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Art. 140 Codice di Procedura Civile — Anno 2025

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362 provvedimenti

Altri anni per Art. 140 Codice di Procedura Civile

Estratto di ruolo: quando l’opposizione è inammissibile
Un contribuente ha impugnato una cartella di pagamento di cui è venuto a conoscenza tramite un estratto di ruolo, lamentando l'omessa notifica e la prescrizione del credito. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'azione inammissibile per carenza di interesse ad agire, stabilendo che, in assenza di un atto di minaccia concreto da parte dell'agente della riscossione, la semplice conoscenza dell'iscrizione a ruolo tramite estratto non è sufficiente a giustificare un'azione legale.
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Inammissibilità dell’appello: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità dell'appello presentato da una società immobiliare contro una decisione della Commissione Tributaria Regionale. Il motivo risiede nel fatto che l'appello non ha contestato la specifica ragione giuridica (ratio decidendi) della sentenza impugnata, ma ha riproposto questioni già ritenute inammissibili in secondo grado. La Corte ha ribadito che i motivi di ricorso devono confrontarsi direttamente con le motivazioni della decisione che si intende censurare, pena l'inammissibilità.
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Appello incidentale tardivo valido: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha stabilito che un appello incidentale tardivo è procedibile e può essere esaminato nel merito anche se l'appello principale viene dichiarato inammissibile. Nel caso specifico, la tempestività dell'appello incidentale dell'Agenzia delle Entrate è stata garantita da una norma sulla sospensione dei termini (D.L. 50/2017). La Corte ha inoltre ribadito la facoltà delle parti di produrre nuovi documenti in appello nel processo tributario, ai sensi dell'art. 58 del D.Lgs. 546/1992, purché entro i termini di legge.
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Notifica tempestiva appello: quando vale la consegna
L'appello di un contribuente contro un avviso di liquidazione era stato dichiarato inammissibile perché ritenuto tardivo. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione, stabilendo che per la notifica tempestiva appello, fa fede la data di consegna dell'atto all'ufficio postale da parte del notificante, non la data di ricezione da parte del destinatario. La Corte ha inoltre rilevato un errore di fatto del giudice precedente nel calcolo dei termini. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame.
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Travisamento della prova: quando il ricorso è inammissibile
Un ente di riscossione ha presentato ricorso in Cassazione lamentando un travisamento della prova da parte del giudice di merito, che non aveva riconosciuto la validità della notifica di una cartella. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo un principio fondamentale: l'errore di percezione di una prova (travisamento) va contestato con la revocazione e non con il ricorso in Cassazione, riservato agli errori di diritto.
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Notifica cartella esattoriale: i chiarimenti della Corte
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un contribuente che contestava la validità di alcune cartelle di pagamento. La Corte ha chiarito che per la notifica cartella esattoriale tramite raccomandata diretta non sono necessarie le formalità previste per gli ufficiali giudiziari, come l'invio della CAN. Inoltre, ha ribadito che il disconoscimento di una copia deve essere specifico e non generico, e ha confermato i termini di prescrizione applicabili.
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Nullità della notifica: quando è inammissibile?
Una società fallita ha impugnato un estratto di ruolo sostenendo la mancata notifica della cartella di pagamento. L'Agenzia ha dimostrato di aver notificato l'atto secondo la procedura di irreperibilità assoluta. La curatela ha quindi tentato di contestare la validità di tale procedura, ma la Corte di Cassazione ha dichiarato il motivo inammissibile. Il principio chiave è che le specifiche ragioni di nullità della notifica devono essere sollevate fin dal primo ricorso e non possono essere introdotte in fasi successive del giudizio.
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Disconoscimento fotocopie: la Cassazione decide
Una società immobiliare ha impugnato un preavviso di iscrizione ipotecaria per tributi locali non pagati, contestando la validità delle fotocopie degli atti prodotti dal Comune. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, chiarendo che il disconoscimento fotocopie deve essere specifico e non generico per essere efficace. La Corte ha inoltre ribadito che la richiesta di rateizzazione del debito costituisce un riconoscimento dello stesso, interrompendo la prescrizione.
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Notifica cartella esattoriale: quando il ricorso è nullo
Un contribuente impugna una cartella esattoriale sostenendo un vizio di notifica. La Corte di Cassazione dichiara il ricorso inammissibile perché il ricorrente ha impropriamente mescolato diversi motivi di appello, un errore comune nella gestione della notifica cartella esattoriale. La sentenza ribadisce che l'onere di provare la mancata ricezione spetta al destinatario.
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Litisconsorzio necessario: sentenza nulla senza un erede
Una controversia edilizia prosegue dopo il decesso degli attori originari. La Corte d'Appello emette una sentenza considerando solo una delle due coeredi. La Corte di Cassazione annulla la decisione per violazione del litisconsorzio necessario, stabilendo che il processo doveva obbligatoriamente coinvolgere entrambe le eredi per essere valido.
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Prescrizione sanzioni tributarie: Cassazione e i 5 anni
