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Art. 1362 Codice Civile — Anno 2024

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1851 provvedimenti

Altri anni per Art. 1362 Codice Civile

Motivazione apparente: sentenza tributaria annullata
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza della Commissione Tributaria Regionale in materia di IVA su contratti di leasing nautico. La decisione è stata cassata per motivazione apparente, in quanto il ragionamento dei giudici di secondo grado è risultato contraddittorio e incomprensibile, non distinguendo tra i diversi rilievi mossi dall'Amministrazione Finanziaria e non considerando il formarsi di un giudicato parziale sulle parti della sentenza di primo grado non appellate.
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Vendita a corpo: quando il prezzo non cambia?
Una società immobiliare vende un immobile a un ente universitario. Nonostante la superficie finale risulti superiore alla tolleranza del 3% pattuita, la Cassazione nega il diritto a un supplemento di prezzo. La decisione si fonda sull'interpretazione del contratto come una vendita a corpo, dove il comportamento delle parti ha dimostrato la volontà di mantenere fisso il corrispettivo, rinunciando a future pretese.
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Opposizione atti esecutivi: l’errore inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso basato sull'opposizione agli atti esecutivi per contestare la pignorabilità di crediti. La Corte chiarisce che tale questione va sollevata esclusivamente con l'opposizione all'esecuzione (art. 615 c.p.c.) prima della conclusione del processo esecutivo, rendendo l'uso dell'art. 617 c.p.c. un errore procedurale fatale.
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Privilegio credito pubblico: la Cassazione conferma
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 20362/2024, ha stabilito che il privilegio del credito pubblico, derivante da finanziamenti agevolati, sussiste anche se non esplicitamente menzionato nel contratto. Il caso riguardava una società in concordato preventivo che contestava la natura privilegiata del credito vantato da un ente gestore di fondi pubblici. La Corte ha rigettato il ricorso, confermando l'orientamento consolidato secondo cui il privilegio si applica a tutti gli interventi di sostegno pubblico rientranti nel D.Lgs. n. 123/1998, estendendosi oltre le sole ipotesi di revoca del beneficio per illeciti.
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Onere della prova: il danno va sempre dimostrato
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 20257/2024, ha respinto il ricorso di una società fornitrice di gas contro un cliente industriale. Nonostante fosse stato accertato l'inadempimento del cliente, che aveva ritirato meno gas del pattuito, la richiesta di risarcimento è stata negata. La Corte ha sottolineato che spetta al danneggiato l'onere della prova del danno effettivo, che non può essere presunto. Il fornitore non è riuscito a dimostrare di aver acquistato il gas in eccesso e di averlo poi rivenduto in perdita, rendendo la sua richiesta risarcitoria infondata.
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Inammissibilità ricorso Cassazione: limiti al riesame
La Cassazione dichiara l'inammissibilità del ricorso di una società produttrice di energia contro una società di distribuzione. I motivi, incentrati su presunto abuso di posizione dominante e errata valutazione contrattuale, sono stati respinti in quanto miravano a un riesame del merito, precluso in sede di legittimità, confermando le decisioni dei gradi precedenti.
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Diritto buono pasto: sì anche per il turno notturno
Una dipendente di un'azienda sanitaria pubblica ha richiesto il riconoscimento del suo diritto al buono pasto per i turni notturni. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso dell'azienda, confermando che il diritto buono pasto è una misura assistenziale legata alla durata del turno di lavoro (superiore a sei ore), a prescindere che sia diurno o notturno. La Corte ha inoltre ribadito che la prescrizione per questo diritto è decennale e non quinquennale.
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Buono pasto turno notturno: la Cassazione decide
Un'infermiera ha richiesto i buoni pasto per i suoi turni notturni svolti tra il 2002 e il 2008. La Corte d'Appello le ha dato ragione, interpretando gli accordi collettivi e aziendali. L'azienda sanitaria ha fatto ricorso in Cassazione, ma la Corte Suprema ha dichiarato il ricorso inammissibile per vizi di forma. La decisione conferma il diritto al buono pasto per il turno notturno in base alla specifica articolazione oraria, consolidando la sentenza di secondo grado.
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Agevolazione IRES: voli aerei esclusi dal beneficio
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 20228/2024, ha chiarito i limiti dell'agevolazione IRES per i redditi derivanti dall'utilizzo di navi. Il caso vedeva contrapposte l'Agenzia delle Entrate e una compagnia di crociere riguardo l'estensione del beneficio fiscale ai ricavi dalla vendita di voli aerei per raggiungere i porti d'imbarco. La Corte ha stabilito che l'agevolazione IRES non si applica a tali attività, in quanto non rientrano nella nozione di 'utilizzazione della nave'. La sentenza ha inoltre affrontato una questione di transfer pricing, annullando la riqualificazione di un contratto basata su una mera annotazione contabile.
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Rettifica valore immobile: limiti alla prova contraria
Una società contesta la rettifica del valore di un immobile oggetto di permuta, operata dall'Agenzia delle Entrate sulla base dei dati OMI. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando che la rettifica valore immobile è legittima. La Corte ha stabilito che spetta al contribuente fornire una prova contraria solida e documentata per superare la presunzione di correttezza dei valori indicati dall'amministrazione, e che le questioni di fatto, come la superficie dell'immobile, non possono essere riesaminate in sede di legittimità.
