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Art. 140 Codice di Procedura Civile — Anno 2024

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312 provvedimenti

Altri anni per Art. 140 Codice di Procedura Civile

Irreperibilità assoluta: notifica valida al Fisco
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 21384/2024, ha stabilito che la notifica di un atto impositivo è legittima se effettuata per irreperibilità assoluta quando, nonostante la correttezza dell'indirizzo anagrafico, le verifiche sul posto e la restituzione della posta con dicitura 'sconosciuto' dimostrano che il contribuente non ha più legami effettivi con quel luogo. Il contrasto tra i dati anagrafici e la realtà fattuale giustifica la procedura speciale, che prevede il deposito dell'atto presso la casa comunale.
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Società a ristretta base: notifiche e oneri probatori
Una recente sentenza della Corte di Cassazione ha chiarito importanti aspetti fiscali riguardanti la società a ristretta base partecipativa. La Corte ha stabilito la validità della notifica degli avvisi di accertamento a mezzo posta e ha confermato che l'obbligo di motivazione verso i soci è soddisfatto anche con il semplice rinvio all'atto impositivo della società. Inoltre, ha ribadito che spetta ai soci l'onere di provare la mancata distribuzione degli utili accertati in capo alla società.
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Notifica cartella pagamento: la Cassazione chiarisce
Un contribuente ha contestato un'intimazione di pagamento, sostenendo che la notifica della cartella di pagamento originaria fosse nulla. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che per una valida notifica cartella pagamento in caso di irreperibilità relativa del destinatario, l'ente riscossore deve provare non solo la spedizione, ma l'effettiva ricezione della raccomandata informativa che avvisa del deposito dell'atto presso la casa comunale. La mancanza di tale prova rende la notifica invalida.
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Interesse ad agire: impugnazione estratto di ruolo
Una società di trasporti ha impugnato un estratto di ruolo relativo a 47 cartelle esattoriali, sostenendo di non aver mai ricevuto le notifiche e che i crediti fossero prescritti. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione della Corte d'Appello, dichiarando il ricorso inammissibile per mancanza di un interesse ad agire. L'ordinanza chiarisce che l'impugnazione dell'estratto di ruolo è ammessa solo se il contribuente dimostra un pregiudizio concreto e attuale, come l'impossibilità di partecipare a gare d'appalto, cosa non avvenuta nel caso di specie. In assenza di tale pregiudizio, il contribuente deve attendere un successivo atto esecutivo per far valere le proprie ragioni.
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Onere della prova: Cassazione su motivazione carente
La Corte di Cassazione ha annullato una decisione della Corte d'Appello per motivazione gravemente insufficiente. Il caso riguardava la restituzione di una somma a seguito della cessione di quote di una società di ristorazione. La Corte d'Appello aveva basato la sua decisione sulla mancata contestazione dei documenti da parte della convenuta, confondendo il principio di non contestazione con il riconoscimento del debito e fallendo nell'applicare correttamente l'onere della prova. La Cassazione ha stabilito che una motivazione non può essere generica, ma deve specificare quali fatti non sono stati contestati e come ciò influisce sulla decisione, affrontando la questione giuridica centrale.
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Notifica nulla: quando un errore non è inesistenza
Un'analisi della recente ordinanza della Cassazione sulla differenza tra notifica nulla e inesistente. Il caso riguarda una notifica di appello a un avvocato che aveva rinunciato al mandato, ma a un indirizzo corretto per il co-difensore. La Corte ha stabilito che si tratta di notifica nulla, sanabile con la costituzione in giudizio, non di inesistenza, riformando la decisione di merito.
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Omesso esame fatto decisivo: la Cassazione chiarisce
Un contribuente impugna una cartella di pagamento per un vizio di notifica. La Commissione Tributaria Regionale accoglie il suo appello, ritenendo mancante la prova dell'invio della raccomandata informativa. L'Agente della Riscossione ricorre in Cassazione, lamentando un omesso esame di un fatto decisivo, ovvero l'esistenza della prova di tale invio, che era stata depositata in giudizio. La Suprema Corte accoglie il ricorso dell'Agente, chiarendo la differenza tra l'omesso esame di un fatto decisivo, rimedio corretto in questo caso poiché il fatto era controverso tra le parti, e l'errore di fatto revocatorio. La sentenza viene cassata con rinvio.
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Notifica indirizzo precedente: quando è valida?
Un soggetto ha contestato la validità di una notifica ricevuta al suo precedente indirizzo di residenza. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che la notifica indirizzo precedente è valida se esiste un "collegamento funzionale" con il luogo. I dati anagrafici hanno solo valore presuntivo e possono essere superati da prove contrarie, come l'attestazione dell'ufficiale postale. L'onere di provare l'assenza di tale collegamento spetta al destinatario.
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Notificazione del ricorso: la Cassazione ordina rinnovo
In un caso originato da un pignoramento presso terzi, la Corte di Cassazione ha emesso un'ordinanza interlocutoria senza decidere nel merito. La Corte ha rilevato un vizio nella notificazione del ricorso a una delle parti necessarie del giudizio (litisconsorte necessario). Poiché mancava la prova del perfezionamento della notifica, specificamente l'esito della raccomandata inviata ai sensi dell'art. 140 c.p.c., è stata ordinata la rinnovazione della notificazione del ricorso entro un termine perentorio.
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Notifica cartella pagamento: i vizi la rendono nulla
