LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 1375 Codice Civile — Anno 2024

Pagina 25 di 29

565 provvedimenti

Altri anni per Art. 1375 Codice Civile

Recesso dal distacco: quando è legittimo?
Un lavoratore ha impugnato il recesso dal distacco internazionale esercitato dall'azienda, sostenendo la natura vessatoria della clausola contrattuale. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che un differente potere di recesso tra le parti è giustificato dalla funzione del distacco, che risponde primariamente all'interesse del datore di lavoro. Non si configura quindi uno squilibrio ingiustificato. Inoltre, pur non essendo formalmente richiesto, il datore di lavoro ha agito in buona fede fornendo le ragioni concrete del recesso.
Continua »
Modifica unilaterale del contratto: quando è illegittima
Una compagnia aerea ha ridotto unilateralmente la commissione di vendita per un'agenzia di viaggi dall'1% allo 0,1%, rendendo il rapporto antieconomico. L'agenzia e la sua federazione di categoria hanno citato in giudizio la compagnia. I tribunali di primo e secondo grado hanno dichiarato illegittima la modifica. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha confermato le decisioni precedenti, dichiarando inammissibile il ricorso della compagnia aerea. La Corte ha sottolineato che la modifica unilaterale del contratto è illegittima se viola i principi di correttezza e buona fede, azzerando di fatto la controprestazione economica.
Continua »
Fideiussione omnibus: nullità parziale e clausole
Una garante ha contestato la sua obbligazione fideiussoria basandosi su diversi motivi, tra cui l'illegittimo frazionamento del credito da parte della banca e la nullità dell'intera fideiussione omnibus per la presenza di clausole anticoncorrenziali. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che i crediti derivanti da contratti distinti possono essere perseguiti separatamente e che la violazione della normativa antitrust comporta solo la nullità parziale delle specifiche clausole, lasciando valido il resto del contratto di garanzia.
Continua »
Vizi della cosa venduta: la Cassazione chiarisce
Una società acquista terreni poi scoperti inquinati e cita in giudizio la venditrice per i costi di bonifica. La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 1542/2024, interviene per fare chiarezza sulla prescrizione dell'azione per vizi della cosa venduta. La Corte stabilisce che l'impegno del venditore a eliminare i difetti crea una nuova obbligazione con un termine di prescrizione decennale, ma non modifica il termine annuale originario per le altre azioni contrattuali. Annullando la decisione precedente, la Corte rinvia la causa per un riesame completo.
Continua »
Responsabilità professionale notaio: l’obbligo di verifica
Un notaio redige un atto di compravendita per un diritto immobiliare inesistente, portando alla nullità del contratto. La Corte di Cassazione conferma la responsabilità professionale del notaio, sottolineando che il suo dovere non si limita a un controllo formale dei registri, ma impone una verifica sostanziale dell'effettiva esistenza del diritto. L'ordinanza chiarisce anche aspetti cruciali sul rimborso delle spese legali da parte dell'assicurazione professionale e sui criteri per la loro compensazione in giudizio.
Continua »
Selezione dirigenti sanitari: obbligo di motivazione
Un medico ha contestato l'esito di una selezione per un ruolo direttivo in un ospedale. La Cassazione ha confermato la responsabilità dell'ente per perdita di chance, stabilendo che la procedura di selezione dirigenti sanitari, pur avendo natura fiduciaria, deve rispettare i principi di comparazione, trasparenza e motivazione, a tutela della buona fede e dell'imparzialità.
Continua »
Collegamento negoziale: valore atti P.A. in appalti
Un consorzio di imprese ha citato in giudizio un ente pubblico previdenziale per inadempimento contrattuale in un appalto di data-entry, lamentando un volume di lavoro inferiore a quello atteso. La pretesa si fondava su un presunto collegamento negoziale tra il contratto e le delibere amministrative preliminari dell'ente. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che tali atti hanno natura meramente interna e preparatoria, non generando alcun vincolo contrattuale o affidamento legittimo verso terzi. La sentenza chiarisce i limiti della responsabilità precontrattuale della Pubblica Amministrazione e i criteri di interpretazione dei contratti pubblici.
