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Art. 152 Codice Penale — Anno 2024

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77 provvedimenti

Altri anni per Art. 152 Codice Penale

Remissione tacita querela: quando è inammissibile?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per truffa, il quale sosteneva la sussistenza di una remissione tacita di querela. La Corte ha ribadito che, per essere valida, la remissione deve basarsi su fatti inequivocabili, obiettivi e concludenti, incompatibili con la volontà di persistere nell'azione penale. La mancata comparizione in giudizio della persona offesa o il fallimento di un accordo bonario non sono considerati sufficienti a tal fine.
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Remissione di querela: reato estinto in Cassazione
La Corte di Cassazione ha annullato una condanna per truffa perché, durante il ricorso, è intervenuta la remissione di querela da parte della persona offesa, ritualmente accettata dall'imputata. La Corte ha stabilito che questa causa di estinzione del reato prevale su ogni altra potenziale questione, inclusi i motivi di inammissibilità del ricorso, portando all'annullamento della sentenza senza rinvio e condannando l'imputata al solo pagamento delle spese processuali.
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Ricorso inammissibile e giudicato: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi di due imputati condannati per tentato furto aggravato. La sentenza chiarisce che un ricorso inammissibile forma un "giudicato sostanziale" che impedisce di applicare le nuove norme sulla procedibilità a querela introdotte dalla Riforma Cartabia, anche se richieste dal Procuratore Generale. La condanna diventa quindi definitiva.
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Remissione di querela: la Cassazione annulla la condanna
La Corte di Cassazione ha annullato senza rinvio una sentenza di condanna per frode. La decisione si fonda sulla remissione di querela, intervenuta durante il giudizio di legittimità e ritualmente accettata dall'imputato. Secondo la Corte, questa causa di estinzione del reato ha carattere pregiudiziale e prevale su qualsiasi altra valutazione di merito, inclusa la richiesta di proscioglimento per insussistenza del fatto.
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Remissione tacita querela: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'imputata condannata per truffa aggravata. La Corte ha stabilito che la mancata presentazione delle conclusioni da parte della persona offesa, costituita parte civile, non integra una remissione tacita di querela. Per la remissione, è necessaria una manifestazione di volontà inequivocabile di abbandonare l'istanza punitiva, non essendo sufficiente la mera inerzia processuale.
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Remissione tacita querela: no con solo risarcimento
Un imputato per furto aggravato ricorre in Cassazione sostenendo l'estinzione del reato per remissione tacita querela, avendo risarcito il danno alla vittima. La Corte ha rigettato il ricorso, specificando che un semplice atto di quietanza per il risarcimento del danno civile non equivale a una manifestazione inequivocabile di volontà di rimettere la querela e non estingue il procedimento penale.
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Remissione di querela: estinzione reato di truffa
La Corte di Cassazione, con sentenza 9622/2024, ha chiarito gli effetti della Riforma Cartabia sulla procedibilità del reato di truffa. In un caso in cui era già intervenuta la remissione di querela accettata dall'imputato, la Corte ha dichiarato l'estinzione del reato. La sentenza annulla parzialmente la condanna e ricalcola la pena per il residuo reato di resistenza a pubblico ufficiale, confermando l'immediata applicabilità delle nuove norme procedurali più favorevoli.
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Ricorso per saltum: la Cassazione annulla sentenza
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di proscioglimento per truffa aggravata, emessa per remissione di querela. Accogliendo il ricorso per saltum del Procuratore Generale, la Corte ha chiarito che il reato, data l'aggravante contestata, era procedibile d'ufficio e non a querela. La sentenza stabilisce inoltre che, in caso di annullamento a seguito di ricorso per saltum, il rinvio deve essere disposto al giudice competente per l'appello.
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Remissione di querela: estinzione reato e sentenza
Un individuo, condannato per truffa in primo e secondo grado, ha presentato ricorso in Cassazione. Durante l'udienza, la parte lesa ha formalizzato la remissione di querela, che è stata accettata dall'imputato. La Suprema Corte, preso atto dell'accordo, ha annullato senza rinvio la sentenza di condanna, dichiarando l'estinzione del reato. Le spese processuali sono state poste a carico dell'imputato.
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Remissione di querela: prevale sull’inammissibilità
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza per estinzione del reato a seguito di remissione di querela. La Corte ha stabilito che la causa estintiva del reato prevale su un'eventuale causa di inammissibilità dell'appello (nel caso di specie, la mancata elezione di domicilio), a condizione che l'impugnazione sia stata proposta tempestivamente. Di conseguenza, il processo si conclude con l'annullamento della condanna, nonostante il vizio procedurale dell'appello.
