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Art. 1362 Codice Civile — Sezione Terza Civile

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1033 provvedimenti

Altri anni per Art. 1362 Codice Civile

Denuncia sinistro tardiva: onere prova assicurazione
Una società ha citato in giudizio la propria assicurazione per i danni da grandine al tetto di un immobile. L'assicurazione ha negato l'indennizzo eccependo una denuncia sinistro tardiva. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha cassato la decisione dei giudici di merito, stabilendo che il rapporto di trasmissione di un fax ha efficacia probatoria ex art. 2712 c.c. e deve essere valutato insieme ad altre prove, anche presuntive. Inoltre, ha ribadito che l'assicuratore che eccepisce la tardività della denuncia ha l'onere di provare il dolo o la colpa dell'assicurato e il pregiudizio subito.
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Clausola di solidarietà successiva: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha stabilito la validità della clausola di solidarietà successiva inserita nei contratti di garanzia. Un'erede si era opposta al pagamento di un debito garantito dalla madre, sostenendo la nullità della clausola che estendeva la responsabilità solidale agli eredi. La Corte ha rigettato il ricorso, chiarendo che tale pattuizione non costituisce un patto successorio vietato. Gli eredi, infatti, non sono vincolati in modo assoluto, ma conservano la facoltà di tutelarsi rinunciando all'eredità o accettandola con beneficio di inventario.
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Interpretazione contratto assicurativo: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza d'appello relativa a un risarcimento danni da allagamento condominiale, il cui fulcro era l'interpretazione del contratto assicurativo. La Corte d'Appello aveva erroneamente applicato il massimale più alto della polizza, ignorando un "sottolimite" specifico di 1.000 euro per quel tipo di sinistro. La Cassazione ha stabilito che non vi era alcuna ambiguità tra le clausole, in quanto la corte territoriale aveva confuso il valore dell'immobile assicurato con il massimale di indennizzo, applicando a sproposito l'art. 1370 c.c. La decisione è stata quindi cassata con rinvio.
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Polizza claims made: come interpretare la copertura
Un professionista, assicurato con una polizza claims made, è stato citato in giudizio per condotte risalenti a un periodo precedente la stipula del contratto. Sebbene assolto nel merito, la sua compagnia assicurativa si è rifiutata di coprire le spese legali. La Corte di Cassazione ha stabilito che la polizza è operativa, poiché ciò che conta è il momento in cui la richiesta di risarcimento viene presentata, non la data del fatto illecito, cassando la decisione della Corte d'Appello che aveva erroneamente interpretato le clausole contrattuali.
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Incapacità a testimoniare: quando va eccepita?
Un debitore, a cui era stato ingiunto il pagamento per l'utilizzo di un posto barca, ha contestato la sentenza fino in Cassazione. Il suo ricorso si basava, tra l'altro, sulla presunta incapacità a testimoniare di un teste chiave. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso, ribadendo un principio fondamentale: l'eccezione di incapacità a testimoniare deve essere sollevata subito dopo l'esame del teste, altrimenti la testimonianza, anche se viziata, viene sanata e resta valida ai fini della decisione.
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Titolarità del credito: no al trasferimento se c’è accordo
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha stabilito che un accordo transattivo stipulato da una società di factoring per recuperare un credito non ne trasferisce automaticamente la titolarità. Di conseguenza, la società cedente originaria rimane obbligata al pagamento in caso di inadempimento del debitore. La Corte ha rigettato il ricorso di un'azienda che sosteneva la perdita della titolarità del credito da parte del factor, confermando la validità dell'azione di recupero.
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Contratto autonomo di garanzia: appello inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato dall'erede di un garante in un caso relativo a un contratto autonomo di garanzia. L'appellante contestava l'interpretazione del contratto data dai giudici di merito, ma il ricorso è stato respinto perché mirava a una nuova valutazione dei fatti, attività preclusa in sede di legittimità. La Corte ha ribadito che per contestare l'interpretazione di un contratto in Cassazione, è necessario denunciare la violazione di specifiche norme di ermeneutica contrattuale, cosa non fatta nel caso di specie.
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Manipolazione Euribor: Cassazione attende la UE
In una causa relativa a un contratto di leasing, una società ha contestato la validità delle clausole sugli interessi basate sull'Euribor, denunciandone l'indeterminabilità a causa della nota manipolazione del tasso. Dopo due sentenze sfavorevoli nei gradi di merito, il caso è giunto in Cassazione. La Suprema Corte, con ordinanza interlocutoria, ha sospeso il giudizio. La decisione è motivata dalla pendenza di una questione pregiudiziale dinanzi alla Corte di Giustizia dell'Unione Europea, chiamata a chiarire le conseguenze della manipolazione Euribor sui contratti stipulati con i clienti finali.
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Azione revocatoria: inefficacia dell’atto di vendita
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di una società contro la sentenza che aveva accolto un'azione revocatoria. La vendita di un immobile, avvenuta quando la società venditrice era già indebitata, è stata ritenuta inefficace nei confronti della curatela fallimentare. La Corte ha confermato la corretta valutazione dei giudici di merito riguardo la sussistenza del pregiudizio per i creditori (eventus damni) e la consapevolezza di tale danno (scientia damni) da parte dei contraenti, data la stretta relazione tra le due società.
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Revocatoria ordinaria: l’atto di separazione è gratuito
La Corte di Cassazione ha confermato la decisione dei giudici di merito in un caso di revocatoria ordinaria. Un trasferimento immobiliare tra coniugi, avvenuto durante la loro separazione consensuale, è stato qualificato come atto a titolo gratuito. Di conseguenza, per dichiararne l'inefficacia, è stata ritenuta sufficiente la sola consapevolezza del coniuge debitore di arrecare un danno al creditore, rendendo irrilevante lo stato soggettivo della moglie beneficiaria.
