La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità di una sanzione disciplinare (sospensione) a carico di alcuni macchinisti. I lavoratori avevano aderito a una protesta sindacale, attuando un rifiuto ordine di servizio che imponeva di iniziare il turno alle 4:25 anziché alle 5:00, causando un ritardo di venti minuti a un treno. Secondo la Corte, il rifiuto del lavoratore è illegittimo se contrario a buona fede e sproporzionato rispetto alla presunta inadempienza del datore. In questo caso, l'ordine si basava su un accordo apparentemente valido e la richiesta, avvenuta solo in due occasioni, non ledeva esigenze vitali dei dipendenti. Il danno al servizio pubblico ha reso il loro comportamento sanzionabile.
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