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Art. 142 Codice della Strada

176 provvedimenti

Taratura autovelox: la prova grava sull’amministrazione
Una società impugna quattro verbali per eccesso di velocità rilevati tramite sistema tutor. L'automobilista contesta la mancata dimostrazione della regolare taratura dell'apparecchiatura. I giudici di merito respingono l'opposizione ritenendo che spettasse al cittadino provare il malfunzionamento dello strumento. La Corte di Cassazione accoglie invece il ricorso del trasgressore. La Suprema Corte ribadisce che la prova della taratura autovelox spetta alla Pubblica Amministrazione. Il verbale di contravvenzione non basta a certificare l'affidabilità tecnica dello strumento. L'ente impositore deve produrre in giudizio il certificato di verifica periodica con cadenza almeno annuale. La sentenza impugnata viene quindi annullata con rinvio per una nuova valutazione.
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Multa con autovelox noleggiato: la Cassazione salva il verbale
Un'automobilista riceve una sanzione per eccesso di velocità rilevata da un dispositivo elettronico automatico e decide di impugnarla. Il ricorso contesta la visibilità dei cartelli stradali di preavviso e la gestione del servizio, affidata dal Comune a una ditta privata compensata con una quota percentuale sui proventi delle infrazioni. La Corte di Cassazione conferma la piena validità della multa con autovelox noleggiato: gli accordi economici e operativi tra l'ente locale e il fornitore esterno restano del tutto estranei alla sussistenza materiale della violazione, a patto che la Polizia Locale mantenga la titolarità esclusiva sulla validazione delle fotografie e sulla redazione dei verbali.
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Elezione di domicilio: errore PEC e ricorso perso in Cassazione
Un automobilista riceve una sanzione amministrativa dal Comune per eccesso di velocità. Il difensore propone opposizione davanti al Giudice di Pace senza effettuare l'elezione di domicilio nel comune del giudice. La cancelleria invia la comunicazione dell'udienza a un indirizzo PEC errato. L'automobilista impugna la decisione sostenendo la violazione del diritto di difesa per la mancata notifica dell'udienza. La Corte di Cassazione rigetta il ricorso. All'epoca dei fatti la cancelleria del Giudice di Pace non era abilitata alle notifiche PEC con valore legale per assenza del decreto ministeriale. Pertanto l'elezione di domicilio era obbligatoria e la notifica mediante deposito in cancelleria risulta pienamente valida. L'automobilista perde la causa e viene condannato al pagamento delle spese processuali.
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Segnaletica Autovelox: un solo cartello basta? La Cassazione chiarisce
Un Lavoratore ha contestato una multa per eccesso di velocità (100 km/h in un limite di 50 km/h) e la sospensione della patente. Il Lavoratore sosteneva che il cartello di preavviso della Segnaletica Autovelox era posizionato solo sul lato destro di una strada a doppia corsia e non era visibile. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha stabilito che non esiste l'obbligo di posizionare due cartelli di preavviso (uno per lato) su strade a doppia corsia. Basta che il segnale sia visibile sulla corsia dove avviene il rilevamento. Il verbale di accertamento, essendo atto pubblico, fa piena prova fino a querela di falso e attestava che il veicolo circolava isolato e il segnale era visibile. La prova dell'inadeguatezza della segnaletica spetta al Lavoratore.
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Autovelox e multe: la Cassazione conferma la validità delle sanzioni
Un automobilista ha ricevuto una multa per eccesso di velocità rilevato da un autovelox. Ha contestato la sanzione, sostenendo che il decreto prefettizio che autorizzava l'installazione dell'autovelox fosse illegittimo e che la segnalazione non fosse adeguata. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha stabilito che il giudice può valutare la legittimità del decreto prefettizio solo per vizi formali, non di merito. Per le strade statali, il parere dell'ente proprietario non è necessario se coincide con la Prefettura. La segnalazione dell'autovelox deve essere adeguata, ma non esiste una distanza minima fissa. L'omologazione dell'autovelox era regolare, rendendo irrilevante la modalità di rilevazione. La multa per autovelox è quindi valida.