Continua »
Buona fede del creditore: negata se c’è negligenza
Una società di cartolarizzazione ha visto respinto il proprio ricorso per l'ammissione di un credito allo stato passivo di beni sequestrati in via di prevenzione. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, stabilendo che la mancata verifica da parte della banca originaria sulla palese insolvibilità della mutuataria, moglie del soggetto proposto, integra una negligenza colpevole che esclude la sussistenza della buona fede del creditore, requisito indispensabile per la tutela del credito in questo contesto.
Continua »
Canone locazione commerciale: no al blocco unilaterale
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 1341/2024, ha chiarito che la sospensione unilaterale del pagamento del canone locazione commerciale durante il lockdown Covid-19 costituisce un grave inadempimento. Se il conduttore non dimostra di aver attivamente cercato una rinegoziazione del contratto con il locatore, la risoluzione del contratto è legittima. Nel caso di specie, il ricorso del conduttore è stato dichiarato inammissibile per motivi procedurali, confermando la decisione della Corte d'Appello che aveva già sancito la gravità della sua condotta.
Continua »
Clausola risolutiva espressa: quando non è valida?
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 710/2024, ha stabilito che un committente non può legittimamente avvalersi di una clausola risolutiva espressa per inadempimento dell'appaltatore se ha contribuito a causare il ritardo e se la risoluzione viene comunicata prima che sia maturato il periodo di ritardo minimo previsto dal contratto. Nel caso esaminato, il committente aveva ritardato la finalizzazione di un contratto di leasing necessario all'appaltatore e aveva poi concesso una proroga, rendendo illegittima la successiva e prematura attivazione della clausola.
Continua »
Responsabilità professionale avvocato: l’analisi
La Corte di Cassazione esamina un caso di responsabilità professionale di un avvocato, rigettando il ricorso dei professionisti. Una cliente li aveva citati per inadempimento nei suoi confronti in due controversie, una per rumori molesti e l'altra con il Comune. La Corte ha confermato la condanna dei legali, ritenendo la loro strategia difensiva complessivamente inadeguata e non solo sfortunata. La sentenza sottolinea che la responsabilità professionale dell'avvocato non deriva dal mero risultato negativo, ma dall'aver adottato una condotta non diligente e professionalmente inadeguata.
Continua »
Periodo di comporto: ferie per evitare il licenziamento
Un lavoratore è stato licenziato per superamento del periodo di comporto. La Corte di Cassazione ha confermato l'illegittimità del licenziamento, stabilendo che i giorni di ferie richiesti e concessi al termine della malattia interrompono il conteggio dei giorni di assenza, salvando così il posto di lavoro. La condotta dell'azienda, che ha riconsiderato quei giorni come malattia a distanza di tempo, è stata giudicata contraria a buona fede.
Continua »
Risoluzione preliminare di vendita: cosa succede?
Una società acquirente ha richiesto la risoluzione di un contratto preliminare di vendita per un terreno, a seguito del diniego del permesso di costruire da parte del Comune. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che un impedimento temporaneo alla edificabilità, dovuto a incertezze amministrative poi superate, non costituisce un inadempimento grave del venditore tale da giustificare la risoluzione preliminare di vendita. La Corte ha inoltre considerato la condotta di entrambe le parti, sottolineando l'inerzia della stessa società acquirente nel non informarsi sullo stato della pratica.
Continua »
Compenso custodia veicolo: quando si paga l’officina
La Corte di Cassazione conferma la condanna di una proprietaria a pagare il compenso per la custodia di un veicolo, anche in assenza di un prezzo pattuito. La sentenza chiarisce che se l'autofficina svolge professionalmente anche attività di autorimessa, la presunzione di gratuità del deposito viene superata. Il giudice può quindi determinare il compenso custodia veicolo secondo equità, basandosi sulla natura professionale del servizio offerto.
