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Art. 1375 Codice Civile — Anno 2025

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497 provvedimenti

Altri anni per Art. 1375 Codice Civile

Progressione di carriera: diritto alla promozione
Un avvocato dipendente di un ente pubblico previdenziale, pur essendosi classificato utilmente in una selezione interna, si è visto negare la promozione a causa della mancata approvazione formale della graduatoria. La Corte di Cassazione ha stabilito che l'ente non può interrompere arbitrariamente una procedura legittimamente avviata, confermando il diritto del lavoratore alla progressione di carriera. La sentenza chiarisce che il 'blocco' normativo degli stipendi ha inciso solo sugli effetti economici, non sul diritto giuridico alla promozione. Di conseguenza, al lavoratore è stato riconosciuto l'inquadramento superiore con decorrenza giuridica retroattiva, il risarcimento del danno per il periodo intermedio e gli effetti economici a partire dalla fine del blocco.
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Certificato di agibilità: ritardo e rischi contrattuali
Una società immobiliare ha acquistato un bene consapevole della mancanza del certificato di agibilità, in attesa di un condono. Dopo un ritardo di 12 anni nel rilascio, ha chiesto la risoluzione del contratto. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che non vi è inadempimento del venditore se l'acquirente ha accettato contrattualmente il rischio di un ritardo dovuto a lungaggini burocratiche non imputabili alla parte venditrice.
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Rito processuale errato: quando si perde un grado
Una società contesta le parcelle di un legale. Il Tribunale adotta un rito processuale sommario, ma la Corte di Cassazione annulla la decisione. L'applicazione di un rito processuale errato per le attività stragiudiziali ha illegittimamente privato la società di un grado di appello, violando i suoi diritti processuali. La causa è stata rinviata al Tribunale per essere decisa con il rito corretto.
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Contratto locazione non registrato: le conseguenze
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 19804/2025, ha dichiarato inammissibile il ricorso di alcuni inquilini condannati al risarcimento del danno per l'occupazione di un immobile in virtù di un contratto di locazione non registrato. La Corte ha stabilito che i motivi di ricorso erano proceduralmente errati, in quanto non affrontavano le specifiche ragioni giuridiche (ratio decidendi) della sentenza d'appello, come la decadenza dal diritto di chiedere la rideterminazione del canone. La decisione sottolinea l'importanza di una corretta impostazione processuale nei ricorsi e le conseguenze derivanti dalla mancata registrazione del contratto, che qualifica il rapporto come occupazione di fatto risarcibile in via equitativa.
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Consumi idrici anomali: obblighi dell’utente
Un utente ha contestato una bolletta per consumi idrici anomali dovuti a un guasto nel suo impianto privato. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione d'appello, stabilendo che la responsabilità ricade sull'utente per mancata manutenzione del proprio impianto. La Corte ha ritenuto non abusiva la clausola che esonera la società fornitrice dall'obbligo di avviso, poiché il guasto era facilmente verificabile e la negligenza dell'utente era la causa dirimente del danno.
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Frazionamento ipoteca: obblighi del notaio chiarisce la Cassazione
La Corte di Cassazione interviene su un complesso caso di permuta immobiliare, in cui un costruttore non ha cancellato un'ipoteca su unità immobiliari cedute a un privato. La sentenza analizza la responsabilità del costruttore per inadempimento, la quantificazione del danno e, soprattutto, gli obblighi del notaio rogante. Viene affermato il principio che la tutela prevista dal D.Lgs. 122/2005, che impone il frazionamento dell'ipoteca prima del rogito, si applica anche ai contratti di permuta aventi ad oggetto immobili ancora da costruire, annullando la decisione precedente e chiarendo la portata della responsabilità professionale notarile.
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Ripartizione debito solidale: la Cassazione decide
In un caso originato dal dissesto di una grande società alimentare, la Corte di Cassazione ha chiarito i criteri per la ripartizione del debito solidale in sede di regresso. Un co-obbligato, dopo aver pagato l'intera somma provvisionale stabilita in sede penale, ha agito contro gli altri. La Corte ha stabilito che la ripartizione del debito solidale deve basarsi sull'importo effettivamente richiesto dal creditore e pagato dal solvens, non sull'ipotetico danno totale. L'appello del condebitore, che mirava a ricalcolare le quote sul danno complessivo, è stato quindi respinto.
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Responsabilità disciplinare: leggere email basta?
Una società sanzionava una dipendente ritenendola a conoscenza, tramite email, di illeciti commessi da colleghi. La Corte di Cassazione ha confermato l'annullamento della sanzione, stabilendo che la mera ricezione di comunicazioni non è sufficiente a fondare la responsabilità disciplinare. È necessario per il datore di lavoro provare l'effettiva consapevolezza del contenuto da parte del lavoratore, escludendo così una forma di responsabilità oggettiva.
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Revoca incarico dirigenziale: la Cassazione decide
Una dirigente si opponeva alla revoca del suo incarico, avvenuta a seguito di una riorganizzazione aziendale di un ente pubblico. Mentre il Tribunale le dava ragione per mancanza di un atto formale di revoca, la Corte d'Appello ribaltava la decisione, ritenendo sufficiente un atto amministrativo generale che disponeva la riorganizzazione. La Corte di Cassazione ha confermato quest'ultima visione, dichiarando inammissibile il ricorso della dirigente, poiché non contestava la ratio decidendi della sentenza d'appello e mirava a un riesame dei fatti, non consentito in sede di legittimità.
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Immutabilità del giudice: quando è valida la sentenza?
