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Art. 140 Codice di Procedura Civile — Anno 2024

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312 provvedimenti

Altri anni per Art. 140 Codice di Procedura Civile

Notifica cartella esattoriale: quando è nulla?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 5636/2024, chiarisce importanti aspetti sulla validità della notifica della cartella esattoriale. La Corte ha stabilito che la notifica è nulla se, in caso di irreperibilità relativa del destinatario, la comunicazione di avvenuto deposito (CAD) riporta la dicitura 'sconosciuto'. Al contrario, ha confermato che la notifica via PEC non richiede la firma digitale e che l'uso di un indirizzo non ufficiale ma chiaramente riconducibile al mittente è valido. La richiesta di definizione agevolata della società è stata respinta.
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Impugnazione estratto di ruolo: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 5608/2024, ha rigettato il ricorso di una società che contestava una cartella di pagamento mai notificata, venuta a conoscenza tramite un estratto di ruolo. La Corte ha stabilito che l'impugnazione dell'estratto di ruolo non è ammissibile, in quanto esso è un mero documento informativo. La cartella non notificata può essere impugnata solo se il contribuente dimostra un pregiudizio concreto derivante dall'iscrizione a ruolo, secondo le recenti riforme legislative. Poiché tale prova mancava e la decisione di merito si basava anche su altre motivazioni autonome non validamente contestate, il ricorso è stato respinto.
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Impugnazione estratto di ruolo: la Cassazione decide
Una società ha impugnato una cartella di pagamento sostenendo di averla conosciuta solo tramite un estratto di ruolo. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, chiarendo che l'impugnazione dell'estratto di ruolo è inammissibile. Applicando una nuova normativa con efficacia retroattiva, la Corte ha stabilito che l'estratto di ruolo non è un atto autonomamente impugnabile, salvo la prova di un pregiudizio specifico e diretto. Poiché una delle motivazioni della sentenza di appello è stata confermata, gli altri motivi di ricorso sono stati dichiarati inammissibili per carenza di interesse.
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Impugnazione estratto di ruolo: quando è possibile?
Un contribuente ha contestato un debito fiscale del 1985 tramite l'impugnazione estratto di ruolo, sostenendo di non aver mai ricevuto la notifica della cartella. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che l'impugnazione è consentita solo se il contribuente dimostra un pregiudizio concreto e attuale derivante dall'iscrizione a ruolo, come l'esclusione da appalti pubblici. In assenza di tale prova, l'azione legale è preclusa per carenza di interesse ad agire.
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Travisamento della prova: la Cassazione attende le SU
Un contribuente ha impugnato un'intimazione di pagamento per difetto di notifica delle cartelle presupposte e per prescrizione. La Commissione Tributaria Regionale ha accolto parzialmente l'appello. L'Amministrazione Finanziaria ha proposto ricorso incidentale per cassazione, lamentando un errore nella valutazione delle prove di notifica (travisamento della prova). Data la pendenza di una questione analoga dinanzi alle Sezioni Unite, la Corte di Cassazione ha deciso di rinviare la causa, sospendendo il giudizio in attesa della pronuncia nomofilattica.
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Notifica a vecchia denominazione: quando è valida?
Una società contesta una pretesa fiscale perché notificata alla sua vecchia denominazione sociale. La Cassazione respinge il ricorso, affermando che la notifica a vecchia denominazione non è automaticamente nulla. Il cambio di nome non estingue il soggetto giuridico e la successiva richiesta di rateizzazione dimostra la conoscenza del debito, sanando eventuali vizi.
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Notifica cartella esattoriale: sì alla raccomandata
Una contribuente aveva vinto un appello perché il giudice di secondo grado aveva ritenuto invalida la notifica della cartella esattoriale tramite raccomandata da parte dell'Agente della Riscossione. La Corte di Cassazione ha ribaltato questa decisione, stabilendo che tale modalità di notifica è pienamente legittima e prevista dalla legge, annullando la sentenza e rinviando il caso per un nuovo esame.
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Litisconsorzio processuale: appello nullo senza notifica
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 4989/2024, ha stabilito che in un contenzioso tributario, l'omessa notifica del ricorso a una delle parti necessarie del precedente grado di giudizio, come l'Agenzia delle Entrate, determina la necessità di integrare il contraddittorio. La Corte ha rilevato un'ipotesi di litisconsorzio processuale e ha rinviato la causa a nuovo ruolo, concedendo un termine perentorio per sanare il vizio di notifica, senza decidere nel merito.
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Valore immobile: l’asta è valido confronto fiscale
Una società immobiliare ha impugnato un avviso di accertamento con cui l'Agenzia delle Entrate aveva rettificato il valore di due terreni, basandosi sul prezzo di aggiudicazione in asta di un suolo simile e su una perizia tecnica. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che la rettifica del valore immobile è legittima se fondata su criteri validi come il confronto con vendite comparabili, incluse quelle avvenute tramite asta pubblica. La Corte ha chiarito che tali criteri sono di pari dignità e che anche un solo atto di confronto può essere sufficiente a motivare l'accertamento fiscale.
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Notifica atto impositivo: quando è valida la procedura?
Un contribuente, socio di una società fallita, ha impugnato un avviso di accertamento fiscale sostenendo un vizio nella notifica atto impositivo. L'appello è stato respinto nei primi due gradi di giudizio per tardività. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, rigettando il ricorso. L'ordinanza chiarisce i criteri per il perfezionamento della notifica a mezzo posta in caso di assenza del destinatario, sottolineando l'inammissibilità di motivi di ricorso sollevati per la prima volta in Cassazione e respingendo la richiesta di remissione in termini per motivi di salute, ritenuti non sufficienti a provare un'impossibilità assoluta.
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Motivazione per relationem: Cassazione annulla sentenza
