LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 1372 Codice Civile — Anno 2026

Pagina 5 di 6

118 provvedimenti

Altri anni per Art. 1372 Codice Civile

Calcolo TFR: l’assegno aziendale è incluso?
La Corte di Cassazione ha esaminato la controversia relativa al Calcolo TFR per alcuni dipendenti di una fondazione culturale. Il nodo centrale riguardava l'inclusione di un assegno integrativo aziendale nella base di computo. Mentre la Corte d'Appello aveva escluso tale voce basandosi su una clausola contrattuale che la definiva non valida a fini retributivi, la Suprema Corte ha cassato la sentenza. I giudici hanno stabilito che la deroga al principio di onnicomprensività del TFR deve essere chiara e univoca, richiedendo un'interpretazione che coordini i diversi livelli contrattuali (nazionale e aziendale) e non si fermi al solo dato letterale isolato.
Continua »
TFR: calcolo e assegno integrativo aziendale
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'assegno integrativo aziendale deve essere incluso nel calcolo del TFR qualora la contrattazione collettiva non ne preveda l'esclusione in modo chiaro e univoco. Nel caso di una lavoratrice di un ente teatrale, la Suprema Corte ha annullato la sentenza che escludeva tale voce basandosi su una clausola ambigua. Il principio di onnicomprensività del TFR impone che ogni emolumento continuativo e corrispettivo rientri nella base di calcolo, a meno di una deroga espressa e cristallina.
Continua »
Ripetizione dell’indebito e forniture di gas
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un gestore di riserve energetiche che chiedeva l'ammissione al passivo di una società in amministrazione straordinaria. La richiesta riguardava la ripetizione dell'indebito per prelievi di gas effettuati in assenza di un fornitore formale. La Corte ha stabilito che, poiché il precedente contratto di somministrazione era ancora legalmente efficace a causa di una disdetta inefficace, i prelievi non potevano considerarsi privi di titolo. Di conseguenza, l'azione di ripetizione dell'indebito è stata dichiarata infondata, confermando la legittimità dei consumi nell'ambito del rapporto contrattuale preesistente.
Continua »
Onnicomprensività TFR: calcolo e indennità aziendali
La Corte di Cassazione ha esaminato la questione dell'onnicomprensività TFR in merito all'inclusione di un assegno integrativo aziendale nella base di calcolo della liquidazione. Alcuni lavoratori di una fondazione culturale avevano contestato l'esclusione di tale indennità, basata su una clausola di un accordo aziendale che la definiva non valida a fini retributivi. La Suprema Corte ha accolto il ricorso, stabilendo che la deroga al principio di onnicomprensività deve essere chiara e univoca. I giudici di merito non avevano correttamente analizzato il coordinamento tra il contratto nazionale e l'accordo aziendale, omettendo una valutazione complessiva delle clausole contrattuali secondo i canoni di interpretazione corretta.
Continua »
Calcolo TFR: inclusione assegni integrativi aziendali
Una lavoratrice ha agito in giudizio contro una fondazione lirica per ottenere la rideterminazione del Calcolo TFR, chiedendo l'inclusione di un assegno integrativo aziendale percepito con continuità. La Corte d'Appello aveva respinto la domanda, interpretando la clausola contrattuale 'non è valido a nessun effetto retributivo' come una chiara volontà di escludere tale voce dalla base di calcolo. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, stabilendo che la deroga al principio di onnicomprensività del TFR deve essere espressa in modo chiaro e univoco. I giudici di legittimità hanno chiarito che l'interpretazione di un accordo aziendale non può limitarsi al senso letterale di una singola clausola, ma deve considerare il coordinamento con il contratto nazionale e l'intenzione complessiva delle parti.
Continua »
Onnicomprensività TFR: calcolo e assegni aziendali
Una lavoratrice ha agito in giudizio per ottenere il ricalcolo del proprio trattamento di fine rapporto, chiedendo l'inclusione di un assegno integrativo aziendale percepito per anni. La Corte d'Appello aveva respinto la domanda, interpretando una clausola del contratto aziendale che escludeva 'effetti retributivi' come una valida deroga al principio di onnicomprensività TFR. La Corte di Cassazione ha invece annullato tale decisione, rilevando che la volontà di escludere una voce retributiva dal calcolo del TFR deve essere manifestata in modo chiaro e univoco. I giudici di legittimità hanno sottolineato che l'interpretazione dei contratti collettivi deve essere coordinata tra i vari livelli (nazionale e aziendale) e non può limitarsi a una lettura letterale isolata di singole clausole ambigue.