Una società ha contestato un'intimazione di pagamento basata su un precedente avviso di accertamento, eccependo diverse nullità procedurali e, soprattutto, la prescrizione del credito. Al centro della controversia vi era la durata della prescrizione sanzioni tributarie e degli interessi. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso su questo punto specifico, stabilendo che il termine di prescrizione per sanzioni e interessi fiscali è di cinque anni, e non dieci, qualora il credito non derivi da una sentenza passata in giudicato. La Corte ha quindi cassato con rinvio la sentenza di secondo grado limitatamente a tale aspetto.
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Irreperibilità relativa: la Cassazione fa chiarezza
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società che contestava la validità della notifica di un avviso di accertamento per irreperibilità relativa. L'ordinanza stabilisce che, per perfezionare la notifica, è sufficiente la prova che la comunicazione di avvenuto deposito (CAD) sia giunta all'indirizzo del destinatario, anche se non ritirata. La prova è costituita dall'avviso di ricevimento della CAD, che attesta l'immissione nella cassetta postale o l'affissione alla porta, facendo così decorrere i termini per l'impugnazione.
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Ricorso per Cassazione inammissibile: le regole
Una società ha impugnato una serie di cartelle di pagamento, ma il suo appello è stato respinto sia in primo che in secondo grado. Successivamente, ha presentato ricorso alla Corte di Cassazione, che ha dichiarato il ricorso per Cassazione inammissibile. La Corte ha stabilito che i motivi di ricorso erano formulati in modo tecnicamente errato, mescolando diverse censure in modo confuso e non affrontando specificamente le ragioni della decisione del giudice d'appello. Anche la richiesta di sospensione del processo è stata respinta.
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Irreperibilità assoluta: quando la notifica è valida
Una società contesta una cartella di pagamento sostenendo la mancata notifica dell'atto presupposto. La Cassazione ha respinto il ricorso, ritenendo valida la notifica per irreperibilità assoluta (art. 60, lett. e, DPR 600/73). La Corte ha ribadito che tale procedura è legittima quando il messo notificatore, dopo adeguate ricerche nel comune, attesta che il contribuente non ha più né abitazione, né ufficio, né azienda. La certificazione del messo gode di fede privilegiata.
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Notifica nulla: la Cassazione ordina la rinnovazione
In una causa condominiale riguardante l'uso improprio di un cortile da parte di un'attività commerciale, la Corte di Cassazione ha sospeso il giudizio di merito. La Corte ha riscontrato una notifica nulla nei confronti di due litisconsorti necessari, ordinando all'appellante di rinnovare la comunicazione entro quaranta giorni. La decisione sottolinea l'importanza inderogabile della corretta instaurazione del contraddittorio prima di poter esaminare il ricorso.
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Agevolazioni prima casa: la Cassazione è chiara
La Corte di Cassazione ha confermato la revoca delle agevolazioni prima casa a un contribuente che non aveva trasferito la propria residenza nel comune dell'immobile acquistato entro 18 mesi. L'ordinanza sottolinea che le semplici lungaggini burocratiche non costituiscono una valida giustificazione. Il ricorso è stato inoltre dichiarato inammissibile per carenze procedurali, ribadendo la necessità di una corretta formulazione degli atti di impugnazione.
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Notifica PEC Cassazione: la prova in .eml è decisiva
Una società propone ricorso in Cassazione ma non fornisce la prova della notifica PEC Cassazione nei formati richiesti (.eml/.msg). La Corte Suprema dichiara il ricorso inammissibile, ribadendo che la copia cartacea non basta e che il vizio non è sanabile, impedendo la prosecuzione del giudizio.
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Notifica irreperibilità assoluta: i requisiti di validità
Un contribuente ha impugnato un'intimazione di pagamento sostenendo la mancata notifica degli avvisi di accertamento presupposti. L'Amministrazione Finanziaria aveva tentato una prima notifica per irreperibilità relativa (art. 140 c.p.c.) e una seconda per notifica irreperibilità assoluta (art. 60 d.P.R. 600/73). La Cassazione ha confermato la nullità della notifica, specificando che per l'irreperibilità relativa è necessaria la prova di ricezione della raccomandata informativa e, per l'irreperibilità assoluta, il notificatore deve documentare le ricerche effettive svolte per accertare l'assenza del destinatario dal comune.
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Impugnazione estratto di ruolo: quando è ammissibile?
Un contribuente ha contestato una cartella di pagamento venendo a conoscenza del debito tramite un estratto di ruolo e sostenendo la mancata notifica dell'atto originale. La Corte di Cassazione, applicando la recente normativa sulla impugnazione estratto di ruolo, ha dichiarato il ricorso originario inammissibile. La Corte ha stabilito che l'impugnazione è possibile solo se il contribuente dimostra di subire un pregiudizio specifico e concreto dall'iscrizione a ruolo, come l'esclusione da appalti pubblici. In assenza di tale prova, l'azione è inammissibile fin dall'origine.
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Impugnazione estratto di ruolo: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con un'ordinanza interlocutoria, affronta un caso di impugnazione di estratti di ruolo da parte di una società. L'Agente della Riscossione sostiene l'inammissibilità del ricorso alla luce delle nuove norme che limitano l'impugnazione dell'estratto di ruolo solo in presenza di un concreto pregiudizio. La Corte, non potendo verificare dagli atti se la contestazione iniziale riguardasse le cartelle sulla base degli estratti, ha disposto l'acquisizione del fascicolo d'ufficio per poter decidere nel merito, rinviando la trattazione.
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