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Multa Autovelox e Spese Processuali: Quando il Ricorso è Inammissibile
La Cittadina ha contestato una multa per eccesso di velocità, sostenendo che l'autovelox non fosse segnalato o funzionante. Il Giudice di Pace ha annullato la multa, ma ha compensato le spese legali. La Cittadina ha impugnato questa decisione sulle spese. Il Tribunale ha confermato la compensazione spese processuali, citando l'esistenza di contrastanti interpretazioni giurisprudenziali sull'onere della prova della corretta segnalazione. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso della Cittadina, ribadendo che la compensazione delle spese era giustificata dal contrasto interpretativo e non dalle questioni di merito sulla multa. La Cittadina è stata condannata a pagare le spese legali del giudizio di Cassazione.
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Multa Veicolo in Leasing: Identificazione Conducente e Notifica, Chi Vince?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un Comune contro l'annullamento di una multa per eccesso di velocità. Il veicolo era in leasing, e il Comune contestava la difficoltà di identificare il conducente e la corretta notifica multa veicolo in leasing entro i termini. La Suprema Corte ha confermato che l'identità del trasgressore era comunque ricavabile dai registri pubblici. Il Comune è stato condannato a pagare le spese legali al cittadino, ribadendo l'importanza della corretta identificazione del responsabile della violazione, anche in presenza di contratti di leasing.
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Notifica verbale Codice della Strada: Poste e relata a confronto
Un automobilista riceve una sanzione per eccesso di velocità e contesta la tardività della spedizione. Il trasgressore sostiene che l'atto sia stato inviato oltre il termine di novanta giorni dall'infrazione, basandosi sui dati del tracciamento postale online. L'amministrazione regionale dimostra invece la tempestiva consegna all'ufficio postale tramite la relata dell'agente accertatore. La Corte di Cassazione respinge il ricorso dell'automobilista e conferma la validità della sanzione. La notifica verbale Codice della Strada si perfeziona per la Pubblica Amministrazione al momento della consegna del plico al servizio postale, indipendentemente dalla successiva data di recapito o di smistamento. Inoltre, la relata gode di fede privilegiata ed è superabile solo con querela di falso.
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Autovelox non tarato: la multa è valida? La Cassazione decide
Una Cittadina ha contestato una multa per eccesso di velocità rilevata da un autovelox, sostenendo la mancata prova della sua corretta taratura. Il Tribunale aveva dato ragione all'Amministrazione, ma la Corte di Cassazione ha parzialmente accolto il ricorso della Cittadina. La Suprema Corte ha ribadito che l'Amministrazione deve sempre dimostrare l'omologazione e la periodica taratura autovelox con apposite certificazioni. Ha anche chiarito che l'Amministrazione, se si difende con un proprio funzionario, non ha diritto al rimborso delle spese legali. La Cittadina ha quindi ottenuto l'annullamento delle spese di primo grado.
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Multa Autovelox: Segnalazione Adeguata su Strada Principale Basta?
Un automobilista ha contestato una multa per eccesso di velocità rilevata da un autovelox su una strada extraurbana principale. Il Lavoratore sosteneva che la segnalazione dell'apparecchiatura fosse inadeguata e che il verbale non indicasse il decreto prefettizio che autorizzava il rilevamento. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha stabilito che, su una strada extraurbana principale, per un autovelox mobile presidiato, non è richiesto il preavviso di un chilometro. È sufficiente una segnalazione "adeguata" che renda visibile la presenza del dispositivo, come avvenuto nel caso specifico. La Corte ha quindi confermato la validità della multa.