Una società contribuente ha impugnato una sentenza della Commissione Tributaria Regionale che confermava la tardività del suo ricorso iniziale contro avvisi di pagamento. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, annullando la sentenza d'appello perché viziata da motivazione apparente. I giudici di secondo grado si erano limitati a condividere la decisione di primo grado con una motivazione per relationem, senza analizzare le specifiche critiche mosse dall'appellante riguardo ai vizi di notifica. La Suprema Corte ha ribadito che una mera adesione acritica alla pronuncia precedente, senza un'effettiva valutazione dei motivi di gravame, rende la sentenza nulla per violazione dell'obbligo di motivazione.
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Errore di percezione: l’appello in Cassazione è nullo
Una società ha impugnato in Cassazione una sentenza tributaria, sostenendo che la decisione si basasse su un documento di notifica mai depositato in giudizio. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, specificando che tale doglianza configura un **errore di percezione**, un vizio fattuale che deve essere contestato con il rimedio specifico della revocazione, non con il ricorso per cassazione, che è destinato a correggere errori di diritto.
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Sanzioni spese elettorali: la diffida basta
Una candidata è stata sanzionata per non aver dichiarato le proprie spese elettorali. La Corte di Cassazione ha confermato la multa, stabilendo che in materia di sanzioni spese elettorali, la diffida iniziale è un atto sufficiente per avviare il procedimento sanzionatorio, senza che sia necessaria una successiva e separata contestazione. La Corte ha inoltre equiparato l'omessa dichiarazione di spesa all'omessa attestazione di non averne sostenute, ritenendole entrambe violazioni dell'obbligo di trasparenza.
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Prescrizione crediti tributari: decennale o breve?
Un contribuente ha impugnato un'intimazione di pagamento basata su vecchie cartelle, eccependo un precedente giudicato e la prescrizione quinquennale. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, chiarendo che un giudicato sull'annullamento di un'ipoteca non si estende all'intimazione di pagamento. Ha inoltre ribadito che la prescrizione dei crediti tributari principali, come IRPEF, IVA e IRAP, è decennale, in assenza di specifiche disposizioni di legge che prevedano un termine più breve.
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Prova notifica raccomandata: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 3593/2024, ha stabilito che la prova della notifica di una raccomandata informativa, necessaria quando un atto viene consegnato al portiere, può essere desunta anche da altri elementi documentali. Nel caso specifico, l'avviso di ricevimento firmato dal portiere, che riportava correttamente i dati del destinatario e il numero della raccomandata informativa, è stato ritenuto sufficiente a dimostrare il corretto invio, anche in assenza della ricevuta di spedizione della seconda raccomandata. La Corte ha rigettato il ricorso di un cittadino contro un Comune, confermando la validità della notifica delle multe stradali.
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Notifica ricorso Cassazione: prova e inammissibilità
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso presentato dall'Amministrazione Finanziaria per la mancata produzione della prova di avvenuta notifica. La sentenza sottolinea che l'avviso di ricevimento è un requisito indispensabile per la procedibilità del ricorso, specialmente in assenza di attività difensiva della controparte. Questo errore procedurale sulla notifica del ricorso per Cassazione ha impedito l'esame nel merito della questione, che verteva sulla legittimità degli interessi riconosciuti su un rimborso tributario.
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Errore di fatto revocatorio: quando è inammissibile?
Un cittadino ha richiesto la revocazione di un'ordinanza della Corte di Cassazione, sostenendo un errore di fatto revocatorio riguardo alla presunta mancata valutazione di un documento. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, chiarendo che la precedente decisione non si basava su un'errata percezione dei fatti, ma su una valutazione giuridica della violazione del principio di autosufficienza del ricorso. La Corte ha sottolineato che l'omessa o imprecisa indicazione della collocazione processuale di un documento nell'atto di impugnazione costituisce un vizio procedurale e non un errore di fatto.
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Nullità notifica contumacia: quando l’appello è tardivo
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 3286/2024, ha stabilito che la sola nullità della notifica non è sufficiente per rimettere in termini la parte contumace che impugna tardivamente una sentenza. Se emerge la prova che la parte aveva comunque avuto conoscenza effettiva del processo, come nel caso di ritiro personale di un precedente avviso, l'impugnazione resta inammissibile. La Corte distingue tra nullità e inesistenza della notifica, chiarendo il diverso onere della prova a carico del contumace.
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Notifica cartella di pagamento: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha stabilito che la notifica cartella di pagamento effettuata dall'agente della riscossione tramite semplice raccomandata con avviso di ricevimento è una procedura speciale e valida. Questa modalità, prevista dall'art. 26 del D.P.R. 602/1973, è alternativa e non richiede le complesse formalità previste per gli atti giudiziari. La notifica si considera perfezionata per compiuta giacenza, anche se il destinatario non ritira il plico, rendendo legittimo l'atto impositivo.
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Notifica cartella pagamento: nullità senza data certa
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 2944/2024, ha stabilito che la notifica di una cartella di pagamento è nulla se la relata consegnata al contribuente non riporta la data. Tale vizio non è sanabile con la successiva impugnazione se, nel frattempo, è maturato il termine di decadenza per la riscossione. La Corte ha rigettato il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, confermando che l'incertezza sulla data di perfezionamento della notifica cartella pagamento impedisce di verificare il rispetto dei termini di legge, rendendo insanabile la nullità e definitiva la decadenza dell'ente impositore.
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