Continua »
Gravi difetti: la tutela dei soci in cooperativa
Una società proprietaria di lotti industriali ha agito contro l'impresa costruttrice per accertare la presenza di gravi difetti strutturali ex art. 1669 c.c. La Corte d'Appello aveva inizialmente negato il pieno risarcimento, ritenendo che un accordo transattivo e un lodo arbitrale tra la cooperativa committente e l'impresa fossero opponibili anche ai singoli soci assegnatari. La Corte di Cassazione ha invece stabilito che l'azione per gravi difetti ha natura extracontrattuale e che il rapporto di scambio tra socio e cooperativa rende i diritti del primo indipendenti dalle decisioni degli organi sociali della seconda, annullando la sentenza precedente.
Continua »
Accollo esterno: guida alla corretta interpretazione
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza che qualificava erroneamente come accollo interno un accordo transattivo tra eredi riguardante il pagamento di compensi professionali. Il caso riguardava un professionista che chiedeva il saldo delle proprie spettanze basandosi su una conciliazione giudiziale in cui gli eredi si assumevano i debiti della dante causa. La Suprema Corte ha chiarito che per configurare un accollo esterno non è necessaria una clausola espressa, ma occorre valutare il comportamento complessivo delle parti, incluse le comunicazioni successive alla firma, che nel caso di specie indicavano la volontà di aprire l'accordo al creditore.
Continua »
Accollo esterno: quando il creditore può agire
Un avvocato ha agito in giudizio per ottenere il pagamento dei propri onorari professionali da parte di due soggetti che, in un atto di conciliazione transattiva, si erano accollati i debiti relativi alle spese legali di un terzo. Mentre la Corte d'Appello aveva qualificato l'accordo come mero accollo interno, escludendo il diritto del professionista di agire direttamente contro gli accollanti, la Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione. La Suprema Corte ha stabilito che per configurare un accollo esterno non è necessaria una clausola espressa, ma occorre valutare la comune intenzione delle parti e il loro comportamento complessivo, anche successivo alla firma del contratto, per verificare se vi sia stata l'apertura all'adesione del creditore.
Continua »
Auto mai consegnata per il colore? La prova testimoniale salva il venditore
Un acquirente cita in giudizio una concessionaria per la mancata consegna di un'auto, chiedendo la restituzione del doppio della caparra. La concessionaria si difende sostenendo che il ritardo è dovuto alla mancata scelta del colore da parte del cliente, un dettaglio lasciato in bianco sul contratto. La Cassazione ha stabilito che la prova testimoniale su un contratto scritto è ammissibile per chiarire elementi volutamente non compilati. Poiché la colpa del ritardo è dell'acquirente, il contratto si risolve per mutuo dissenso e la concessionaria deve restituire solo la caparra semplice, non il doppio. Vince la concessionaria.
Continua »
Clausola sociale: diritto al passaggio di cantiere
La Corte di Cassazione ha confermato il diritto di un lavoratore al passaggio diretto presso la società subentrante in un appalto di igiene ambientale. Nonostante un precedente licenziamento, poi revocato tramite conciliazione, il dipendente risultava in forza nel periodo di 240 giorni antecedente il cambio gestione. La clausola sociale prevista dal CCNL garantisce la continuità occupazionale indipendentemente dagli adempimenti formali di comunicazione tra le imprese, poiché il rapporto di lavoro ha subito una reviviscenza retroattiva.
Continua »
Plusvalenza: vendita fabbricato o terreno?
L'Agenzia delle Entrate ha contestato a un contribuente una plusvalenza non dichiarata derivante dalla vendita di un terreno, sostenendo che si trattasse di un'area edificabile. Il contribuente ha eccepito che l'oggetto della vendita era un fabbricato esistente, sebbene destinato alla demolizione. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del Fisco, stabilendo che la presenza di un edificio esclude la tassazione come terreno edificabile, anche se l'acquirente intende ricostruire con volumetria maggiore.
