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Art. 1418 Codice Civile — Sezione Seconda Civile

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385 provvedimenti

Altri anni per Art. 1418 Codice Civile

Contratto preliminare nullo: l’oggetto deve essere certo
La Corte di Cassazione ha confermato la nullità di un contratto preliminare di vendita immobiliare a causa dell'assoluta indeterminatezza dell'oggetto. La scrittura privata non specificava l'ubicazione né i confini del terreno e del fabbricato da costruire. La Corte ha chiarito che, affinché un contratto sia valido, l'immobile deve essere almeno determinabile sulla base di elementi presenti nell'accordo stesso, cosa che non avveniva nel caso di specie, rendendo il contratto preliminare nullo e non semplicemente inefficace.
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Ritenzione illegittima immobile: il risarcimento danni
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 26828/2024, ha confermato il diritto del committente al risarcimento del danno per la ritenzione illegittima immobile da parte dell'appaltatore. Il caso riguardava un contratto d'appalto per la ristrutturazione di una villa, al termine del quale l'appaltatore si era rifiutato di consegnare le chiavi per oltre quattro anni. La Corte ha ribadito che l'appaltatore non ha diritto di ritenzione e che il danno per il mancato godimento del bene può essere liquidato in base al suo valore locativo di mercato.
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Patto commissorio: nullità anche con atti collegati
La Corte di Cassazione ha confermato la nullità di una compravendita immobiliare per violazione del divieto di patto commissorio. Il caso riguardava un prestito tra fratelli, garantito da una procura a vendere che il creditore ha poi utilizzato per trasferire i beni del debitore alla propria moglie. Sebbene gli atti (mutuo, procura e vendita) fossero separati nel tempo, la Corte li ha considerati un'unica operazione elusiva, finalizzata a far acquisire al creditore la proprietà del bene in caso di inadempimento, in violazione dell'art. 2744 c.c.
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Disconoscimento fotocopia: come provare la firma?
In una controversia su un contratto preliminare di compravendita immobiliare, la Corte di Cassazione chiarisce un punto cruciale sul valore probatorio dei documenti. Se una parte contesta non solo la conformità della fotocopia all'originale, ma l'esistenza stessa del contratto e quindi la firma, non è sufficiente una perizia sulla copia. La parte che ha prodotto il documento deve presentare l'originale per la verificazione della firma, a meno che non dimostri di averlo smarrito senza colpa. La sentenza di merito che ha ammesso prove testimoniali senza questa premessa è stata cassata con rinvio.
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Immobile abusivo: No al trasferimento dal giudice
La Corte di Cassazione ha stabilito che non è possibile ottenere il trasferimento coattivo di un immobile tramite sentenza (ex art. 2932 c.c.) se questo è stato modificato sostanzialmente dopo la firma del contratto preliminare. In particolare, la costruzione di un immobile abusivo, privo di titolo edilizio e non sanabile, impedisce al giudice di emettere una sentenza che produca gli effetti del contratto non concluso, sia per la mancanza di identità tra il bene promesso e quello attuale, sia per la nullità dell'atto di trasferimento per violazioni urbanistiche.
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Delibera condominiale: nullità e annullabilità
Una condomina si oppone a un decreto ingiuntivo per spese condominiali, sostenendo la nullità della delibera condominiale sottostante. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, ribadendo un principio fondamentale: i vizi relativi alla ripartizione delle spese o alla mancata contabilizzazione di versamenti rendono la delibera annullabile, non nulla. Di conseguenza, l'impugnazione deve avvenire entro il termine perentorio di 30 giorni, ormai scaduto nel caso di specie.
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Compenso avvocato dipendente: quando spetta?
Un avvocato dipendente di un ente pubblico ha richiesto il pagamento delle spese legali liquidate in una causa vinta dall'ente. L'ente ha rifiutato, eccependo in appello l'incompatibilità del ruolo del professionista. La Cassazione ha annullato la decisione d'appello, stabilendo che la questione dell'incompatibilità, richiedendo nuovi accertamenti di fatto, non poteva essere sollevata per la prima volta in secondo grado. La sentenza ribadisce l'importanza dei limiti processuali a tutela del diritto al compenso dell'avvocato dipendente.