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Mancata segnalazione autovelox: multa annullata, Comune condannato
Il Comune ha multato un Cittadino per eccesso di velocità, rilevato da un autovelox mobile. Il Cittadino ha contestato la sanzione, sostenendo la mancata segnalazione autovelox. Sia il Giudice di Pace che il Tribunale di Latina hanno accolto l'opposizione. Il Comune ha presentato ricorso in Cassazione, argomentando che il verbale di accertamento godeva di "fede privilegiata" e la sua veridicità poteva essere messa in discussione solo tramite "querela di falso". La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso del Comune inammissibile. Ha stabilito che la sentenza impugnata si basava sulla specifica circostanza, non contestata dal Comune, che la segnalazione dell'autovelox non era visibile dal punto di ingresso del Cittadino sulla strada. Il Comune è stato condannato a pagare le spese legali al Cittadino.
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Semaforo verde ed eccesso di velocità: scatta l’omicidio stradale
Un automobilista percorreva un centro urbano superando i limiti di velocità prescritti. All'incrocio, un furgone è passato con il semaforo rosso e ha impattato l'automobile. A causa del violento scontro, la vettura ha deviato la traiettoria, ha abbattuto un palo semaforico e ha travolto un pedone sul marciapiede, causandone la morte. La Corte d'Appello ha condannato entrambi i conducenti per il reato di omicidio stradale in cooperazione colposa. Il conducente dell'auto ha proposto ricorso per cassazione, contestando la ricostruzione della velocità e sostenendo l'inevitabilità dell'incidente. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso e ha confermato la condanna a sei mesi di reclusione con risarcimento danni. I giudici hanno chiarito che il rispetto dei limiti avrebbe consentito di frenare e deviare, evitando il tragico epilogo.
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Lesioni stradali: autista condannato, ricorso inammissibile
Un autista, alla guida di un autoarticolato, ha causato un incidente stradale per eccesso di velocità e mancato rispetto della distanza di sicurezza, urtando un'autovettura e provocando lesioni stradali alla conducente. Condannato in primo grado per lesioni stradali, ha visto la pena parzialmente riformata in appello. L'autista ha poi presentato ricorso in Cassazione, sostenendo il concorso di colpa della vittima, l'eccessiva pena e la subordinazione della sospensione condizionale al pagamento della provvisionale. La Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando la condanna e l'obbligo di pagamento, poiché le argomentazioni erano un tentativo di rivalutare le prove, non consentito in sede di legittimità.
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Omicidio colposo stradale: velocità fatale, aquaplaning non scusa
La Cassazione ha confermato la condanna per omicidio colposo stradale a carico di un'automobilista. La conducente, in condizioni meteo avverse, procedeva a velocità eccessiva, perdendo il controllo del veicolo e causando un incidente fatale con due vittime. La difesa aveva sostenuto la tesi dell'aquaplaning e contestato il calcolo della velocità. Tuttavia, i giudici di merito avevano accertato la sua esclusiva responsabilità per sovrasterzo dovuto a velocità inadeguata. La Suprema Corte ha dichiarato i ricorsi inammissibili, ribadendo che non può riesaminare i fatti già accertati dai giudici precedenti, la cui motivazione era logica e coerente.
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Mancata precedenza allo stop: confermata la condanna
Un automobilista ha impegnato un incrocio senza arrestarsi al segnale di stop, procedendo a velocità non adeguata. L'impatto con un altro veicolo che viaggiava a velocità elevata ha causato la morte di più persone e il ferimento di altre. La difesa del conducente ha sostenuto che l'eccesso di velocità dell'altro mezzo rappresentasse la causa esclusiva del sinistro. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando la condanna a tre anni di reclusione per omicidio colposo aggravato. La corte ha ribadito che la mancata precedenza allo stop costituisce una violazione autonoma e determinante: ogni guidatore deve prevedere l'eventuale condotta imprudente altrui e usare la massima cautela, specie in presenza di ridotta visibilità.