Continua »
Incentivo progettazione: i limiti per i dipendenti
Alcuni dipendenti pubblici hanno agito contro un ente per ottenere il pagamento dell'**Incentivo progettazione** in relazione ad attività di rilievo e indagine territoriale. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che tale compenso non spetta per attività di pianificazione generale o studi di fattibilità. Il diritto all'incentivo sorge esclusivamente se l'attività è strettamente preordinata alla realizzazione di un'opera pubblica specifica e si inserisce in una procedura di aggiudicazione lavori.
Continua »
Promessa del fatto del terzo e revoca amministratore
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso di un ex amministratore delegato contro una sentenza che negava l'indennizzo pattuito in un accordo con la società controllante. Il caso riguarda la promessa del fatto del terzo, in cui la controllante si era impegnata a garantire la nomina e la durata triennale dell'incarico presso la controllata. La Suprema Corte ha stabilito che l'indennizzo è dovuto direttamente dal promittente se il terzo non compie il fatto, senza necessità di un previo giudizio contro la società terza.
Continua »
Risoluzione consensuale del contratto: l’inerzia
Una società venditrice di mobili ricorre in Cassazione contestando la sentenza che dichiarava la risoluzione consensuale del contratto basata su una presunta inerzia bilaterale. La Suprema Corte accoglie il ricorso rilevando che i giudici di merito hanno ignorato le prove riguardanti i numerosi solleciti inviati dal venditore, elemento che esclude il mutuo dissenso tacito.
Continua »
Contratto autonomo di garanzia: la guida legale
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità dell'escussione di una polizza qualificata come contratto autonomo di garanzia in un appalto pubblico. La Corte ha stabilito che il beneficiario può incamerare la garanzia a seguito dell'inadempimento della controparte senza dover fornire prova immediata del danno, respingendo il ricorso per inammissibilità e difetto di specificità delle contestazioni.
Continua »
Vizi nell’appalto: la parola data vale più del contratto?
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un'impresa edile, confermando la sua condanna al risarcimento per vizi nell'appalto. Il caso verteva su un massetto per parquet eseguito non a regola d'arte. La Corte ha stabilito che gli accordi verbali successivi, intervenuti durante i lavori, prevalgono sul contratto scritto originario. La mancata considerazione di una clausola del preventivo iniziale non costituisce 'omesso esame di un fatto decisivo', ma una legittima valutazione probatoria del giudice di merito, non censurabile in sede di legittimità.
Continua »
Disconoscimento scrittura privata: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso in un caso di restituzione di una somma versata per la cessione di un contratto preliminare. La Corte ha stabilito che il disconoscimento della scrittura privata prodotta in copia deve essere specifico e non generico. Inoltre, ha chiarito che non sussiste litisconsorzio necessario nei confronti degli eredi a cui il testamento non attribuiva alcun diritto relativo alla causa, specialmente in presenza di una divisione testamentaria accettata da tutti.
Continua »
Variazione tassi buoni postali: Cassazione conferma
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità della variazione tassi buoni postali in senso peggiorativo, disposta con decreto ministeriale. La Corte ha stabilito che la modifica si applica automaticamente ai contratti in essere per eterointegrazione, ritenendo sufficiente la pubblicazione del decreto in Gazzetta Ufficiale. Il ricorso dei risparmiatori, che chiedevano il pagamento delle differenze basate sui tassi originari, è stato dichiarato inammissibile.
Continua »
Licenziamento per giusta causa: quando è legittimo?
Un lavoratore, riammesso in servizio dopo la conversione giudiziale del suo contratto da tempo determinato a indeterminato, viene licenziato per giusta causa a seguito del suo rifiuto di cambiare reparto. La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità del licenziamento, ritenendo la reazione del dipendente (grave insubordinazione con toni aggressivi e contatti fisici) sproporzionata rispetto alle modifiche datoriali (cambio di turno e mansioni coerenti con l'inquadramento), considerate normali prassi aziendali. La Corte ha escluso la ritorsività del licenziamento, poiché la causa principale era la condotta del lavoratore.
Continua »