Un agente della riscossione ha impugnato una sentenza che annullava un'intimazione di pagamento a causa di una notifica della cartella di pagamento viziata. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando che la notifica era nulla a causa della sua palese ambiguità e dell'omissione della raccomandata informativa, ribadendo la necessità di un rigore formale in questi procedimenti.
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Vizio di ultrapetizione: quando il giudice decide oltre
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di merito per vizio di ultrapetizione. Un contribuente aveva impugnato una cartella di pagamento eccependo la mancata notifica dell'atto di accertamento prodromico. Il giudice d'appello, però, aveva annullato l'atto per un presunto vizio di notifica della cartella stessa, motivo mai sollevato dal contribuente. La Suprema Corte ha cassato la decisione, riaffermando che il giudice deve pronunciarsi solo sulle domande proposte dalle parti, e ha rinviato la causa al giudice di secondo grado per una nuova valutazione.
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Definizione agevolata tributi: estinzione del giudizio
La Cassazione dichiara estinto un giudizio per dazi e IVA su importazioni grazie alla definizione agevolata tributi. La società importatrice ha pagato i tributi e aderito alla sanatoria per le sanzioni, estendendo i benefici anche alla società spedizioniera coobbligata, chiudendo così l'intera controversia.
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Notifica nulla: le ricerche sono obbligatorie
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 18749/2024, ha stabilito che una notifica è nulla se, prima di dichiarare il destinatario 'irreperibile', non vengono effettuate e documentate ricerche approfondite. Nel caso specifico, un contribuente ha impugnato una pretesa fiscale sostenendo di non aver mai ricevuto la cartella originaria. La Corte ha accolto il ricorso, ritenendo invalida la notifica basata su un generico 'indirizzo insufficiente' senza prove di ulteriori indagini, annullando la decisione precedente e rinviando il caso per una nuova valutazione.
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Notifica nulla: quando l’atto è invalido
Un contribuente riceve un'intimazione di pagamento e la contesta sostenendo di non aver mai ricevuto la cartella di pagamento originale. La Corte di Cassazione ha confermato che se la notifica della cartella è una notifica nulla, l'atto è invalido. In questo caso, era stata erroneamente usata la procedura per "irreperibili assoluti" quando l'indirizzo del contribuente era noto all'ente. Di conseguenza, il contribuente ha potuto validamente contestare i vizi della cartella originaria solo dopo aver ricevuto l'intimazione successiva.
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Responsabilità agente riscossione: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha stabilito che non sussiste la responsabilità dell'agente riscossione per i danni derivanti da un'esecuzione forzata basata su una notifica eseguita secondo le norme vigenti all'epoca dei fatti (2005), anche se tali norme sono state successivamente dichiarate incostituzionali. La Corte ha chiarito che la colpa non può essere attribuita retroattivamente a chi ha agito in conformità con l'ordinamento giuridico allora esistente. Di conseguenza, ha cassato la sentenza d'appello che aveva condannato l'agente al risarcimento, rinviando il caso per una nuova valutazione.
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Presunzione legale: prelievi e versamenti bancari
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 18475/2024, ha chiarito l'applicazione della presunzione legale sui movimenti bancari ingiustificati per gli imprenditori. Nel caso esaminato, un avviso di accertamento per IRPEF e IRAP, basato su indagini bancarie, era stato annullato in appello. La Suprema Corte ha cassato la decisione, riaffermando che per un imprenditore, sia i versamenti che i prelevamenti non giustificati si presumono ricavi non dichiarati, a differenza di quanto stabilito per i lavoratori autonomi. La notifica dell'avviso è stata inoltre ritenuta tempestiva grazie al principio della scissione temporale.
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Avvocato libero foro per ADER: quando il ricorso è nullo
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'Agenzia delle Entrate-Riscossione perché rappresentata da un avvocato del libero foro senza una specifica e motivata delibera. La Corte ha stabilito che la nomina di un legale privato è un'eccezione alla regola del patrocinio dell'Avvocatura dello Stato e la sua mancanza rende nulla la procura, invalidando l'atto processuale.
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Notifica avviso accertamento: quando è valida?
Una società impugnava una cartella di pagamento sostenendo la mancata notifica dell'avviso di accertamento prodromico. La Cassazione ha respinto il ricorso, confermando che la notifica dell'avviso di accertamento effettuata presso la vecchia sede legale a mezzo posta, perfezionatasi per compiuta giacenza, è valida se il cambio di sede non è ancora efficace ai fini fiscali. La mancata impugnazione tempestiva dell'atto preclude ogni successiva contestazione.
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Notifica art. 140 c.p.c.: quando è valida?
Una contribuente ha impugnato una cartella esattoriale sostenendo di non averla mai ricevuta. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, chiarendo che per una valida notifica art. 140 c.p.c. in caso di assenza temporanea, è sufficiente che l'ente impositore produca in giudizio l'avviso di ricevimento della raccomandata informativa (CAD), anche se non firmato dal destinatario. Tale produzione dimostra che l'atto è entrato nella sfera di conoscibilità del contribuente, perfezionando la notifica.
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Impugnazione estratto di ruolo: la Cassazione chiarisce
Un contribuente ha contestato un estratto di ruolo sostenendo di non aver mai ricevuto le cartelle di pagamento. La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 18001/2024, ha dichiarato il ricorso originario inammissibile. La decisione si fonda su una nuova legge (ius superveniens) che limita l'impugnazione estratto di ruolo a specifici casi di pregiudizio, non dimostrati nel caso di specie. La Corte ha inoltre escluso la formazione di un giudicato implicito sulla questione dell'ammissibilità.
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