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Art. 140 Codice di Procedura Civile — Anno 2024

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312 provvedimenti

Altri anni per Art. 140 Codice di Procedura Civile

Notifica cartella esattoriale: quando è valida?
Un contribuente ha impugnato diverse cartelle di pagamento sostenendo l'invalidità della notifica. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che la notifica della cartella esattoriale è valida se eseguita secondo le procedure di legge. In particolare, in caso di irreperibilità relativa del destinatario, è sufficiente produrre l'avviso di ricevimento della raccomandata informativa del deposito dell'atto. La Corte ha inoltre ribadito che la consegna al custode dello stabile è una modalità valida e che l'agente della riscossione non è tenuto a produrre in giudizio la copia integrale della cartella per dimostrare la regolarità della notifica.
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Notifica irreperibilità relativa: retroattività e nullità
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 2552/2024, ha stabilito che la sentenza della Corte Costituzionale n. 258/2012 si applica retroattivamente. Di conseguenza, una notifica per irreperibilità relativa di una cartella di pagamento, eseguita prima del 2012 senza l'invio della raccomandata informativa (CAD), è da considerarsi nulla. Tale nullità si estende all'atto successivo, come l'intimazione di pagamento, se il rapporto giuridico non si è ancora esaurito, ovvero se è stato tempestivamente contestato dal contribuente.
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Notifica atti tributari: è valida alla residenza del socio?
Una società ha contestato una cartella di pagamento per ICI sostenendo la nullità della notifica degli atti di accertamento preliminari, avvenuta presso la residenza del socio accomandatario e non presso la sede legale. La Corte di Cassazione, dopo aver corretto un proprio precedente errore di fatto, ha stabilito che la notifica degli atti tributari è perfettamente valida anche se effettuata direttamente alla persona fisica che rappresenta la società, in via alternativa alla notifica presso la sede legale, rigettando così il ricorso del contribuente.
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Notifica cartella esattoriale: onere della prova
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 2293/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un contribuente contro un fermo amministrativo. La causa verteva sulla presunta nullità della notifica della cartella esattoriale. La Corte ha stabilito che, per contestare una notifica in sede di legittimità, il ricorrente deve trascrivere integralmente la relata di notifica nell'atto di ricorso, in ossequio al principio di autosufficienza. Non avendolo fatto, il ricorso è stato respinto.
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Notifica cartella esattoriale: quando inizia a decorrere?
Una società impugna una cartella esattoriale, ma il ricorso viene dichiarato tardivo. La Cassazione chiarisce i termini per la notifica cartella esattoriale in caso di irreperibilità relativa del destinatario, stabilendo che il termine per impugnare decorre dal ricevimento della raccomandata informativa o, in mancanza, dal decimo giorno successivo alla sua spedizione, confermando la decisione dei giudici di merito.
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Impugnazione cartella esattoriale: quando è lecita?
Un contribuente impugna diverse cartelle di pagamento mai notificate, scoperte solo tramite un estratto di ruolo. La Corte di Cassazione, applicando una recente normativa, ha dichiarato il ricorso inammissibile. La Corte ha stabilito che l'impugnazione di una cartella esattoriale non notificata è possibile solo se il contribuente dimostra di subire un pregiudizio concreto e attuale, come l'impossibilità di partecipare a gare d'appalto. Mancando tale prova, l'azione legale non può procedere.
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Sanzioni amministrative: notifica e prescrizione
La Corte di Cassazione si è pronunciata su un caso di sanzioni amministrative per l'indebita percezione di fondi agricoli europei. La Corte ha rigettato il ricorso principale, confermando che il termine di prescrizione per la contestazione decorre non dall'inizio delle indagini penali, ma dal momento in cui l'autorità giudiziaria autorizza l'uso degli atti. È stata inoltre confermata la validità della notifica dell'atto a un familiare, anche se non convivente. L'esistenza delle opere finanziate non esclude l'illecito se provato il meccanismo fraudolento basato su fatture false e movimentazioni finanziarie fittizie.
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Notifica sede legale errata: quando è nulla
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 1744/2024, ha stabilito che la notifica di un atto giudiziario alla vecchia sede legale di una società è nulla se il trasferimento è stato regolarmente iscritto nel Registro delle Imprese. Il caso riguardava un'impresa edile condannata in primo grado dopo una notifica per la riassunzione del processo inviata a un indirizzo non più attuale. La Corte ha chiarito che l'iscrizione del cambio di sede è prova sufficiente per invalidare la notifica, annullando la sentenza d'appello e rinviando la causa al primo giudice per violazione del principio del contraddittorio.
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Ricorso inammissibile per notifica mancante: la guida
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile presentato da un condominio perché non è stata depositata la prova della notifica all'altra parte. La sentenza sottolinea che la produzione dell'avviso di ricevimento è un onere imprescindibile per il ricorrente, la cui omissione, in assenza di costituzione della controparte, impedisce al giudice di esaminare il merito della causa e porta alla declaratoria di inammissibilità.
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Irreperibilità assoluta: quando la notifica è nulla
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 1172/2024, ha stabilito che la notifica di un atto a un contribuente per irreperibilità assoluta è nulla se l'agente notificatore non compie e documenta adeguate ricerche preventive nel comune di domicilio fiscale. Una semplice dichiarazione di 'trasferimento' da parte di un portiere non è sufficiente. Il caso riguardava un contribuente che aveva impugnato un'intimazione di pagamento, sostenendo di non aver mai ricevuto la cartella esattoriale presupposta. La Corte ha accolto il ricorso, annullando la notifica perché non era stato provato che l'agente avesse verificato l'effettiva assenza di un'altra abitazione, ufficio o azienda del contribuente nello stesso comune.