Una società immobiliare viene condannata a restituire somme ricevute da una società di logistica, poi fallita, in quanto pagamenti non dovuti. La Cassazione rigetta il ricorso della società immobiliare, chiarendo i limiti del principio di immutabilità del giudice nel contesto delle udienze scritte emergenziali e confermando l'onere probatorio a carico di chi agisce per la ripetizione dell'indebito.
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Responsabilità banca modello 231: il caso in Cassazione
Il fallimento di una società ha citato in giudizio un istituto di credito, accusandolo di concorso negli illeciti commessi dai suoi ex amministratori per la violazione delle norme antiriciclaggio. Dopo il rigetto nei primi due gradi di giudizio, la Corte di Cassazione ha riconosciuto la rilevanza della questione sulla responsabilità banca modello 231, rinviando il caso alla pubblica udienza per la mancanza di precedenti specifici e l'importanza di stabilire un principio di diritto.
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Notifica pignoramento: valida senza raccomandata?
La Corte di Cassazione ha stabilito la validità della notifica pignoramento eseguita mediante consegna diretta del verbale a un dipendente della società debitrice presso la sua sede. L'opposizione presentata dalla società è stata dichiarata inammissibile perché tardiva, in quanto il termine decorreva dalla data di tale consegna. La Corte ha chiarito che, in base all'art. 145 c.p.c., questa modalità perfeziona la notifica senza la necessità di inviare una successiva raccomandata informativa, come invece sostenuto dalla ricorrente.
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Lavoro straordinario: pagamento anche senza autorizzazione
Dei dipendenti pubblici chiedevano il pagamento delle ore di lavoro straordinario accumulate nella "Banca ore". Le corti di merito avevano respinto la richiesta per assenza di autorizzazione formale. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, stabilendo che il lavoro straordinario va retribuito se svolto con il consenso, anche implicito, del datore di lavoro, come dimostrato dalla stessa contabilizzazione delle ore. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per una nuova valutazione.
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Incarico dirigenziale medico: la scelta è fiduciaria
Un dirigente medico ha impugnato la sua esclusione dalla selezione per un incarico dirigenziale medico di vertice. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, chiarendo che tale procedura non è un concorso pubblico, bensì un processo che si conclude con una scelta fiduciaria del direttore generale da una rosa di candidati idonei. Una violazione dei principi di buona fede non invalida l'atto, ma può al massimo fondare una richiesta di risarcimento per perdita di chance.
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Equo compenso avvocati: la Cassazione nega la retroattività
Un legale ha richiesto il pagamento dei suoi onorari a un istituto di credito. Il tribunale di primo grado ha ridotto l'importo applicando la nuova legge sull'equo compenso avvocati in modo retroattivo. La Corte di Cassazione ha annullato questa decisione, stabilendo che la legge non è retroattiva e si applica solo alle prestazioni successive alla sua entrata in vigore. Di conseguenza, gli accordi tariffari precedenti tra le parti rimangono validi. La Corte ha anche ritenuto legittimo il frazionamento del credito da parte del legale, data la complessità del caso.
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Licenziamento disciplinare: quando va annullato?
Un lavoratore, licenziato per aver reso una testimonianza in tribunale ritenuta contrastante con precedenti dichiarazioni, ha visto la sua causa arrivare in Cassazione. La Suprema Corte ha annullato la decisione della Corte d'Appello, stabilendo che il giudice di merito ha l'obbligo di verificare se il contratto collettivo applicabile preveda sanzioni conservative per la condotta contestata. La mancata valutazione della proporzionalità della sanzione rende illegittimo il licenziamento disciplinare.
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Diritto all’assunzione: cosa succede se cambia la legge
Un vincitore di un concorso pubblico per un ruolo sanitario presso il Ministero della Giustizia si è visto negare l'impiego. La Corte di Cassazione ha confermato che il suo diritto all'assunzione è stato annullato da una legge successiva che ha trasferito le funzioni sanitarie dal Ministero al Servizio Sanitario Nazionale. Questo cambiamento organizzativo ha reso l'assunzione giuridicamente impossibile, anche dopo la fine di un precedente blocco delle assunzioni.
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Revoca buoni pasto: le regole per la Pubblica Amm.
Un ente pubblico ha interrotto l'erogazione dei buoni pasto ai dipendenti con una decisione unilaterale. La Cassazione ha confermato la condanna al risarcimento, stabilendo che la revoca dei buoni pasto, pur essendo un atto discrezionale, non può essere arbitraria. Deve rispettare i principi di correttezza e buona fede, essere motivata e comunicata alle organizzazioni sindacali.
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Rinnovo tacito contratto: la Cassazione decide
Una società contesta il pagamento di una penale, sostenendo la scadenza di un contratto di fornitura senza un valido rinnovo tacito contratto. La Corte di Cassazione rigetta il ricorso, confermando le decisioni dei giudici di merito. La Corte chiarisce che, di fronte a clausole ambigue, l'interpretazione deve valorizzare lo scopo pratico dell'accordo e il principio di conservazione, validando così il rinnovo tacito e la relativa clausola penale.
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Danno da evizione: sì a nuova causa se il danno matura
Un acquirente cita in giudizio il venditore per un'ipoteca non dichiarata sull'immobile. La prima domanda viene respinta perché il danno è solo potenziale. Anni dopo, l'immobile viene pignorato e venduto (evizione). La Corte di Cassazione stabilisce che la seconda azione per il danno da evizione è ammissibile, poiché il rigetto della prima si basava sulla non attualità del pregiudizio, fatto che non preclude una nuova domanda una volta che il danno si è concretizzato.
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