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Principio di affidamento stradale: limiti in caso di incidente
Un motociclista viaggiava oltre i limiti di velocità e ha tamponato un ciclomotore immessosi da una strada laterale. Il conducente del ciclomotore è deceduto in seguito alle lesioni riportate. Il motociclista ha proposto ricorso sostenendo l'imprevedibilità della manovra della vittima e richiamando il principio di affidamento stradale. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. I giudici hanno chiarito che il principio di affidamento stradale non si applica quando l'automobilista nota preventivamente la condotta incerta dell'altro guidatore. In presenza di una manovra anomala già percepita, il conducente deve moderare la velocità e mantenere la distanza di sicurezza per prevenire l'impatto. Di conseguenza, la condanna a dieci mesi di reclusione e le sanzioni accessorie sono state confermate in modo definitivo.
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Omologazione rilevatori di infrazioni: multa nulla, spese ridotte
Un'Azienda riceve tre verbali per aver proseguto diritto con semaforo verde da una corsia riservata alla svolta a sinistra. L'infrazione viene rilevata da un dispositivo automatico approvato ma privo di omologazione. La Società impugna le sanzioni e ottiene l'annullamento sia dal Giudice di Pace sia dal Tribunale. L'Ente Locale ricorre in Cassazione sostenendo l'equipollenza tra approvazione e omologazione. La Suprema Corte rigetta la tesi dell'Ente, confermando che l'omologazione rilevatori di infrazioni è un requisito autonomo e indispensabile per la validità dell'accertamento. Tuttavia, la Cassazione accoglie il ricorso dell'Ente limitatamente alle spese legali liquidate in favore della Società, giudicate sproporzionate rispetto al valore della causa, rinviando al Tribunale per il ricalcolo degli importi.
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Liquidazione spese di lite: ricorso respinto senza documenti
L'Azienda ha impugnato una sanzione stradale per eccesso di velocità durante un trasporto eccezionale. Dopo la conferma del verbale nei primi due gradi di giudizio, l'Azienda ha proposto ricorso in Cassazione contestando la liquidazione spese di lite pari a 2.000 euro, ritenuta sproporzionata rispetto al valore della multa di 846 euro. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile per difetto di specificità. L'Azienda non ha infatti allegato o indicato con precisione i documenti e gli atti da cui dedurre il valore effettivo della causa, impedendo ai giudici la verifica della doglianza. Per l'effetto, l'Azienda perde il ricorso ed è tenuta al versamento di un ulteriore importo a titolo di contributo unificato.
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Autovelox e larghezza banchina: la Cassazione annulla la multa
L'Automobilista riceve un verbale di sanzione dal Comune per superamento dei limiti di velocità rilevato da un apparecchio fisso. Il dispositivo si trova su una strada provinciale classificata come extraurbana secondaria dal Prefetto. L'Automobilista impugna il verbale. Il Giudice di Pace e il Tribunale annullano la multa. La banchina stradale presenta infatti una larghezza di soli 60 centimetri con la presenza di un guard-rail, risultando inidonea al transito dei pedoni o alla sosta di emergenza. Il Comune ricorre in Cassazione per difendere l'operato della polizia locale. La Corte di Cassazione rigetta il ricorso del Comune. La Corte stabilisce che senza la larghezza minima della banchina la strada non possiede i requisiti tecnici di legge. Il tema relativo all'abbinamento tra Autovelox e larghezza banchina risulta decisivo per confermare l'illegittimità della sanzione e condannare l'amministrazione al pagamento delle spese.
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Omicidio stradale: guida senza patente e condanna confermata
Un giovane senza patente guidava in centro urbano a una velocità doppia rispetto al limite consentito. Il veicolo ha perso aderenza, ha invaso la corsia opposta e ha travolto mortalmente un pedone sul marciapiede. Dopo l'impatto, il conducente ha tentato di eludere le indagini fingendosi un semplice passeggero. I giudici hanno confermato la condanna a sei anni di reclusione per omicidio stradale aggravato dalla velocità eccessiva, dalla guida senza patente e dalla fuga. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'imputato. I dati della centralina del veicolo provano la velocità illecita e la gravità estrema della condotta esclude ogni attenuante generica.
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