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Caparra confirmatoria: recesso e rinuncia al ricorso
Un caso di preliminare di vendita d'azienda finito in Cassazione. La controversia riguardava il recesso del venditore e il suo diritto a trattenere la caparra confirmatoria per mancato pagamento di una rata. Tuttavia, la Corte Suprema ha dichiarato l'estinzione del giudizio a seguito della rinuncia al ricorso da parte di entrambe le parti, senza decidere nel merito.
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Conflitto di interessi: annullamento contratto immobiliare
La Corte di Cassazione conferma l'annullamento di un contratto di cessione immobiliare per conflitto di interessi. La vicenda riguarda una cooperativa che ha trasferito un immobile a un'altra società sulla base di una delibera votata da amministratori che erano anche soci della beneficiaria. La Corte chiarisce che si applica l'art. 1394 c.c. (rappresentanza) e non l'art. 2391 c.c. (societario) poiché la delibera era stata annullata in autotutela dal commissario liquidatore, privando il contratto della sua base autorizzativa.
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Lavoro subordinato: onere della prova del lavoratore
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha rigettato il ricorso di una lavoratrice che chiedeva il riconoscimento di un rapporto di lavoro subordinato per un periodo coperto da contratti di collaborazione autonoma. La Corte ha stabilito che non è sufficiente contestare la veridicità del contratto formale; il lavoratore ha l'onere di provare concretamente gli elementi tipici della subordinazione, come l'assoggettamento al potere direttivo del datore di lavoro. La valutazione dei fatti spetta al giudice di merito e non è, di norma, sindacabile in Cassazione.
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Agevolazione fiscale navi: no a voli aerei ancillari
Una compagnia di crociere ha applicato un'agevolazione fiscale sui ricavi derivanti dalla vendita di voli aerei funzionali all'imbarco. La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 20101/2024, ha stabilito che l'agevolazione fiscale navi è di stretta interpretazione e si applica solo ai redditi derivanti dall'utilizzo diretto della nave, escludendo il trasporto aereo ancillare. La Corte ha inoltre fornito importanti chiarimenti sulla riqualificazione dei contratti infragruppo ai fini del transfer pricing, richiedendo un'analisi della sostanza economica dell'operazione e non solo degli aspetti formali o contabili.
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Agente contabile: chi gestisce incassi per lo Stato?
Una società di gestione museale, concessionaria di spazi in un monumento nazionale, ha contestato l'obbligo di rendicontazione giudiziale, negando la propria qualifica di agente contabile. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che qualsiasi soggetto privato che gestisce servizi pubblici e incassa somme, di cui una parte spetta a un ente pubblico, assume la qualifica di agente contabile ed è soggetto alla giurisdizione della Corte dei Conti, poiché tale attività costituisce maneggio di denaro pubblico.
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Responsabilità solidale appalto: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha confermato la responsabilità solidale appalto a carico di due società committenti per i crediti retributivi di un autista dipendente della società appaltatrice. La Corte ha qualificato il rapporto come appalto di servizi, e non mero trasporto, data la complessità delle mansioni svolte dal lavoratore (carico, scarico, magazzinaggio). La decisione sottolinea come la presenza di più committenti non escluda l'applicazione della tutela prevista per i lavoratori.
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Caparra confirmatoria: modifica senza forma scritta
Una società acquirente versa somme aggiuntive dopo la scadenza del termine essenziale, indicando come causale 'integrazione caparra confirmatoria'. La Cassazione stabilisce che questo comportamento, unito all'accettazione del venditore, costituisce una modifica tacita del patto sulla caparra e una rinuncia al termine, annullando la decisione della Corte d'Appello che ne aveva ordinato la restituzione.
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Retribuzione di risultato: fondi medici e veterinari
Un dirigente veterinario ha contestato l'unificazione del fondo per la retribuzione di risultato con quello dei dirigenti medici, sostenendo un pregiudizio economico. La Corte di Cassazione ha accolto la sua tesi, stabilendo che la contrattazione collettiva del periodo prevedeva fondi distinti. La Corte ha invece rigettato la richiesta di indennità di polizia giudiziaria, poiché per il periodo in questione era necessaria una nomina formale non dimostrata.
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Servitù di passaggio: come si interpreta il titolo?
Una controversia tra proprietari confinanti sulla natura di una servitù di passaggio, se solo pedonale o anche carrabile. Il caso, basato sull'interpretazione di un atto notarile del 1985 che menzionava la larghezza del viale e la sosta di auto per 'carico e scarico', è giunto in Cassazione. La Suprema Corte ha confermato che tali elementi sono sufficienti a dimostrare l'intenzione originaria delle parti di costituire una servitù di passaggio anche con veicoli, respingendo il ricorso dei proprietari del fondo servente.
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Vincolo culturale: può bloccare lo sfratto?
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 19350/2024, ha stabilito che un vincolo culturale apposto su un immobile di pregio storico, come un caffè d'epoca, non impedisce al proprietario di procedere con la licenza per finita locazione. Il vincolo obbliga a mantenere la destinazione d'uso storica del bene, ma non cristallizza il rapporto contrattuale con lo specifico conduttore, bilanciando così la tutela del patrimonio culturale con il diritto di proprietà privata.
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