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Possesso ad usucapionem: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un proprietario che rivendicava il possesso ad usucapionem di una porzione di terrazzo. L'uso del bene è stato qualificato come un semplice comodato precario, ovvero una concessione gratuita e temporanea basata su rapporti di buon vicinato, e non come un possesso utile a far acquisire la proprietà. La Corte ha inoltre sanzionato il ricorrente per abuso del processo, avendo presentato un'impugnazione manifestamente infondata.
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Responsabilità pubblica per certificazioni errate
Una società operante nel settore del gioco ha citato in giudizio un'agenzia governativa per i danni subiti a causa dell'acquisto di apparecchi da gioco risultati non conformi, nonostante le certificazioni. I tribunali di merito avevano dato ragione alla società, ma la Corte di Cassazione ha annullato la sentenza d'appello. La Suprema Corte ha confermato la responsabilità pubblica dell'agenzia per l'operato degli enti certificatori, ma ha ritenuto che la Corte d'Appello non avesse adeguatamente motivato il nesso di causalità tra la condotta dell'agenzia e la decisione della società di dismettere gli apparecchi. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame.
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Pubblicazione della sentenza: integrale o per estratto?
In un caso di diffamazione a mezzo stampa, la Corte di Cassazione ha stabilito un principio fondamentale sulla pubblicazione della sentenza come forma di riparazione. L'ordinanza chiarisce che, se un giudice ordina la "pubblicazione della sentenza" senza ulteriori specifiche, si intende la pubblicazione dell'intero provvedimento, comprensivo di motivazioni e dispositivo. La Corte ha cassato la decisione d'appello che, erroneamente, aveva interpretato tale ordine come una pubblicazione per mero estratto, sottolineando che la parola "sentenza" ha un preciso significato giuridico che non può essere limitato in via interpretativa.
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Comodato precario: quando restituire la casa?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 34317/2025, ha stabilito che un contratto di comodato concesso per 'uso abitazione principale' senza una specifica durata è da considerarsi un comodato precario. Di conseguenza, il proprietario (o i suoi eredi) può richiedere la restituzione dell'immobile in qualsiasi momento. La Corte ha chiarito che la semplice destinazione ad abitazione non è sufficiente a fissare un termine implicito, a differenza dei casi di comodato destinato a soddisfare esigenze familiari, dove la durata è legata al permanere di tali necessità.
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Reticenza assicurato: quando la polizza non copre
Un avvocato, condannato per un errore professionale, si vede negare la copertura dalla propria assicurazione. La Cassazione conferma la decisione, evidenziando come la reticenza dell'assicurato su circostanze note che potevano dar luogo a una richiesta di risarcimento, al momento della stipula della polizza, renda inoperante la garanzia. Il ricorso del professionista è stato dichiarato inammissibile.
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Danno da occupazione abusiva: la prova del danno
Una società occupava illegittimamente un terreno estraendone argilla. La Corte di Cassazione ha confermato la condanna al risarcimento, chiarendo che il danno da occupazione abusiva consiste nella perdita della concreta possibilità di godimento del bene. Tale pregiudizio può essere provato anche tramite presunzioni, basate sull'uso che l'occupante stesso ha fatto del bene. Il principio di non contestazione si applica anche agli elementi quantitativi del danno, come il prezzo del materiale estratto.
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Accordo transattivo: l’interpretazione unitaria vince
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un'azienda di cantieristica nautica che contestava il pagamento di una provvigione. La Corte ha stabilito che la promessa di pagamento non era un contratto di mediazione autonomo, ma una clausola inscindibile di un più ampio accordo transattivo stipulato per risolvere una precedente controversia. Questa interpretazione unitaria impedisce di isolare e invalidare singole clausole, confermando la decisione dei giudici di merito.
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Contratto autonomo di garanzia: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso relativo a un contratto autonomo di garanzia, rigettando il ricorso di una società concessionaria di giochi. La Corte ha confermato la validità della richiesta di pagamento avanzata da un'agenzia statale nei confronti della banca garante per le penali dovute dalla società. Sono stati respinti tutti i motivi di ricorso, inclusi quelli sulla presunta errata interpretazione del contratto, sull'eccessività delle penali e sulla riduzione dell'importo garantito, ribadendo i limiti delle eccezioni opponibili dal garante.
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Lite temeraria: la condanna salta con motivazione apparente
Un garante, condannato in primo e secondo grado al pagamento di un debito e a un risarcimento per lite temeraria, si rivolge alla Corte di Cassazione. I giudici supremi confermano la validità del debito ma annullano la sanzione per lite temeraria. La motivazione addotta dalla Corte d'Appello è stata ritenuta 'apparente', cioè talmente generica da equivalere a una sua totale assenza, violando così il dovere del giudice di fornire una spiegazione concreta e puntuale della propria decisione.
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Fatto notorio: la Cassazione chiarisce l’onere probatorio
Una società cessionaria di crediti bancari ha impugnato una sentenza d'appello che aveva dichiarato parzialmente nulla una fideiussione per violazione di norme antitrust, qualificando il provvedimento sanzionatorio della Banca d'Italia come 'fatto notorio'. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che un provvedimento amministrativo non costituisce un fatto notorio e deve essere prodotto in giudizio dalla parte che lo invoca. Inoltre, ha precisato che l'onere della prova sulla persistenza dell'intesa illecita grava su chi eccepisce la nullità.
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