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Vendita fallimentare: nullità e rimedi per i terzi
Una società alberghiera, acquirente di un immobile da una procedura fallimentare, agiva in giudizio per l'accertamento di una servitù di passaggio. I proprietari del fondo vicino contestavano la titolarità del diritto, eccependo la nullità del decreto di trasferimento per presunte violazioni delle norme sulla competitività della vendita fallimentare. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, chiarendo che i vizi procedurali interni alla procedura concorsuale (vizi endofallimentari) devono essere fatti valere con gli appositi rimedi previsti dalla legge fallimentare (reclamo), e non possono essere invocati da terzi in un autonomo giudizio per invalidare l'acquisto, proteggendo così la stabilità delle vendite giudiziarie.
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Delibere condominiali nulle: la Cassazione decide
Una società costruttrice, esonerata dal pagamento delle spese condominiali per le unità invendute in base al regolamento, impugna una delibera che le addebita tali costi. La Corte di Cassazione, richiamando un principio delle Sezioni Unite, stabilisce che non si tratta di delibere condominiali nulle, bensì annullabili. La delibera, infatti, non mirava a modificare permanentemente i criteri di ripartizione, ma rappresentava una loro erronea applicazione al caso specifico. Di conseguenza, l'impugnazione, avvenuta oltre il termine di 30 giorni, è stata respinta come tardiva.
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Consegna Aliud Pro Alio: la Cassazione chiarisce
Un'azienda edile ha contestato una fornitura di pedane in legno, ritenendole inadatte all'uso pattuito e invocando la cosiddetta consegna aliud pro alio. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo un principio fondamentale: se il bene consegnato appartiene allo stesso genere di quello ordinato, anche se di qualità inferiore o con caratteristiche diverse, si tratta di un vizio e non di una consegna di 'qualcosa per qualcos'altro'. L'ordinanza chiarisce che per la risoluzione generale del contratto è necessaria una diversità radicale del bene, non solo qualitativa. La Corte ha inoltre confermato che le fatture accompagnatorie, se firmate dal destinatario, costituiscono piena prova del contratto.
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Onere della prova: vendita senza prezzo e decreto
La Corte di Cassazione ha chiarito un principio fondamentale sull'onere della prova nell'opposizione a decreto ingiuntivo. In un caso riguardante la vendita di un cavallo, la Corte d'Appello aveva accertato che il contratto era a titolo gratuito, ma non aveva revocato il decreto ingiuntivo per il pagamento del prezzo. La Cassazione ha corretto questo errore, stabilendo che se il creditore non dimostra il suo diritto al pagamento, perché la vendita è risultata senza corrispettivo, il decreto deve essere revocato. L'onere della prova del credito spetta sempre a chi agisce per il pagamento.
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Contratto preliminare multiproprietà: requisiti validità
Una società acquirente impugnava un contratto preliminare di multiproprietà sostenendone la nullità per indeterminatezza dell'oggetto. La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 18878/2024, ha rigettato il ricorso, chiarendo che per un contratto preliminare multiproprietà tra imprese non si applicano le tutele del consumatore. La validità dell'oggetto è garantita se, pur non essendo esplicitata la quota millesimale, essa è chiaramente determinabile dagli elementi presenti nel contratto, come l'indicazione delle suite e dei periodi di godimento.
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Contratto preliminare nullo: quando il prezzo è vago
La Corte di Cassazione conferma la nullità di un contratto preliminare di compravendita immobiliare a causa di una clausola sul prezzo ritenuta indeterminata. La clausola legava il prezzo alla futura cubatura edificabile, non definita al momento della stipula. La Corte ha stabilito che un contratto preliminare nullo non può essere risolto per inadempimento e ha respinto la tesi della malafede dei venditori, poiché la clausola era stata concordata da entrambe le parti.