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Notifica ex art. 140 cpc: quando è valida e definitiva
Un contribuente ha impugnato una cartella di pagamento sostenendo la mancata notifica del precedente avviso di accertamento. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, chiarendo che la notifica ex art. 140 c.p.c. si perfeziona con il ricevimento della raccomandata informativa che avvisa del deposito dell'atto. Di conseguenza, non avendo impugnato l'avviso, la pretesa fiscale è divenuta definitiva.
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Iscrizione ipotecaria: la notifica di tutte le cartelle
Un contribuente contesta un'iscrizione ipotecaria sostenendo la mancata notifica di alcuni atti presupposti. La Corte di Cassazione accoglie il ricorso, stabilendo che, ai fini della validità dell'iscrizione ipotecaria, il giudice di merito deve verificare la corretta notifica di tutte le cartelle di pagamento alla base della misura, non solo di una parte di esse. La sentenza impugnata viene annullata con rinvio per non aver condotto tale verifica completa.
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Notifica cartella esattoriale: validità e termini
La Corte di Cassazione conferma la validità di una notifica di cartella esattoriale preceduta da inviti di pagamento consegnati a un terzo (vicino di casa). Il Collegio chiarisce che se la legge vigente al momento della notifica non prevedeva l'obbligo di inviare una seconda raccomandata informativa, la procedura è da considerarsi rituale. La mancata impugnazione degli atti prodromici nei termini di legge li rende definitivi, precludendo la possibilità di sollevare le medesime eccezioni (come la decadenza) contro la successiva cartella esattoriale.
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Notifica appello: onere del notificante e domicilio
Un'ordinanza della Cassazione stabilisce che in caso di trasferimento del difensore, spetta al notificante l'onere di ricercare il nuovo indirizzo. La mancata prova di una corretta notifica dell'appello ne comporta l'inammissibilità. Il ricorso dell'Agenzia Fiscale è stato rigettato per non aver accertato l'effettivo domicilio del legale della società contribuente.
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Sospensione termini processuali: la Cassazione decide
Una cittadina si oppone tardivamente a un decreto ingiuntivo a causa del sisma del 2017. Le corti di merito respingono l'opposizione. La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 470/2024, ribalta la decisione, stabilendo che la legge che dispone la sospensione termini processuali per le aree colpite dal sisma si applica retroattivamente, anche se entrata in vigore dopo la scadenza del termine originario. La Corte ha chiarito che la finalità protettiva della normativa emergenziale giustifica la sua applicazione a situazioni già in corso al momento del disastro naturale, rendendo tempestiva l'opposizione.
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Inammissibilità del ricorso: i vizi procedurali
La Cassazione dichiara l'inammissibilità del ricorso di un contribuente contro diverse cartelle esattoriali. La decisione si fonda su vizi procedurali gravi, tra cui la mescolanza dei motivi di ricorso, il difetto di specificità e la mancata trascrizione degli atti d'appello (difetto di autosufficienza). La Corte ha sottolineato come tali carenze impediscano un esame nel merito delle questioni sollevate.
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Garanzia appalto: danni diversi dai vizi dell’opera
Un proprietario ha citato in giudizio un'impresa edile per vizi nei lavori e per danni arrecati all'immobile a causa di negligenza. La Corte d'Appello aveva respinto ogni richiesta, applicando i brevi termini della garanzia appalto. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione, specificando che i danni estranei all'opera appaltata non rientrano nella garanzia contrattuale, ma nella più ampia responsabilità per fatto illecito (art. 2043 c.c.), soggetta a termini di prescrizione più lunghi. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame.
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Cessione licenza taxi: la plusvalenza è presunta
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un contribuente contro un avviso di accertamento per la plusvalenza derivante dalla cessione di una licenza taxi. L'ordinanza conferma che la cessione di tale licenza si presume onerosa, generando un reddito tassabile, e spetta al contribuente fornire la prova contraria. È stata inoltre confermata la validità della notifica dell'atto, anche a seguito di rifiuto del destinatario.
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Notifica cartella: quando è valida a indirizzo diverso?
Una contribuente ha impugnato una cartella di pagamento sostenendo di non averla mai ricevuta correttamente e che l'atto presupposto fosse nullo per un difetto di firma. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che la notifica della cartella di pagamento è valida se, dopo un primo tentativo fallito, una seconda raccomandata viene consegnata personalmente al destinatario, anche presso un indirizzo diverso. Inoltre, ha confermato che la firma di un funzionario delegato è legittima anche se la sua qualifica dirigenziale è stata ottenuta in modo irregolare, poiché ciò che conta è la riconducibilità dell'atto all'ufficio competente.
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Notifica atti: essenziale la prova di ricezione CAD
Una contribuente ha impugnato un preavviso di fermo amministrativo sostenendo di non aver mai ricevuto il precedente avviso di accertamento. I giudici di merito le avevano dato torto. La Corte di Cassazione ha invece accolto il suo ricorso, chiarendo un principio fondamentale sulla notifica atti: in caso di irreperibilità relativa del destinatario, l'ente impositore deve produrre in giudizio non solo l'avviso di ricevimento della raccomandata contenente l'atto, ma anche quello della seconda raccomandata (la C.A.D.) che informa del deposito presso l'ufficio postale. Senza questa doppia prova, la notifica è invalida.
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