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Art. 1421 Codice Civile — Anno 2023

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69 provvedimenti

Altri anni per Art. 1421 Codice Civile

Onere della prova e cessione di ramo d’azienda
La Corte di Cassazione ha stabilito che, in caso di cessione di un ramo d'azienda, l'onere della prova relativo all'esclusione di uno specifico rapporto contrattuale spetta all'istituto di credito cessionario. La mera pubblicazione in Gazzetta Ufficiale non è sufficiente a dimostrare che un determinato credito non fosse compreso nell'operazione. Il ricorso della banca è stato dichiarato inammissibile.
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Ricorso per cassazione: quando è inammissibile?
Un garante, dopo aver perso in primo e secondo grado una causa relativa a una fideiussione, ha presentato un ricorso per cassazione basato su motivi in parte nuovi e in parte mirati a una rivalutazione dei fatti. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, sottolineando che non è possibile introdurre nuove eccezioni nei gradi successivi del giudizio e che la Corte non può riesaminare il merito della controversia, ma solo la corretta applicazione della legge.
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Impugnazione estratto conto fideiussore: limiti
La Cassazione ha stabilito che l'impugnazione dell'estratto conto da parte del fideiussore è preclusa se il debitore principale non ha contestato le annotazioni nei termini. In un caso di fideiussione per un debito societario, i garanti non hanno potuto sollevare eccezioni tardive o relative a poste non contestate dalla società, confermando così la decisione dei giudici di merito.
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Motivo di appello: la specificità per l’ammissibilità
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile perché i ricorrenti si sono limitati a riproporre le loro tesi difensive senza criticare specificamente le motivazioni della sentenza d'appello. Il caso riguardava un'opposizione a un'esecuzione forzata basata sul presunto uso improprio di fondi di un mutuo da parte di una banca. La Corte ha ribadito che un motivo di appello, per essere ammissibile, deve contenere una critica argomentata della decisione impugnata, non una mera riproposizione delle proprie difese.
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Polizza fideiussoria: quando la prescrizione si ferma?
Un gruppo di banche ha contestato una decisione che le obbligava a onorare una polizza fideiussoria, sostenendo che il diritto del creditore fosse prescritto. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che la richiesta di ammissione al passivo nel fallimento del debitore principale interrompe la prescrizione anche nei confronti delle banche garanti. Tale atto, infatti, estende i suoi effetti ai condebitori solidali, come i fideiussori, in base all'art. 1310 c.c. Gli altri motivi di ricorso sono stati dichiarati inammissibili per vizi procedurali.
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Danno da occupazione abusiva: no al risarcimento automatico
Un'ordinanza della Corte di Cassazione affronta il caso di un Comune che ha continuato a occupare un terreno privato per lo stoccaggio di rifiuti oltre la scadenza del contratto. La Corte, applicando un recente principio delle Sezioni Unite, stabilisce che il danno da occupazione abusiva non è automatico ('in re ipsa'), ma deve essere specificamente allegato dal proprietario. La sentenza di merito che aveva liquidato il danno come conseguenza automatica dell'occupazione è stata quindi annullata con rinvio, segnando un'importante evoluzione nella quantificazione di tale pregiudizio.
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Competenze geometra: contratto nullo senza compenso
La Corte di Cassazione ha confermato la nullità di un contratto d'opera professionale stipulato con un geometra per la progettazione di un tetto in cemento armato. Poiché tale attività rientra nelle competenze esclusive degli ingegneri, il contratto è stato dichiarato radicalmente nullo. Di conseguenza, al geometra non spetta alcun compenso per l'attività svolta, in quanto le sue competenze professionali non erano adeguate all'incarico ricevuto.
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Clausola penale concessione: valida senza contratto?
Una società di servizi pubblici impugnava una penale irrogata da un Ente Comunale per il ritardo nella comunicazione formale di fine lavori su suolo pubblico. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che la clausola penale concessione prevista nel regolamento comunale accettato dalla società non è una sanzione amministrativa, ma una valida clausola contrattuale privatistica. La Corte ha chiarito che l'accordo si perfeziona con la domanda dell'impresa e il successivo rilascio dell'autorizzazione da parte dell'ente, senza necessità di un unico documento.
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Onere della prova bancario: la guida completa
Una società in liquidazione ha citato in giudizio un istituto di credito per l'applicazione di interessi ultralegali e altre somme non dovute su due conti correnti. Le corti di merito hanno respinto la domanda, attribuendo alla società l'onere della prova bancario, ovvero la mancata produzione dei contratti. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, affermando che in un'azione di ripetizione di indebito, la prova della mancanza di una causa giustificativa (un fatto negativo) può essere fornita anche tramite presunzioni, come la mancata produzione del contratto da parte della banca, che ha l'obbligo di conservarlo.
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