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Responsabilità soci cancellazione: la Cassazione decide
Un condominio ha citato in giudizio la società costruttrice per gravi difetti dell'edificio. Dopo la cancellazione della società dal registro delle imprese, la Corte di Cassazione ha affrontato il tema della responsabilità dei soci. La sentenza stabilisce che la responsabilità soci cancellazione sorge automaticamente con il trasferimento del patrimonio residuo in comunione tra loro, senza necessità di provare l'effettivo incasso delle somme. Inoltre, la Corte ha dichiarato nulla qualsiasi rinuncia preventiva alla garanzia per gravi difetti ex art. 1669 c.c., poiché posta a tutela di interessi pubblici.
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Diritto uso parcheggio: la Legge Ponte prevale
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 18686/2024, ha riaffermato la prevalenza del diritto uso parcheggio per i condomini, stabilito dalla L. 765/1967 (Legge Ponte), sul diritto di prelazione vantato dal locatario di tali aree. La Corte ha stabilito che il vincolo pubblicistico di destinazione a parcheggio rende parzialmente nullo qualsiasi contratto, come una locazione, che sottragga tali spazi al loro uso pertinenziale, impedendo così la nascita di un valido diritto di prelazione in capo al conduttore.
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Dichiarazione falsa: nullità del contratto immobiliare
La Corte di Cassazione conferma la nullità di una compravendita immobiliare a causa della dichiarazione falsa del venditore. Quest'ultimo aveva attestato che l'immobile fosse stato costruito prima del 1967, mentre in realtà si trattava di una costruzione radicalmente diversa e successiva, edificata senza permesso. La Corte ha stabilito che la veridicità di tale dichiarazione è un requisito essenziale per la validità del contratto, non sanabile da una successiva e peraltro respinta domanda di condono.
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Estinzione del giudizio: la rinuncia chiude il caso
Una controversia relativa all'indennità per una servitù di passaggio, giunta fino alla Corte di Cassazione dopo una sentenza di Appello, si conclude in via definitiva. A seguito della rinuncia al ricorso da parte degli appellanti, accettata dalla controparte, la Suprema Corte dichiara l'estinzione del giudizio senza pronunciarsi nel merito della questione né sulle spese legali.
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Proprietà esclusiva garage: la prenotazione vince
La Corte di Cassazione ha stabilito che la prenotazione di un garage a favore di un socio di una cooperativa edilizia crea un titolo idoneo a garantirne la proprietà esclusiva. Tale prenotazione prevale sulla presunzione di bene comune al momento della costituzione del condominio. La Corte ha annullato la decisione d'appello che, d'ufficio e in assenza di una specifica domanda delle parti, aveva dichiarato nullo l'atto di acquisto del garage ritenendolo bene condominiale. Questo caso sottolinea l'importanza del titolo originario di assegnazione e il limite del potere decisionale del giudice (principio del chiesto e pronunciato).
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Modifica servitù di passaggio: l’accordo è vincolante
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 18004/2024, ha stabilito che un accordo scritto per la modifica servitù di passaggio, completo di planimetria, costituisce un contratto definitivo e vincolante. La parte che ha sottoscritto l'accordo non può rifiutarsi di adempiere, essendo obbligata a realizzare il nuovo percorso a proprie spese. La Corte ha rigettato il ricorso della proprietaria del fondo servente, che sosteneva la natura meramente preliminare e indeterminata dell'accordo, confermando la decisione della Corte d'Appello.
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Permuta cosa futura: nullità se l’oggetto è incerto
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 17961/2024, ha confermato la nullità di un contratto preliminare di permuta cosa futura. Il caso riguardava lo scambio di un terreno con appartamenti da costruire. La Corte ha stabilito che, per la sua validità, il contratto deve contenere criteri oggettivi e prestabiliti per individuare con certezza i futuri immobili, non potendo rimettere la loro determinazione a un successivo accordo o alla scelta discrezionale di una delle parti.
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