Alcuni dipendenti con inquadramento di Quadro intermedio hanno chiesto il riconoscimento della qualifica superiore di Quadro apicale. I lavoratori hanno basato la propria pretesa su un vecchio accordo sindacale del 1991, sostenendo che le mansioni svolte corrispondessero al livello più elevato. L'azienda ha contestato la domanda affermando che il successivo contratto collettivo nazionale del 2003 ha ridisegnato l'intera classificazione professionale, superando le vecchie intese. Nel corso del giudizio di legittimità, i lavoratori hanno rinunciato formalmente al ricorso. La Corte di Cassazione ha dichiarato estinto il processo, ma ha valutato la soccombenza virtuale per regolare le spese di lite. I giudici hanno accertato la totale esaustività del nuovo contratto collettivo, condannando i lavoratori a rimborsare le spese processuali all'azienda.
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