevante la successiva questione di prescrizione.
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Responsabilità del promotore finanziario: il caso
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso di responsabilità del promotore finanziario per le condotte illecite commesse ai danni di un cliente. La Corte ha cassato con rinvio la sentenza d'appello, accogliendo il motivo di ricorso della banca relativo all'omessa pronuncia sulla responsabilità per le perdite subite su titoli già in possesso del cliente prima dell'inizio del rapporto. Sebbene la banca sia responsabile per l'operato del suo promotore, i giudici di merito devono esaminare specificamente ogni voce di danno per stabilire il corretto nesso di causalità.
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Assegno familiare: onere della prova e limiti del rinvio
La Cassazione rigetta il ricorso di un lavoratore di pubblica utilità per l'assegno familiare, confermando che spetta a lui l'onere della prova dei requisiti di reddito. La Corte chiarisce che il giudizio di rinvio può esaminare nel merito la sussistenza dei presupposti, anche se la proponibilità della domanda era già stata accertata.
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Cancellazione elenchi agricoli: onere della prova
Una lavoratrice impugnava la richiesta di restituzione dell'indennità di disoccupazione a seguito della sua cancellazione dagli elenchi agricoli. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile perché la contestazione della prova della pubblicazione della cancellazione è stata ritenuta troppo generica. Il motivo di ricorso non ha specificamente confutato la valutazione del giudice di merito, basata su un documento prodotto in primo grado e non contestato, rendendo l'impugnazione non idonea a riesaminare la decisione.
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Elenchi agricoli: quando decade il diritto al sussidio
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha ribadito un principio fondamentale in materia di previdenza agricola. Una lavoratrice si è vista negare l'indennità di disoccupazione per diverse annualità perché il suo nome era stato cancellato dagli elenchi agricoli. La Corte ha stabilito che la mancata impugnazione di tale provvedimento di cancellazione entro il termine di decadenza rende la decisione definitiva, precludendo in modo permanente il diritto alla prestazione. Il caso sottolinea l'importanza cruciale per i lavoratori di agire tempestivamente contro gli atti amministrativi che li riguardano.
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Termine semestrale perentorio: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso in materia previdenziale perché presentato oltre il termine semestrale perentorio. La decisione sottolinea che la sospensione feriale dei termini non si applica a questa tipologia di controversie, ribadendo l'importanza del rigoroso rispetto delle scadenze processuali per non perdere il diritto di impugnazione.
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Divieto di nova in appello: quando il ricorso è perso
Una cittadina è stata condannata a restituire l'indennità di disoccupazione perché avrebbe raggiunto i requisiti per la pensione anticipata. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il suo ricorso, non entrando nel merito della questione, ma perché le contestazioni sui requisiti pensionistici sono state sollevate per la prima volta in appello, violando il principio processuale del divieto di nova in appello. La sentenza sottolinea che gli errori procedurali possono essere fatali, impedendo l'esame della sostanza di un caso.
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Sanzioni disciplinari pubblico impiego: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un assistente tecnico scolastico, confermando la legittimità delle sanzioni disciplinari pubblico impiego ricevute per l'inosservanza dell'orario di servizio. La Corte ha stabilito che la modifica unilaterale dell'orario da parte del dipendente costituisce un inadempimento contrattuale, anche in presenza di una generica previsione di flessibilità nel contratto collettivo nazionale, se non recepita da un accordo decentrato. È stata inoltre respinta l'accusa di comportamento persecutorio da parte del dirigente.
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Acquisizione sanante termine: la Cassazione chiarisce
Un proprietario ha contestato l'indennità per un'acquisizione sanante del suo terreno da parte di un Comune. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha stabilito che l'acquisizione sanante termine per l'impugnazione dell'indennizzo non è il termine di decadenza di 30 giorni, ma quello ordinario di prescrizione di dieci anni. La Corte ha cassato la precedente decisione di inammissibilità e ha rinviato il caso alla Corte d'Appello.
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Ricorso improcedibile: il termine per l’iscrizione
Un giocatore si è visto negare una cospicua vincita da una società di giochi a causa di un presunto malfunzionamento del sistema. Dopo aver perso in primo e secondo grado, ha presentato ricorso in Cassazione. Tuttavia, la Suprema Corte ha dichiarato il ricorso improcedibile non per il merito della questione, ma per un errore procedurale: il mancato deposito del ricorso entro il termine perentorio di 20 giorni dalla notifica. La decisione sottolinea l'importanza cruciale del rispetto dei termini processuali.
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Termine di decadenza: appello tardivo, ricorso respinto
Un lavoratore ha impugnato il rigetto della sua domanda di irripetibilità delle indennità di disoccupazione agricola, a seguito della sua cancellazione dagli elenchi. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, sottolineando che l'azione era subordinata al rispetto del termine di decadenza di 120 giorni per contestare la cancellazione, termine che non era stato rispettato. La decisione ribadisce l'importanza cruciale dei termini perentori nel processo civile.
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Disoccupazione agricola: termini per l’impugnazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un lavoratore che chiedeva l'indennità di disoccupazione agricola. La domanda è stata respinta perché il lavoratore non aveva impugnato tempestivamente, entro il termine di decadenza di 120 giorni, il provvedimento di cancellazione dagli elenchi dei braccianti agricoli. La Corte ha sottolineato che tale impugnazione è un presupposto essenziale per poter avanzare pretese sull'indennità.
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Termine perentorio costituzione: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'amministrazione pubblica, confermando che il termine perentorio di costituzione fissato dal giudice nel rito sommario è inderogabile. La tardiva costituzione dell'amministrazione ha comportato la decadenza dalla possibilità di sollevare l'eccezione di prescrizione, consolidando un importante principio di procedura civile sulla certezza dei tempi processuali.
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