Continua »
Frazionamento del credito: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha confermato la decisione di un tribunale che aveva dichiarato inammissibili due delle tre cause intentate da un avvocato contro una società cliente per il pagamento dei suoi compensi. La Corte ha ritenuto che la suddivisione delle pretese in più azioni legali costituisse un abusivo frazionamento del credito, poiché tutte le richieste nascevano da un unico rapporto professionale di lunga durata. Questa pratica viola i principi di correttezza processuale e di economia dei giudizi.
Continua »
Interruzione del processo per fallimento: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 322/2024, ha chiarito un punto cruciale sull'interruzione del processo a causa del fallimento di una delle parti. La Corte ha stabilito che, sebbene l'interruzione sia automatica, il termine perentorio di tre mesi per riassumere il giudizio decorre non dalla mera conoscenza del fallimento, ma dal momento in cui la dichiarazione giudiziale di interruzione viene portata a conoscenza di tutte le parti, inclusa la curatela fallimentare. Nel caso di specie, una Corte d'appello aveva erroneamente dichiarato estinto il processo, ritenendo che la curatela avesse riassunto la causa tardivamente. La Cassazione ha annullato tale decisione, specificando che, in assenza di una formale dichiarazione di interruzione comunicata alle parti, il termine per la riassunzione non era neppure iniziato a decorrere.
Continua »
Licenziamento dirigente: quando la riorganizzazione è lecita
Un istituto di credito ha licenziato un dirigente a seguito di una riorganizzazione aziendale che ha comportato la soppressione della sua posizione. Il dirigente ha impugnato il licenziamento, sostenendo che la riorganizzazione fosse solo un pretesto. I tribunali di primo e secondo grado hanno respinto le sue richieste. La Corte di Cassazione, con la sentenza in esame, ha dichiarato inammissibile il ricorso del dirigente, chiarendo che il controllo del giudice sul licenziamento dirigente per riorganizzazione è limitato alla verifica dell'effettività e della non arbitrarietà delle scelte aziendali, senza poter entrare nel merito delle stesse.
Continua »
Turni di reperibilità: risarcimento per stress
Un dirigente medico, costretto per un decennio a svolgere un numero eccessivo di turni di reperibilità, ha ottenuto il risarcimento del danno. La Corte di Cassazione ha stabilito che l'abuso sistematico da parte del datore di lavoro, che causa stress psicofisico, costituisce un illecito distinto dalla mera prestazione lavorativa extra. Tale illecito, fondato sulla violazione dell'obbligo di tutela del lavoratore, è soggetto a prescrizione decennale e dà diritto a un risarcimento del danno separato dall'indennità contrattuale.
Continua »
Rimborso spese bonifica: no a costi non sostenuti
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 199/2024, ha stabilito un principio fondamentale in materia di rimborso spese bonifica ambientale. Un'impresa, ritenuta responsabile per un inquinamento storico, era stata condannata a rimborsare un Ente Locale per i costi di bonifica. La Suprema Corte ha chiarito che l'azione di rivalsa dell'ente pubblico può avere ad oggetto esclusivamente le spese già sostenute e pagate, escludendo la possibilità di condannare l'impresa al pagamento di costi futuri, non ancora materialmente affrontati. La decisione si fonda sulla natura indennitaria e non risarcitoria dell'azione di rivalsa, che mira a reintegrare il patrimonio dell'ente per esborsi effettivi e non a finanziare interventi futuri.
Continua »
Domanda nuova: Cassazione attende le Sezioni Unite
La Corte di Cassazione ha sospeso un giudizio relativo a una richiesta di pagamento, in attesa di una pronuncia delle Sezioni Unite. Il caso riguarda una società di factoring che, dopo aver visto respinte le sue richieste di pagamento nei primi due gradi di giudizio, ha sollevato in Cassazione la questione cruciale se sia ammissibile presentare una domanda nuova, come quella di risarcimento danni, nel corso di un'opposizione a decreto ingiuntivo, quando la controparte non ha proposto domande riconvenzionali. L'ordinanza interlocutoria rinvia la causa a nuovo ruolo, riconoscendo che la stessa questione è già al vaglio del massimo organo nomofilattico.
Continua »