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Giustizia riparativa: non impugnabile il diniego
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro la decisione di un Tribunale che gli negava l'accesso a un programma di giustizia riparativa. La Suprema Corte ha stabilito che i provvedimenti che rigettano tale richiesta non sono impugnabili, in quanto il percorso di giustizia riparativa è un servizio pubblico distinto e non giurisdizionale, parallelo ma non integrato nel processo penale. Questa separazione giustifica l'assenza di un mezzo di impugnazione specifico, senza che ciò ponga problemi di legittimità costituzionale.
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Remissione querela in Cassazione: estingue il reato
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 5881/2024, ha annullato una condanna per truffa a seguito di una remissione di querela intervenuta durante il giudizio di legittimità. La Corte ha stabilito che l'estinzione del reato prevale su eventuali cause di inammissibilità del ricorso, portando all'annullamento senza rinvio della sentenza impugnata.
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Remissione tacita querela: l’assenza non basta
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 4780/2024, ha stabilito che la semplice assenza della persona offesa a un'udienza non può essere interpretata come una remissione tacita della querela, specialmente se in precedenza la stessa aveva manifestato una chiara volontà di proseguire con l'azione penale. Il ricorso di un'imputata, condannata in appello al risarcimento del danno dopo un'assoluzione in primo grado, è stato dichiarato inammissibile.
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Remissione di querela: furto estinto dalla Cassazione
La Corte di Cassazione ha annullato una condanna per furto aggravato. La decisione si basa sull'estinzione del reato a seguito della remissione di querela da parte della vittima, resa efficace da una modifica legislativa (Riforma Cartabia) che ha cambiato il regime di procedibilità per tale delitto, rendendolo perseguibile solo su querela di parte. La Corte ha stabilito che la remissione, anche se avvenuta prima della modifica di legge, prevale su altre questioni e determina l'annullamento senza rinvio della sentenza.
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Remissione di querela: annullamento in Cassazione
Un uomo condannato per tentato furto e resistenza a pubblico ufficiale ricorre in Cassazione. Durante il processo, la vittima del furto presenta una remissione di querela. La Suprema Corte annulla la condanna per il furto, dichiarando il reato estinto. Poiché il furto era il reato più grave su cui si basava la pena, la sentenza viene annullata con rinvio alla Corte d'Appello per rideterminare la sanzione per il solo reato di resistenza.
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Remissione tacita di querela: conseguenze e appello
Due individui, costituitisi parte civile in un procedimento per minacce, sono stati esclusi dal processo a seguito della loro assenza in udienza, interpretata dal giudice come remissione tacita di querela. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il loro ricorso, chiarendo che tale provvedimento non è autonomamente impugnabile in quanto non decisorio e non abnorme, potendo essere contestato solo con l'impugnazione della sentenza finale.
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Remissione di querela: reato di truffa estinto
Un soggetto, condannato in primo e secondo grado per truffa aggravata legata a una compravendita di auto, ha presentato ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha annullato la sentenza senza rinvio, non entrando nel merito dei motivi di ricorso, ma dichiarando l'estinzione del reato. La decisione si fonda sulla remissione di querela presentata dalle persone offese e accettata dall'imputato, un atto che ha prevalso sul giudizio di colpevolezza. L'imputato è stato comunque condannato al pagamento delle spese processuali.
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Remissione di querela: annullata condanna per truffa
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di condanna per truffa a seguito dell'intervenuta remissione di querela da parte della persona offesa, ritualmente accettata dall'imputato. Questo atto ha determinato l'estinzione del reato ai sensi dell'art. 152 c.p., rendendo superflua la discussione sui motivi del ricorso e comportando l'annullamento senza rinvio della decisione. Le spese processuali sono state poste a carico dell'imputato.
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Remissione di querela: annulla la truffa in Cassazione
La Corte di Cassazione annulla una condanna per truffa a seguito di una remissione di querela intervenuta durante il giudizio di legittimità. Parallelamente, dichiara inammissibile il ricorso per il reato di ricettazione, poiché i motivi erano una mera riproposizione di quelli già respinti in appello. La pena finale viene quindi rideterminata tenendo conto solo della condanna per ricettazione.
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Remissione di querela: estinzione reato di truffa
La Corte di Cassazione annulla una condanna per truffa. Nonostante la condanna in primo grado e in appello, la remissione di querela, accettata dall'imputato durante il giudizio di legittimità, ha causato l'estinzione del reato, portando all'annullamento della sentenza senza rinvio.
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